Cosa la vita ci ha regalato

da | 10/07/2026 | CONCETTI E PERCEZIONI | 0 commenti

In una afa continua e soffocante sono riuscito a scrivere qualche riga, molto ma molto difficile in questi giorni…

© Foto originale REUTERS

Non riesco a scrivere una riga che sia una di numero, la concentrazione si é auto-distrutta e non c’é verso di trovarla da qualche parte, neanche con un lanternino qualsiasi!
La temperatura non vuole scendere sotto ai livelli del “sopportabile” e non vi dico la calma proverbiale per strade e marciapiedi in questi giorni qui nei dintorni, un silenzio quasi di “tomba”, anche senza la “bomba”…

Insomma, per farla il più breve possibile, siamo tutti al “chiuso” o quasi, una battaglia con la temperatura esterna giornaliera e che non sembra smettere per un’altra settimana, non so se mi spiego ma il cervello se ne era già andato per i fatti suoi solo qualche anno fa ma é totalmente sparito in queste due ultime settimane. Una fatica ad alzarsi ed una più grande fatica ad addormentarsi, vai a sapere il perchè…

In Medio Oriente se ne leggono di cotte e di crude tutti i giorni, bombardamenti USA in Iran e risposte iraniane non solo sui paesi limitrofi ma anche più in là ma la cosa che più mi ha colpito é stata l’uccisione del lavoratore umanitario palestinese Mohammed al-Wahidi che aveva installato un televisore per riuscire a far vedere le partite del mondiale di football in quel di Gaza ma che é stato purtroppo ucciso durante un raid aereo israeliano a Gaza City martedì 7 luglio scorso.

Oltre al fatto che Mohammed al-Wahidi era uno dei tanti volontari quello che più mi preoccupa é che guardare il Mondiale in televisione sta diventando un fatto di sangue in un spezzone di terra dove non c’é in pratica più niente oramai.

La sua morte ha scatenato un’ondata di dolore in tutta la Striscia di Gaza, dove per molte persone era una delle figure umanitarie più riconoscibili.
Poche ore dopo la sua morte, i social media sono stati invasi da foto e video che documentavano il suo lavoro, insieme a centinaia di messaggi di cordoglio da parte di persone che dicevano di averlo incontrato durante la distribuzione degli aiuti o vivendo nei campi profughi.

Al-Wahidi, 65 anni, era un insegnante di inglese prima della guerra, ma è diventato un alto funzionario del Comitato di Soccorso Egiziano a Gaza, un’organizzazione sostenuta dall’Egitto che ha avuto un ruolo importante negli sforzi di soccorso umanitario nei territori palestinesi durante la guerra tra Israele e Hamas.

Senza dimenticare anche quei poveri disgraziati che hanno perso la vita durante un fuoco d’inferno dantesco in Spagna come anche in Francia, poco distante da dove vi sto scrivendo queste righe. Non riesco ad immaginare il disastro per tutte le famiglie che hanno purtroppo perso uno o più dei loro cari. Incendi che stanno sconquassando una gran parte dei terreni e della popolazione che ci abita o abitava, ma che hanno talvolta una “messa a fuoco” di balordi che si mettono poi a fotografare quello che hanno combinato, basta un fiammifero…

Non aggiungo altro, non occorre proprio!

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