13 Novembre 2015 :: la Guerra sotto le finestre
Come si potrebbe dimenticare un giorno particolare del mese di novembre 2015, troppi morti, troppo sangue e troppe pallottole…

© Una vittima sotto una coperta giace morta fuori dal teatro Bataclan a Parigi, 13 novembre 2015 – Jerome Delay/AP
La Francia si sta preparando a commemorare giovedì il decimo anniversario degli attacchi terroristici del 13 novembre 2015 di Parigi da parte degli estremisti dello Stato Islamico che hanno ucciso 132 persone e ferito più di 400. Un momento particolare della storia di un Paese membro costitutivo dell’Europa che conosciamo ai giorni nostri, un momento che ha cambiato le “sembianze” di come si percepiscono frangenti come questo.
Una marea di testimonianze di persone che hanno cercato in tutte le maniere possibili di uscirne senza “fori” da qualche parte sul corpo, persone che si sono nascoste per ore intere come anche persone che non hanno avuto queste possibilità ed hanno purtroppo reso l’anima in un locale che era ed é sempre considerato attualmente una piattaforma per poter ascoltare e vedere dal vivo un certo tipo di musica come anche un certo tipo di “Band” che vanno per la maggiore. Insomma era un 13 novembre come un’altro, ma soltanto all’inizio del concerto.
Parigi, passaggio Saint-Pierre-Amelot, poco prima delle 22, il 13 novembre 2015. Nel suo appartamento che si trova in pratica di fronte al Bataclan, Daniel Psenny, allora giornalista del quotidiano “Le Monde”, è allertato da degli spari. Ha il riflesso di filmare la scena dell’orrore che gli si offre davanti agli occhi. Delle urla. «Ruben.» «Oscar.» «Bambino, sono qui.» Spari di kalashnikov che si impiantano un po’ dappertutto. Una donna appesa a una finestra: «Aiutatemi per favore. Non ce la faccio più. Sono incinta.» Un’altra che urla il codice della porta d’ingresso dalla sua finestra. Un corpo insanguinato che si tira faticosamente. «Che succede?» «Ci sparano, ci sparano!» Risponde una donna.
«Questo 13 novembre 2015, commenterà Daniel Psenny durante la diffusione del suo documentario, la guerra si è invitata senza preavviso sotto le mie finestre.»
Ci sono su Youtube una sfilza di spezzoni di film in proposito all’assalto del Bataclan, ci sono immagini che si fa fatica a guardare, solo ad immaginare cosa hanno passato in quegli attimi le persone coinvolte mi viene da alzarmi e gridare alla finestra. Non é del tutto normale che si possa rischiare la propria vita andando ad un concerto da qualche parte, in un qualsiasi teatro come il Bataclan.
La cerimonia principale di questo giovedì 13 novembre si svolgerà in un giardino commemorativo di nuova creazione ideata dal municipio di Parigi, alla presenza del presidente francese Emmanuel Macron, del sindaco di Parigi Anne Hidalgo, dei sopravvissuti e delle famiglie delle vittime.
“La nazione si riunirà per onorare la memoria di coloro che hanno perso la vita, mostrare il suo incrollabile sostegno ai loro cari, esprimere la sua gratitudine a tutti coloro che sono intervenuti (quella notte) e riaffermare il suo continuo impegno nella lotta contro il terrorismo“, ha detto l’ufficio di Macron in una dichiarazione.
Un grande 13 novembre a tutti, vicini e lontani, a Parigi come anche a Roma, a Beirut, a Gaza, a Betlemme…
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