Scrivere per non dimenticare

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Fin che la barca va...
In questi momenti molto particolari volevo solo farvi partecipi di qualche mia riflessione, tanto per cambiare…
Nessuno sa veramente come funzioni ma scrivere sembra essere una maniera come un’altra per non passare mezze giornate insieme ad un psicologo o addirittura un psichiatra in casi più complicati.
Penso di non essere “complicato” almeno così spero al momento di scrivere queste righe…
La voglia di scrivere è sempre stata tanta e forse talvolta anche troppa, ma non mi sono mai immaginato scrivere per essere pubblicato, letto, criticato e chi più ne ha più ne metta. Ho sempre avuto una certa predisposizione a scrivere cose personali e appunto le cose personali non vorrei esibirle in lungo ed in largo anche perché non penso che ci siano persone interessate a leggere quanto scritto dal sottoscritto.
Invece sembrerebbe che abbia anche qualche aficionados, simpatizzante, o semplicemente un paio di persone più amiche che altro e che mi stanno convincendo di continuare a scrivere per non avermi fra i piedi più di tanto.
Penso ancora parecchio al Libano e a Beirut ed i vari articoli che parlano della situazione attuale, purtroppo ancora troppi morti, sfollati, gente che non sa più che “caspita” fare per sbarcare il lunario giornaliero.
Un pezzo di me è rimasto in Rue de Phoenicie, nella scuola italiana e in una delle numerose vasche in Rue AlHamra, fra un cinema ed un altro o fra uno Schawarma ed un altro.
Un pezzo di me è ancora attaccato al cancello dietro la cappella, dove entravano le macchine alla domenica per la messa, con il rumore della Lambretta di Eddy che arrivava puntuale puntuale per il famoso “Ite, missa est”, come da copione ormai brevettato.
Il famoso campo di calcio, sabbia del deserto più un caldo soffocante che ti obbligavano a fermarti dopo qualche minuto per cercare di trovare qualche filo d’aria da qualche parte sotto gli alberi che delimitavano il benedetto campo. Non avevo mai visto un campo di “sabbia”, ottimo per imparare a dribblare ma poco adatto a fioriture tecniche particolari, la palla saltava dove voleva e correrci dietro era un eufemismo.
Sì, lo so, sto vivendo nel passato che fu, ma la realtà é che non si riesce a dimenticare un paese, un popolo che ci ha accolto e molte volte insegnato anche che non esistono differenze particolari!
Ho imparato molto dal Libano e dai libanesi, ma non so cosa fare e come fare per restituire il tutto senza dazio alcuno.
Lubnan, vai col tango che siamo forti!!!!!!!
CI HANNO SCRITTO