Scendere le scale alla Jean-Pierre

Anche dopo tutti questi anni, il nostro Giampiero nazionale é e resterà uno dei pochi soggetti, che ho avuto il piacere di incontrare e conoscere, a scendere le scale come nessun altro, una scivolata da Holiday on Ice, anche senza il ghiaccio…

da | 10/06/2009 | VITA A SCUOLA | 0 commenti

Squadra Foot d’epoca  – El Houssoun


Grazie all’andata e ritorno a Beirut di Eddy (Iozia per i non addetti…) abbiamo finalmente visto dopo 40 anni (articolo stampato nel 2009…) esatti la prima foto di Jean-Pierre Corsini, conosciuto da tanti ma visto da pochi, anzi da pochissimi.

Diego

Er Webmaster..., SSB

Mai capito come facesse!

Tanti non se lo ricorderanno ma Jean-Pierre aveva e penso abbia ancora un fascino tutto particolare, con quell’occhio che sembra quasi spento ma che ti sta squadrando (ai giorni nostri si potrebbe anche dire scannerizzando) dalla testa ai piedi per sapere chi sei e che cosa vuoi, il tutto in una frazione di secondo e neanche te ne sei accorto.

Quando arrivai a Beirut nel gennaio del ’63 atterrai (si fa per dire) in classe con lui e come da copione la cosa che ci accomunava di più non era la matematica o il latino ma il pallone, quello di plastica perché all’epoca i palloni di cuoio non li si tirava fuori spesso salvo partite ufficiali, e grazie al pallone riuscimmo anche a diventare amici.

Si perchè non è che fosse una cosa semplice con Jean-Pierre, parlava l’arabo a menadito e chissà quante me ne ha anche dette e quando gli saltava il grillo si chiudeva a riccio e non c’era verso di fargli cambiare atteggiamento.

Ma per il football era tutta un’altra cosa. L’occhio mezzo spento si accendeva e “vai col tango”, incominciava a correre dal primo minuto e dovevamo spegnerlo per fargli capire che la partita era finita.
Aveva una tale carica dentro che correva sempre, non mollava mai e in pratica si impigliava le gambe con tutti gli avversari, portiere compreso, ed in tanti anni non  ho mai visto uno come lui capace di tirare su la squadra nei momenti peggiori soltanto grazie alla sua generosità e abnegazione.

Ma c’è una cosa per la quale ero terribilmente invidioso di Jean-Pierre e non sono mai riuscito a capire come faceva, ci ho provato per quasi sette anni a scuola a ripetere l’exploit ma senza risultato, era la sua maniera di scendere le scale quasi avesse dei pattini a rotelle con delle assi di legno sotto.
Scivolava giù in tale maniera che mandava in visibilio tutti quelli che scendevano con lui mentre i vari don si incazzavano a morte perché le regole del silenzio non erano del tutto rispettate e chi gli dava la scoppola sulla nuca o un calcio sul fondo schiena ma si rideva tutti a crepapelle, don compresi.

Caro JP, sono più di 40 anni che aspetto questo momento e mi sono anche messo in ginocchio, ma ce lo spieghi finalmente come si fa a scendere le scale alla Corsini??

Tuo Diego


Jean-Pierre è il secondo a partire dalla destra in piedi, mentre il vostro servitore è il secondo da sinistra, no kidding !!!


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