Edicole che scompaiono

Foto Swodesh Shakya
L’articolo avrei potuto intitolarlo in tantissime maniere ma le “edicole” sono e rappresentano un altro cimelio della nostra storia che se ne sta andando poco a poco…
Citazioni famose
“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro.”
Umberto Eco
Anche loro stanno scomparendo, generazioni di persone appostati agli angoli della strada o sui marciapiedi, addosso alla fermata di un qualsiasi autobus di una qualsiasi città in Italia e molto probabilmente anche altrove. Non é solo una saracinesca che si abbassa, ma anche e sopratutto un punto di riferimento o anche un punto di incontro, come un qualsiasi monumento in una città qualsiasi.
Quando si abitava in quel di Padova, avevamo Silvio, un tantino più vecchiotto di noi ragazzini di allora, che insieme al padre aveva il chiosco appena fuori del Bar del Giardinetto, fermata dell’autobus numero 16 e capolinea dell’autobus numero 4. Storia di anni fa, in pratica di cinquanta anni fa, solo una bazzeccola! Passavamo i pomeriggi afosi d’estate seduti con una gazzosa per almeno due ore, i tavolini erano riempiti di ragazzi della mia età e quasi tutti con motorini e biciclette, pochissimi con la Vespa o la Lambretta, mezzi molto all’ordine del giorno di quei tempi.
Silvio spendeva quasi tutti i pomeriggi attaccato al Flipper incastrato fra due pile di casse di bevande all’interno del Bar del Giardinetto, una partita dopo l’altra, un susseguirsi di suoni del Flipper che probabilmente quelli della mia età se li ricordano, un insieme di vibrazioni e di melodie del Flipper che sono sempre accatastate in un angolo remoto della mia memoria. E poi Silvio si metteva in subbuglio appena un cliente arrivava per un quotidiano come anche una rivista qualsiasi, doveva mollare i pistoni del Flipper e questo era come una penitenza, una marea di vocaboli senza costrutto che non sempre si riusciva a capire, anche se riuscivamo tutti ad indovinare il nocciolo del “costrutto”.
Ecco, Silvio ha rappresentato un momento della nostra storia italica, come tanti altri barricato dietro una montagna di riviste e giornali che si leggevano giorno dopo giorno, riviste che le mamme leggevano in una settimana secca secca prima di comprare il numero successivo, i romanzi “gialli” oppure i vari TEX della mia epoca.
Il termine “edicolante” sta scomparendo, come anche il termine “carta” sta scomparendo, non la si usa quasi più né per scrivere né per studiare, un edicolante ti vendeva anche i biglietti dell’autobus, le sigarette e fiammiferi, gli accendini sarebbero arrivati più tardi. L’edicolante era come un parente non tanto lontano, una persona di fiducia che incontravi alla mattina prima di andare a lavorare, come anche alla sera prima di rientrare a casa.
La loro “ritirata” significa anche una certa sconfitta sia culturale che esistenziale, spendiamo una barca di soldi per un telefonino ma si spendono sempre meno soldi per un libro, per leggere un giornale, per leggere in pratica!!
CI HANNO SCRITTO