Intelligenza Artificiale e la Letteratura

Un altro capitolo della nostra Società moderna, un miscuglio di tanto, di tutto ma talvolta anche di niente…

da | 06/11/2025 | CITTADINI DEL MONDO | 0 commenti

Come sempre, in mezzo al catafalco che si é ammucchiato sulla mia scrivania dal secolo scorso, non sto proprio scherzando purtroppo, mi é venuta in mano una nota che avevo scarabocchiato qualche giorno fa a proposito di un paio di articoli che mi sono “cascati” in mano per caso o quasi. Queste righe di testo che sto scrivendo mi sono venute in mente al momento di leggere l’articolo ma mi ero ripromesso di pensarci sopra e poi finalizzare il tutto e quindi eccomi qui con il mouse che viaggia a mille!!!

Il soggetto dell’articolo da cui ho “pescato” qualche idea e oggetto di discussione si intitola « Quando l’IA uccide la Letteratura” », un soggetto che mi trotta in testa da parecchio e che mi ha convinto a scrivere qualche riga in merito anche dopo aver visto le baggianate che purtroppo parecchi stanno “rilasciando” sulle piattaforme chiamiamole “sociali” a destra e a manca!!!! Una pochezza mentale che lascia di stucco, quando ci vuole ci vuole e stavolta non riesco a trovare un epiteto di tutto rispetto fra il “cretino” ed il “deficiente”…

Chi avrebbe mai pensato che un giorno le intelligenze artificiali generative avrebbero scritto, corretto e pubblicato testi a iosa? Quanto vale una pseudo-letteratura nata sotto l’IA? Cosa diventa il nostro immaginario sotto la loro influenza? E quali sconvolgimenti sono da prevedere nel mondo della letteratura negli anni, o nei mesi, a venire? Sono tutte le domande che mi sono sgorgate appena dopo l’ultima parola di questo articolo, siamo oramai condannati a “scegliere” quoi pochi soggetti o articoli che ne valgono almeno la pena di essere letti, altrimenti la marea di cianfrusaglie che si stanno pubblicando un po’ dappertutto, potrebbe anche cambiare la nostra maniera di pensare e di agire! Roba da chiodi, proprio…

L’articolo mi é sgorgato anche da immagini di un certo Presidente degli USA che ha fatto girare un filmato, scritto e messo in scena da questa “intelligenza artificiale”, in cui tutti i “partecipanti” alla marcia contro questo Presidente venivano coperti di un prodotto color “cacca”, prodotto che sta a determinare appunto il livello mentale di un certo tipo di “personaggi” che girano intorno a questo Presidente, senza dimenticare il livello mentale del Presidente stesso, una sommità che in questo caso si farà fatica a sorpassare ed oltrepassare, no kidding!!

Quando scrive un manoscritto, un autore cerca molto raramente di conservarlo solo per sé e senza mai osare ammetterlo, spera che la qualità dei suoi racconti catturi sempre più lettori.

Nel circuito del libro, sono infatti questi ultimi che dettano l’aspettativa di vita di una creazione letteraria, nonostante il ruolo importante svolto dagli editori, dai distributori o dai librai nella valorizzazione di una pubblicazione. Le opinioni dei lettori e il loro comportamento d’acquisto spesso contribuiranno a consolidare la carriera di un autore e la longevità di un libro. Lungi dall’essere semplici acquirenti passivi, i lettori possiedono un potere di prescrizione, che non smette di estendersi fino a imporsi nel mondo degli editori.

Queste parole sono state scritte da Stéphanie Parmentier nel suo saggio « Quando l’IA uccide la letteratura (PUF, 2025) »,  cercando di esaminare lo “spazio” occupato nel campo letterario da questi nuovi mercanti di prosa che sono le Intelligenze Artificiali. Un testo non é del tutto uguale ad un altro e anche se la voglia di  “scrivere con il MAC che ti dice come e cosa scrivere” non mi sono mai permesso di tagliare per vie traverse per arrivare prima o anche “primo”, ci mancherebbe.

Il testo é molto chiaro quanto alla maniera di scrivere e leggere articoli, libri o anche saggi, non abbiamo più la maniera come anche la possibilità di arginare una sotto-forma di progresso che sta inondando le varie piattaforme culturali o meno, ci sono addirittura programmi specializzati per telefonini & CO per scrivere i vari testi letti da un oratore per non “fare errori” nella trascrizione, una maniera come un’altra per non farti pensare come vorresti o con la tua testa, ci mancherebbe altro…

Come ha scritto la Parmentier « Per me, il problema principale è che come lettore non voglio leggere qualcosa che proviene da un computer. I libri sono un mezzo per connettersi agli altri. Puoi connetterti alla visione del mondo di un autore e vedere come la sua esperienza si sovrappone alla tua. C’è una sorta di umanità condivisa nella lettura di finzione, un senso di comprensione e di essere compresi. Chiamami romantico, ma penso che sia una grande parte del motivo per cui leggiamo. Non è solo per ammazzare il tempo. Non funziona se non c’è nessuno dietro le parole. »

Non occorre aggiungere altro, parola di Diego…