
© Foto qui sopra e sotto l’articolo scovate sul sito della Treccani : https://www.treccani.it/
La forma dell’acqua
Un Comissario che nasconde un autore, tutti e due siculi e con un appetito da primo premio, un altro mattone della storia di un cittadino italiano ma non qualsiasi…
Queste righe su Montalbano e Camilleri mi sono piombate fra capo e collo dopo aver letto con molto interesse un articolo scovato sul sito della «Treccani», una delle più importanti fonti della lingua italiana con una enciclopedia online che mi dà una mano ad interpretare la lingua italiana nella maniera la più giusta e corretta.
Il titolo dell’articolo “ANDREA CAMILLERI E IL COMMISSARIO MONTALBANO: LA RIVOLUZIONE DEL GIALLO ITALIANO” di Gabriella Genisi, racchiude uno spezzone della storia sia di Montalbano ma anche e sopratutto dell’autore Camilleri per non nominarlo.
Ma per capire Camilleri bisogna innanzitutto capire Montalbano e Camilleri assieme appunto, altrimenti si perdono tracce per starda…
Per un pugno di Storia…
Andrea Camilleri nacque nel 1925 ed é cresciuto in una piccola città siciliana della costa occidentale di Empedocle durante la dittatura del dittatore fascista italiano Benito Mussolini. Era sempre un bambino innovativo e dirompente ed è stato espulso da una scuola cattolica per aver deturpato un crocifisso. Ha continuato a finire la sua scuola in una scuola statale prima di passare all’università. Camilleri non ha mai finito i suoi studi universitari che ha poi abbandonato alla fine degli anni ’40 per diventare un autore. Ha scritto diversi racconti e poesie ed è stato persino selezionato per qualche prestigioso premio letterario. Alla fine degli anni ’40, decise che voleva diventare un regista teatrale e frequentò l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, dove studiò regia e affini. Ha continuato ad avere una carriera di successo dirigendo e producendo le opere di Samuel Beckett. Nel 1957 incontrò e sposò Rosetta Dello Siesto e ottenne un impiego presso la RAI, l’emittente statale italiana che era stata appena fondata. Alla RAI, ha prodotto diverse serie investigative di successo che includevano “Commissioner Maigret’s Inquiries”, che era un adattamento dell’immaginario investigatore di Georges Simenon. Un’altra serie popolare che ha prodotto è stata “Le Aventure di Laura Storm” che presentava una detective donna che aveva anche abilità nelle arti marziali, una serie in pratica rivoluzionaria nell’Italia degli anni ’60.
Se Camilleri fosse morto nei suoi cinquant’anni, sarebbe stato ricordato come un uomo che ha contribuito molto alla TV e al teatro italiano e non come uno scrittore. Ha pubblicato il suo primo romanzo “Il Corso Delle Cose” nel 1978 e lo ha seguito con “Un Filo di Fumo” nel 1980. I due romanzi non ottennero mai molto successo e trovava difficile pubblicare poiché molti editori non apprezzavano il suo stile, che combinava l’italiano con un dialetto siciliano e uno stile particolare. Fu solo nel 1992 che ottenne il suo primo bestseller con la pubblicazione di “Stagione di Caccia”. Aveva 68 anni quando pubblicò il suo primo romanzo della serie con l’ispettore Montalbano, che lo rese uno degli autori di gialli e thriller più popolari al mondo. Il successo del suo romanzo d’esordio “La Forma dell’Acqua”, pubblicato nel 1994, lo spinse in una frenesia di scrittura. Nei quindici anni tra il 1994 e il 2019, scrisse più di 60 romanzi, di cui 30 con il burbero ispettore Montalbano.
Ci sono stati anni in cui ha pubblicato in media otto romanzi all’anno, il che era davvero un traguardo per un uomo sulla ottantina. L’adattamento dei suoi romanzi in una serie TV con Luca Zingaretti come protagonista lo ha reso ancora più popolare. La sua città natale ha deciso di cambiare nome in Porto Empedocle Vigàta in onore della città di Vigata in cui sono ambientati i romanzi. Al momento della sua morte, alla veneranda età di 93 anni, aveva più di 30 milioni di copie delle sue opere pubblicate in oltre 32 lingue.
Li ho letti tutti i suoi libri su Montalbano & CO ma ho letto anche tanti altri libri suoi dopo la sventagliata del Montalbano Commissario. Tanti hanno scritto sul fatto che Camilleri mescolava italiano e siciliano in tanti dei suoi libri, libri che diventavano un tantino più complicati da leggere ma vi posso assicurare che le risate che mi sono fatto su tantissimi dei suoi libri erano tutte un miscuglio di siculo e italico da Vigata e dintorni!!!
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