Tanti ricordi di don Vittorio

da | 06/04/2026

© Foto inviata da Rina Del Pero

Il 31 marzo scorso, cioè un paio di giorni fa, abbiamo ricevuto un mail da parte della Sig.ra  Rina Del Pero, mail in cui voleva ringraziare e salutare il nostro don Vittorio ed ha anche aggiunto un paio di foto, che troverete a fondo pagina.

Qui di seguito quanto ci ha inviato la Rina e dobbiamo ammettere che quanto scritto fa rivivere tantissimi bei momenti con don Vittorio e tutta la sua banda!!

Don Gianni
SALESIANO DOC

Salve sono una volontaria dell assicurazione IMO, Impegno Medio Oriente, che per anni ha svolto attività presso la casa ad El Housson così come El Fidar e abbiamo appena visto in TV il mai dimenticato don Vittorio. Ora vorremmo poter dare il nostro contributo, anche di persona, come nel passato.
Auguri e a completa disposizione!

Rina Del Pero

Era una giornata calda, afosa di fine luglio, e con i ragazzi dell’oratorio di Pusiano eravamo diretti in Libano, terra dei cedri, per un campo di lavoro ad El housson, piccola cittadina sopra la mitica Biblos, una tra le città più antiche al mondo e dal cui porto erano partiti i Fenici.

Eravamo destinati alla casa salesiana di El Houssoun e ci hanno domandato di dare una mano a ripulire il bosco come anche la casa che era stata luogo di accoglienza degli sfollati da Beirut. Ad attenderci all’aeroporto il mitico don Vittorio Pozzo, che scoprimmo poi amava cantare canzoni partigiane.
Sulla strada che ci conduceva alla nostra meta vedemmo ancora dipinte sull asfalto le tracce che indicavano agli aerei come atterrare, si, proprio sulla strada perché l’aeroporto era fuori uso e diventato un luogo pericoloso. Eravamo una ventina e divenni subito amica di Carolina, la nipote del curato del paesello sul lago.

Non potevi non innamorarti del Libano, con i suoi paesaggi e la sua gente. Tutti avevano storie da raccontarti e ogni sera era festa, davanti al fuoco e a cantare. Tornammo a casa e coinvolgemmo nel tempo tanti amici che negli anni tornarono con noi. Perché ormai El Housson era anche casa nostra. Don vittorio, conoscendo la mia leggera allergia al fumo delle candele, mi dispensò dal partecipare alla messa ma mi chiese di predisporre l’altare, con fiori e tovaglie di pizzo di Cantù che l’amico Antonio Basilico pensò bene di portarsi in valigia come dono. Era sempre un esplosione di garofani rossi…. sarà stato un caso…. Ma ero orgogliosa di questo incarico differente.

Poi salivo sul tetto per raccogliere i fichi gonfi e succulenti e mi specializzai nella potatura dei lecci e nella realizzazione di muretti a secco.
Anche da Meda arrivarono amici a dare una mano. Lì conobbi alcuni giovani iracheni che studiavano con i superiori salesiani, due fratelli di Legnano. Ma grazie anche ad Abuna Najib di Aleppo ci inoltrammo anche in Siria passando dalla Valle della Bekà. Venne anche un viaggio mitico durante le vacanze natalizie con gli amici Gastone, Anna, Giorgio, Rosangela, Angela e Rina F.

Partendo poi con una corriera sgangherata da Damasco alla casa di Biblos. Poi la guerra, una delle tante, in Irak ma mantenemmo i nostri rapporti tanto che lo scorso anno vennero alcuni a visitare Meda. L’esperienza nell’ospedale di Bannes con la mitica suor Sophie, libanese di nascita, ma ora in Israele, dove portammo l’ambulanza regalata dalla AVIS di Meda.

Anni intensi trascorsi in Libano e le ultime notizie di questi giorni ci colpiscono e ci rattristano.

Ma i cedri dimostrano che don Vittorio e tutti gli altri sopravviveranno anche a tutto ciò e noi torneremo da quelle parti in pace e fratellanza, con tanta soddisfazione e contentezza!

Rina Del Pero

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