School school don’t be late

Un altro anno passato, un altro primo giorno di scuola per tanti bambine e bambini, un nugolo di facce nuove e nomi da ricordare !!

© Foto della Paola stessa


Paola Roncaglia

Nata al Cairo il 25 Ottobre del ’59 all’ospedale italiano. I miei abitavano a Heliopolis allora e …

C’é una canzoncina che cantiamo quando saltiamo alla corda:

School school don’t be late sign your name on the golden gate” e poi si procede con l’enunciare il proprio nome senza inciampare. Si continua con “Kindergarten, 1 grade, 2nd grade… 12 th grade, College, marriage, baby 1, baby 2…. ecc.

Si ripete il tutto con la prossima persona.
Eh si’ nessuno é in ritardo quest’anno. We shall not be late! Anzi in anticipo.

In questi giorni caldissimi, parlo di 40 gradi e più, le scuole son ricominciate in agosto qui in Nord Carolina, a detrimento delle piscine che son ancora aperte, ma prive di bambini che si tuffano felici e spensierati.

Le vacanze oramai finite, gli scolari si avviano in autobus gialli, in auto (quasi tutte delle Tesla in questa scuola dove insegno), talvolta a piedi.

Alcuni hanno i lacrimoni agli occhi, cercano la mamma e voglion telefonarle. Altri sorridono e abbracciano e ti chiedono : “What’s my name?” Un vero test!

Aadya, Arshi, Eva, Adela, Kabir, Leon, Arya… da imparare. Oramai Nancy e Jason non esiston piu’ sui banchi della classe. Rari i John e ancor più rare le Katherine. Un tempo c’erano tante Sofia, ora anche questo bel nome si fa raro.

Qui s’incrocian tutte le nazionalità, culture e piatti cucinati dalle mamme indiane dai profumi fragranti… Cafeteria duty é diventata una piccola tortura per gli insegnanti che affamati come me devono aspettare un’ora prima di pranzare. Intanto imparo i nomi dei cibi che vorrei provare e con un sorrisetto dico : “Di’ a tua mamma che ne vorrei anch’io”.

Imparto le mie storie d’insegnante che furono all’epoca delle esperienze talvolta poco piacevoli come quando mescolai due polveri bianche “misteriose” e un liquido e feci “saltare” la lava dal vulcano che avevo costruito sul mio tavolo, col risultato di 30 volti bianchi infarinati alla “Geisha” e un ridere che non finiva mai… certo che il segreto del fallito risultato (doveva solo far bollicine invece ci fu l’eruzione chiassosa del mini Etna) non fu tenuto a lungo. Nel mese successivo ogni scolaretto di 4a elementare mi chiedeva di rifare “l’esperienza” e di causare altre eruzioni in classe di Scienze… (apparentemente trovavano le loro classi e sperimentazioni noiose).

Anche quest’anno ci insegnerà tante cose, la legge di Newton, le stanze nei sonetti da imparare a memoria, l’Inglese di Shakespeare e il Teorema di Pitagora.

Ma impareremo anche a condividere, ad esser rispettosi, a consolare, a capire che la scuola équella che ci insegna a vivere in una societa’ sempre più problematica e talvolta impossibile da capire.

Un rientro un pò complicato, ma con le soluzioni già pensate e trovate … dai bambini stessi!

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