da | 13/09/2026 | VIVA LE DONNE

Ora tocca a noi

Un enorme GRAZIE alla nostra Daniela Clava Volo per aver pubblicato sulla sua pagina su Facebook questo testo, parole cha fanno riflettere e che lasciano il segno.

© Foto inviata da don Gianni

CHI ERA EMMA BONINO

Vi abbiamo aggiunto qui di seguito un testo che é stato redatto dall’Avvocata Cathy La Torre appena dopo la notizia del decesso di Emma Bonino, il venerdì 11 settembre 2026

Nel 1975, in Italia, abortire era un reato.

Le donne che potevano permetterselo prendevano un aereo per Londra. Le altre finivano sul tavolo di una mammana. E a volte in una bara.
Una ragazza piemontese, figlia di contadini, decise di spezzare quel silenzio nel modo più scandaloso possibile: si autodenunciò per aver aiutato altre donne ad abortire.

Venne arrestata. Tre anni dopo, l’Italia aveva la legge 194. Quella ragazza si chiamava Emma Bonino. Se n’è andata oggi, a 78 anni.

E l’elenco di ciò che ha cambiato fa quasi paura.
C’era lei a Montecitorio, a 28 anni, quando Sandro Pertini la chiamava “il monello”.
C’era lei a Kabul, nel 1997, trattenuta dai talebani in un ospedale dove era entrata per vedere con i suoi occhi come venivano curate le donne.
C’era lei a Roma, nel 1998, quando nacque la Corte penale internazionale, il tribunale che oggi può processare i criminali di guerra.
C’era lei all’ONU, nel 2007, quando 104 Paesi votarono la moratoria universale sulla pena di morte.
C’era lei nel 2012, quando le Nazioni Unite misero al bando le mutilazioni genitali femminili. Una battaglia cominciata quando quasi nessuno aveva il coraggio di pronunciare quelle due parole.
Commissaria europea, ministra degli Esteri, vicepresidente del Senato. Eppure, per tutta la vita, la sua casa è rimasta la piazza.

Nel 2015 le trovarono un tumore al polmone. Lo annunciò lei stessa, alla radio. E chiarì subito una cosa: “Da una passione non ci si può dimettere”.
E infatti ha continuato. Con la voce sempre più roca e la stessa, identica testardaggine.

Per decenni una parte del mondo cattolico l’ha dipinta come il diavolo.
Nel novembre del 2024 papa Francesco andò a trovarla a casa, a sorpresa. C’è una foto che li ritrae sul terrazzo, al sole. Due anziani sulla sedia a rotelle, uno di fronte all’altra.

Per quasi cinquant’anni Emma Bonino ha portato avanti battaglie che spesso cominciavano quando erano ancora impopolari, scomode, perfino indecenti. E che anni dopo diventavano pezzi della libertà di tutti.

Le battaglie radicali per l’autodeterminazione delle donne, per il diritto all’aborto e al divorzio. La lotta contro la pena di morte. La campagna per la Corte penale internazionale. L’impegno contro le mutilazioni genitali femminili, per i diritti umani e LGBTQI+, per un’Europa più forte e più libera.

Ecco chi era Emma Bonino. Una donna che ha passato tutta la vita a trasformare gli scandali di oggi nei diritti di domani.

Ogni volta che in Italia una donna decide del proprio corpo in un ospedale pubblico, senza rischiare la vita o la galera, c’è un pezzo di lei.

E molte delle libertà che consideriamo normali perdono una delle persone che, quando normali ancora non erano, ebbe il coraggio di combattere per conquistarle.

Ciao, Emma. Ora tocca a noi.

CI HANNO SCRITTO