Une femme tient une photo de Benjamin Brière lors d’un rassemblement de soutien à Paris, en janvier 2022, alors qu’il était encore incarcéré en Iran. - A. Surprenant/AP/SIPA

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15/04/2026

Il Buon Senso ormai dimenticato…

A causa di un sistema informatico dichiarato “infallibile” una sporta e mezza di cittadini di tanti paesi su questa terra battaglia secco secco per tanti motivi e mi spiego…

Non vorrei remare controcorrente ancora una ennesima volta ma ho la netta sensazione che oramai quando un computer ti invia un documento ufficiale in maniera chiamiamola “automatica”, non c’é in pratica più nulla da fare, tanto il computer non SBAGLIA mai! Stiamo diventando tutti succubi di un sistema che é stato ritenuto “infallibile” e ci stiamo zappando i piedi con lo sbarco dell’Intelligenza Artificiale oramai Urbi et Orbi.

La situazione è talvolta kafkiana. Benjamin Brière, un ex-ostaggio detenuto in Iran per 1.079 giorni prima della sua liberazione nel maggio 2023, spiega nel suo libro Azadi, pubblicato a ottobre dalle edizioni Robert Laffont, la prova subita durante la prigionia. Ma anche le situazioni incredibili con cui ha dovuto fare i conti al suo ritorno in Francia. In pratica il poveraccio é «scomparso» due volte se così mi posso esprimere.

Evoca montagne di incomprensioni con le diverse amministrazioni, come “France Travail,” che gli rifiuterà con ostinazione di versargli i suoi diritti fino all’intervento di un ministro. Le tasse, che gli rimproverano al ritorno di non aver fatto dichiarazioni per quattro anni. Estratti scelti: « Perché non avete dichiarato le vostre tasse? » Risponde che era detenuto in Iran. « Allora la vostra famiglia avrebbe potuto farlo ».
Ma qualcuno legge i messaggi che escono e che denotano una certa mancanza di materia grigia appena al di sopra del naso?? Nessuno si é reso conto del livello della cretinata giornaliera, di produzione insulsa del livello di certi funzionari statali o meno???
Un bambino dell’asilo, di qualsiasi asilo su questa terra avrebbe senza alcun dubbio fatto molto meglio!

Soprattutto, denuncia l’assenza totale di sostegno da parte dello Stato al ritorno in Francia. Una situazione indicata da anni dall’associazione SOS Otages. « Constatiamo l’assenza di un dispositivo di accompagnamento strutturato, coordinato, equo e adeguato, che permetta di garantire un vero ritorno alla vita normale delle vittime francesi di sequestri all’estero », sottolinea l’associazione.

« Molti di noi hanno vissuto quella che chiamiamo una ‘seconda pena’ dopo la nostra liberazione. Isolamento sociale, precarietà finanziaria, vagabondanza amministrativa, mancanza di assistenza medica, psicologica e sociale e di follow-up… » Le vittime sono « troppo spesso costrette a eseguire procedure complesse da sole in un contesto di grande vulnerabilità. Questa situazione non merita la solidarietà che la Nazione deve ai suoi cittadini più colpiti, » si rammarica SOS Otages.