Il Muezzin, il gallo ed il gatto

Un giorno qualsiasi di una settimana qualsiasi, la Paola, il caffè del mattino ed il Muezzin, sembra quasi un titolo di un film di qualche anno fa’…

Foto scattate dalla Paola stessa in quel di Beirut…


Paola Roncaglia

Nata al Cairo il 25 Ottobre del ’59 all’ospedale italiano. I miei abitavano a Heliopolis allora e …

Ci son vari modi per svegliarsi a Beirut. E anche varie ore. Ma anche varie lampadine di colore arancione. Diciamo che dopo aver cenato davanti ad un soap opera turco interessante, anche perché tradotto in arabo che capisco meglio, per le 8 di sera si fa una rassegna delle varie TV permesse dal satellite e tra Al Jazeera, la TV libanese, France Monde come la Rai, CNN e BBC, più o meno si capisce in 15 minuti ciò che succede nel mondo ed é ora di dormire.
Fino alle?
Per le 4 del mattino (senza guardare l’orologio) cominciano a spegnersi le lampade arancioni (in pratica va via l’elettricità), un’arietta calda dal Mediterraneo si fa sentire e solleva le tendine, talvolta sbattendo le porte.

Si innalza la voce del Muezzin in lontananza, ma anche vicinanza perché a Beirut nulla é lontano per se’… il sonno s’interrompe e poi registra poco a poco nella memoria la melodia, che poi fa riprendere il torpore dell’ora in cui la mente e il corpo vogliono soltanto dormire.. finché il gallo, o «dyik» come lo chiamo in arabo con familiarità, fa il suo cocorico un po’ rauco e confuso. Poi, incoraggiato dalla sua propria voce comincia a cantare sempre di più… saran le 4 e mezza?
Chissà.. la mente adesso sta facendo un vero sforzo per tenere gli occhi chiusi e cercare di riaddormentarsi, ahimè con poco successo…. il gattino nella stanza accanto, credendosi  il piccolo Rambo si butta contro la porta e a forza di «miao» adesso il sonno é del tutto sparito, si sentono in sintonia il cane che abbaia, le prime voci umane, l’alba non é lontana, il caffè é pronto perché Samira va al lavoro presto per evitare il traffico.

La giornata é cominciata alle 4 praticamente con i rumori familiari, le campane in lontananza, ma anche in vicinanza.
Fino al giorno in cui cambiano l’orario. Allora il «dyik» confuso (quanto me) canta alle 3 e mezza del mattino. Bisognerà andare a dormire alle 7 di sera da ora in poi. Ma le luci arancioni non cambiano orario, allora ancor più confusa quando si mette a cantare il Muezzin, e che il gallo e il gattino partecipano al dolce risveglio che non conviene a nessuno, accenderò la lampada solare e continuerò a leggere il mio libro. Tanto a Beirut non si dorme.

NB : Ho appena trascorso due settimane al Libano e non credo di aver dormito, ma di aver forse «creduto di dormire», però so di aver sognato allora per forza ho dovuto dormire… forse! 
Litri di caffè mi hanno aiutata a trascorrere delle bellissime giornate. E già mi mancano tanto sia il Muezzin che il «dyik» e il gattino.
E di sicuro, il Mediterraneo e le campane della chiesa. 

        Tags : | PAOLA'S CORNER |