Chiesa di Santa Maria dei Servi

Ritrovamento del ritratto miracoloso dell’Annunciata
Una Chiesa con una sfilza di immagini, di storie semi-nascoste, di opere d’arte a cui in pratica nessuno si aspetta di trovare in un quasi buco della via Roma, in pratica a Padova centro.
Un colpo di, fulmine a ciel sereno una volta oltrepassato la soglia della Chiesa, soglia e portone che quasi non si notano, in una via come questa un portone assomiglia moltissimo ad un altro portone, stesso formato e stesso colore. Ma con un portale gotico probabilmente del 1300 che una volta osservato per benino e con una lanterna ci si accorge quasi subito che non é un portone qualsiasi, una sorpresa enorme all’interno ed una storia che faccio fatica ad elencare senza andare troppo in fretta.
La storia completa di questa Chiesa la si può trovare su Internet senza troppi problemi, una storia affascinante come in pratica per tutte le Chiese di quell’epoca remota, ma quello che più colpisce sono le opere d’arte di un tempo che fu, l’Altare dell’Addolorata, l’Angelo disteso, le statue di San Filippo Benizi e Santa Giuliana Falconieri. Senza dimenticare l’altare di Sant’Antonio, con statua settecentesca, il fonte battesimale con piccolo dipinto di Alessandro Maganza. Seguono poi affreschi di Girolamo del Santo e due grandi teleri di Matteo Ghidoni “de’ pitocchi” (Ritrovamento del ritratto miracoloso dell’Annunciata, La Vergine salva un condannato alla ruota). Si susseguono pure i monumenti funebri di Emilio Campolongo e Doimo Olzignani, quest’ultimo sui modi di Alessandro Vittoria.
Insomma una “visione” da capogiro, non sapevo più da che parte sbattere la testa e gli occhi, una scoperta nella scoperta. Non ci ero mai entrato e non ne sapevo in pratica nulla di tutto questo “miracolo a ciel sereno”, assomigliavo molto ad Indiana Jones anche senza la frusta e la pistola, no kidding.
Non riesco a trovare un punto fisso all’interno della Chiesa o Cappella, una splendida raccolta di quadri, statue più o meno grandi, altari che rappresentano una gran pezzo della storia di Padova e delle sue Chiese, addirittura l’altare del crocifisso miracoloso, opera di Donatello, per il miracolo avvenuto durante la settimana santa del 1512 quando trasudò sangue ed è anche raffigurata la città di Padova con sullo sfondo i colli Euganei. Nella cappella di destra, sul cinquecentesco altare, un moderno Sacro Cuore di Antonio Ferro. Altorilievo del XIV-XV secolo, monumento funebre di Paolo e Angelo da Castro (1492) attribuito ad Andrea Riccio come anche in Sacrestia sono presenti dipinti di Maganza, Damini, Varotari, Louis Dorigny, Vernansal. Insomma un luogo sacro alle Muse”, una raccolta di opere d’arte, o di qualunque categoria di oggetti considerati notevoli come anche l’edificio che li ospita!!
Qui di seguito alcune foto ma nel caso in cui siete di passaggio in quel di Padova, vi consiglio una visita anche di solo qualche minuto, una multitudine di angoli riempiti di, arte Sacra e Arte con la lettera “A maiuscola, parola di webmaster padovano dalla nascita…
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