Santa Giustina e San Luca

Foto della Basilica Santa Giustina scovata su internet
Per varie ragioni, familiari e meno familiari, ho trascorso una settimana in quel di Padova e mi sono messo a curiosare in lungo ed in largo per le varie Chiese e Cattedrali che sono sul territorio di Padova centro città o quasi. Una gran bella sorpresa che ho cercato di trascrivere in due o tre articoli, chiedo venia…
Tutti o quasi conoscono la Basilica del Santo in quel di Padova, il nome di Antonio non é quasi mai nominato, ma ci sono tante di quelle Chiese e Basiliche che ci vogliono un “paio” di minuti per visitarle tutte o quasi. Premesso che una Chiesa potrebbe sembrare o assomigliare ad un’altra Chiesa, vi posso assicurare che non esistono due Chiese uguali e per tanti motivi!
Situato in Prato della Valle, un monumento diventato nazionale italiano, la storia ci racconta che prima dell’anno 1000 l’annesso monastero fu luogo di culto da prima dipendenza episcopale e poi affidato ad una comunità di monaci benedettini che ne fecero un’importante abbazia. Nel XV secolo fu sede della grande riforma dell’abate Ludovico Barbo che portò alla fondazione della Congregazione cassinese. Sino alle soppressioni napoleoniche fu una della maggiori abbazie della cristianità e la basilica, ricostruita nel XVI secolo, è tuttora una delle basiliche più grandi del mondo. L’intero complesso è proprietà dello Stato italiano. Al suo interno, oltre alle celebri opere di Paolo Veronese, Sebastiano Ricci, Luca Giordano e della famiglia Corbarelli, si venerano le reliquie insigni dei santi Innocenti, san Luca evangelista, san Mattia apostolo, san Prosdocimo, santa Felicita, san Giuliano, sant’Urio, beato Arnaldo da Limena, san Massimo e della santa titolare, Giustina. Senza dimenticare che Papa Pio X la elevò al rango di basilica minore.
Testo scovato su Wikipedia!!
Ma se la storia della suddetta Chiesa/Basilica é di una certa importanza lo si deve anche e sopratutto all’arca che ospita le reliquie di san Luca Evangelista, stupenda opera di scuola pisano-veneta del 1313, commissionata dall’abate Gualpertino Mussato e qui trasportata dalla vecchia cappella gotica nel 1562.
Per non fare troppi errori e per non scrivere quattro baggianate mi sono permesso di ritrascrivere quanto sono riuscito a trovare qui e là su internet e cioé che l’arca è composta in marmo serpentino e marmo veronese ed è arricchita da otto riquadri in alabastro scolpiti ad altorilievo raffiguranti angeli e simbologie legate al santo, pure raffigurato intento alla scrittura. Il tutto poggia su due colonne di granito e due colonne tortili d’alabastro mentre al centro è posto un sostegno in marmo greco, raffigurante angeli che come cariatidi, supportano l’arca. L’altare, ora spostato, ma un tempo poggiante verso l’arca, è del XVI secolo. Tutto intorno percorre un moderno e discutibile coro ligneo. In alto è posta una copia cinquecentesca – attribuita ad Alessandro Bonvicino – della Madonna costantinopolitana o Salus Populi Patavini incorniciata e sostenuta da angeli in bronzo di Amleto Sartori, lavori del 1960-1961. L’icona originale bizantina, secondo la tradizione dipinta da san Luca e portata a Padova al salvo dalla furia iconoclasta di Costantinopoli, si trova oggi all’interno di una teca, nel monastero.
Non vi dico quanto é stato scritto e redatto riguardo alle spoglie di San Luca Evangelista in quel di Padova, una marea di testi e contro-testi che si appigliano a quanto scritto prima e dopo la morte di San Luca ma vi posso assicurare che la tomba racchiude una gran parte delle spoglie di San Luca. Il resto ve lo lascio scoprire, anche perchè la Basilica ha avuto un periodo in cui hanno tolto e “rubato” tutto a suon di leggi o legislazioni ecclesiastiche napoleoniche. L’abbazia fu sequestrata ed i monaci furono allontanati. Più di tre quarti dei beni artistici dei benedettini furono spediti in Francia, altri furono venduti o alienati. La pala di San Luca partì per Brera. La basilica rimase inofficiata per due anni, dal 1810 al 1812, sino a quando il vescovo Francesco Scipione Dondi dall’Orologio, per scongiurarne la demolizione, la elesse parrocchia gestita da sacerdoti secolari. Il vicino monastero divenne ospedale militare e poi caserma.
Insomma, non proprio una storia a”lieto fine” ma senz’altro una Basilica che ha sempre avuto un certo carattere ed una propria storia!!!
Se passate in quel di Padova fate un salto in questa Basilica che vi soprenderà senza alcun dubbio e Santa Giustina come superficie é nona nel mondo, settima in Italia, per lunghezza dopo San Giovanni in Laterano, ed era la chiesa più grande dello Stato della Serenissima Repubblica.
Qui di seguito alcune foto scattate nella Basilica di Santa Giustina ma anche l’opuscolo che sono riuscito a digitalizzare, opuscolo che racconta molto meglio del sottoscritto quanto ho cercato di spiegare in merito a San Luca l’Evangelista e ce ne avanza…
CI HANNO SCRITTO