
Rue de Phénicie
AUTORE
- Lamia Ziadé
En 2010, elle a publié chez Denoël un roman graphique, « Bye Bye Babylone » qui raconte les premières années de la guerre à travers ses souvenirs d’enfant.
CASA EDITRICE
- P.O.L. EDITIONS
Rue de Phénicie
Rue de Phénicie
di Lamia Ziadé
EDITIONS P.O.L. | Data di uscita: 10/2025 | ISBN : 978-2-8180-6422-1
Stavo cercando qualcosa da leggere, mi trovavo alla FNAC di Perpignan e non sapevo cosa scegliere come prossimo libro, ne prendevo uno qualsiasi e leggevo la quarta di copertina per saperne di più sia sull’autore/autrice sia sul contenuto, ho sempre fatto così e anche se delle volte mi sono impappinato con libri che non sono più riuscito a terminare, molto pochi per carità, ho quasi sempre azzeccato la scelta finale con tanto di segnalibro e una voglia maledetta di girare le pagine per poter lasciar gironzolare la mente e la fantasia con quanto c’era scritto già fin dall’inizio del libro.
Ma poi un patatrac grande come un palazzo di 15 piani, un libro che aveva come titolo la via dove si abitava in quel di Beirut, Rue de Phénicie, con mezzo titolo in arabo e non riuscivo a girare la prima pagina, talmente ero attanagliato da quanto avrei potuto trovare o meno all’interno !! E poi, senza leggere neanche la quarta di copertina, mi sono diretto alla cassa e me lo sono comprato senza aspettare che mi dessero lo scontrino, necessario per poter uscire dalle porte scorrevoli, altrimenti sono guai…
Rue de Phénicie non è una passeggiata fra le pagine, uno di quei libri che ho chiuso con la sensazione di tornare da un lungo viaggio. Non conoscevo l’autrice ma da dieci anni ormai, Lamia Ziadé, scrittrice e artista visiva, utilizza parole e disegni, foto e collage, per tradurre la sua malinconia e la sua rabbia, il suo amore e la sua disperazione, di fronte al fuoco e al sangue che sfregiano da troppo tempo il Medio Oriente.
Il libro é un miscuglio di “immagini” sia mentali che visuali, un percorso attraversato da una marea di “buche”, di saliscendi di un paese ed un popolo che fa di tutto per attraversare un” buco nero” ma stavolta lo spazio e le Galassie non c’entrano per nulla o niente. Si parla della Rue de Phénicie perché lei e la sua famiglia ci hanno abitato per anni, anche lei parla delle Caves du Roy, del ristorante Quo Vadis, della Librairie Française, dello Sporting, dell’Hotel Saint Georges, in pratica di tutto quello che abbiamo conosciuto ai nostri tempi, un viaggio in un passato che era ed é sempre anche nostro, in un certo senso anche mio!!
Il Libro é riempito di tantissime fotografie tutte scattate dall’autrice stessa, alcune sono semplicemente straordinarie, altre sono molto scure e poco a fuoco, non so se sia a causa della carta stampata o della “fotografa” e scrittrice, ma tante sono uguali alle immagini che abbiamo nella nostra memoria collettiva, una messa a fuoco del passato di tanti e della Scuola in particolare. Ci sono momenti in cui ho dovuto appoggiare il libro, non riuscivo più a togliere alcune immagini dalla mia memoria, non pensavo che potesse diventare alquanto difficile girare le pagine di un “quaderno” di una ragazza come tanti di noi, con le stesse parole o quasi di quelle che abbiamo utilizzato dal 2007 in poi, mi devo soffiare il naso di nuovo…
Mi fermo qui, non sarebbe onesto da parte mia farvi partecipi di un libro che forse molti voi apprezzerebbero in maniera completamente diversa, lontano anni luce da dove mi sono incuneato fra le pagine di questo libro appunto, ognuno ha la sua maniera di leggere e apprezzare un libro, come un film o come anche un disco di una certa musica!
Tutta una sorpresa, parola di webmaster !!!
TRAMA
Tratto dal sito della Casa Editrice:
Rue de Phénicie, c’est un livre d’artiste, un livre intime et un livre politique, un roman photo, un roman militant, un tract palestinien, un livre d’images, un livre de mythologie, un catalogue d’exposition, un livre de souvenirs ou de science-fiction.
La rue de Phénicie, c’est la rue où habite l’autrice à Beyrouth. Une rue au coeur de l’intrigue. Parce qu’il y a une intrigue. Le livre débute de nos jours dans un bar de Beyrouth chargé d’âmes brisées. La narratrice y rencontre un étrange inconnu. Il la pousse à partir à la recherche d’un bar légendaire qu’elle ne connait pas, et « d’où viennent tous les maux du Liban et du monde ». Débute une quête dans Beyrouth plongée dans le noir, qui durera une nuit et ne se terminera qu’à la dernière page du livre, de façon surprenante. Cette errance dans Beyrouth est rythmée de longs flash-backs où la narratrice revient sur sa vie à Paris. Depuis son arrivée à 18 ans, à la fin des années 80, jusqu’à son retour à Beyrouth en octobre 2023.
On suit la trajectoire de cette Libanaise en France, de la fascination à la désillusion puis la révolte. Trente années de création artistique originale défilent avec passion. La narratrice passe de la découverte joyeuse de la vie parisienne culturelle, noctambule, libertine, dans le milieu de l’art et de la mode, à une prise de conscience face à la difficulté grandissante d’être Arabe en France, et surtout face à l’incompréhension de l’Occident pour la tragédie palestinienne. Les cabarets de Pigalle, à la Cloche d’or, les nuits blanches et soirées frivoles dans une vie d’insouciance et de plaisirs, font place, au fil des ans, à la déception et la colère face à la politique violente de l’Occident vis-à-vis des Arabes. Les événements de ces 30 dernières années sont vus par ce prisme, entre anecdotes intimes et épisodes historiques. Les scènes les plus amusantes côtoient les sujets les plus graves, dans une mise en page fantasque. Des lectures sur l’histoire du Proche-Orient, de la Palestine, ponctuent la narration, et des scènes racontées de films cultes font irruption dans le récit.