Il chilometro quadrato di Torino

© TGR PIEMONTE – Le scarpe di San Giuseppe Benedetto Cottolengo
Torino candida il chilometro quadrato della carità a patrimonio Unesco
E’ un’area cittadina nel quartiere Valdocco dove, nel corso del XIX secolo e nel primo quarto del Novecento, vi furono religiosi e laici che operarono per aiutare coloro che abitavano i gradini più bassi della scala sociale
| 05/10/2026 | Tgr Piemonte |
Sarà firmato e presentato alla stampa giovedì 8 ottobre il protocollo d’intesa volto a promuovere e accompagnare la candidatura del ‘Kmq della carità’ di Torino a Patrimonio dell’Umanità Unesco.
“Il Kmq della carità – si legge in una nota della diocesi di Torino – è un’area cittadina nel quartiere Valdocco dove, nel corso del XIX secolo e nel primo quarto del Novecento, vi furono religiosi e laici che operarono per aiutare coloro che abitavano i gradini più bassi della scala sociale. Figure che hanno lasciato, alla città e al mondo intero, un’enorme eredità materiale e valoriale”.
Dai santi Giovanni Bosco, Giuseppe Cafasso, Benedetto Cottolengo, Leonardo Murialdo e Giuseppe Allamano ai venerabili marchesi Giulia e Carlo Tancredi di Barolo, “le loro sono opere sono ancora oggi viva testimonianza di carità” in quel chilometro quadrato che comprende la Piccola Casa della Divina Provvidenza – Cottolengo, il Santuario della Consolata, il Palazzo e il Distretto Sociale Barolo, il Collegio Artigianelli, la Basilica e il complesso salesiano di Maria Ausiliatrice.
Alla firma del protocollo saranno presenti il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il sindaco di Torino e della Città metropolitana. Come anche Stefano Lo Russo, la presidente della Fondazione Crt, Anna Maria Poggi, e il segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo, Alberto Anfossi.
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