Un punto di vista economico ed un punto di vista religioso

da | 22/10/2023 | RIFLESSIONI PERSONALI | 0 commenti

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Ricevuto quanto segue ieri sera (21 ottobre 2023) e che ho ritrascritto qui di seguito, compreso il messaggio di don Gianni via mail…

Carissimo Diego, è da qualche tempo che pensavo di suggerirti di ospitare sul sito una rubrica “Il Vangelo della Domenica“, che potremmo riempire a turno non solo noi preti (Don Nicola, Don Pozzo, Don Bashir, io) ma anche voi, basta dedicare un’oretta di meditazione/preghiera, e poi scrivere una paginetta di riflessioni personali, non di erudizione ma di testimonianza, quanto più preziosa quanto più “impastata con la vita reale”. 
Permetti che cominci io, con la paginetta che ti invio in allegato?

Grazie per l’ospitalità.
Buona domenica.

Don Gianni

SALESIANO DOC, SSB

Domenica ventinovesima dell’anno A. – Matteo 22:15-21 (22 ottobre 2023)

Rendete a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio”.


Care amiche e amici, vi propongo due commenti al brano evangelico di questa domenica. Il primo è dal punto di vista economico; l’altro dal punto di vista religioso.

  1.  Tutti gli Stati stampano l’immagine del loro leader o dei loro eroi sul denaro (su carta e su moneta). Mettono in circolazione questo denaro affinché i cittadini lo utilizzino negli scambi commerciali secondo le regole del suo valore. Inoltre, lo Stato impone ai cittadini di pagare per questo servizio, cioè di “rendere” parte di quel denaro, sotto forma di tributo o tasse, e questo “con-tributo” è necessario per il corretto funzionamento della vita sociale. Se tutto questo viene fatto onestamente (e presupponendo che gli amministratori siano onesti e non corrotti), allora è giusto “rendere a Cesare ciò che è di Cesare”, né più né meno. Nei limiti della proporzionalità, riguardo ai servizi fornitici dallo Stato, ogni cittadino ha il dovere di “restituire” allo Stato una parte di quei fondi, sotto forma di tassa o di imposta … “Restituite a Cesare ciò che è di Cesare”. (Ricordate anche l’episodio narrato da Matteo 17:22-27, relativo alla tassa del tempio che Pietro paga per sé e per Gesù).
  2. C’è un significato religioso più profondo: Dio ha impresso la sua immagine e somiglianza in ogni creatura umana, nell’interno (Genesi 1, 26-28). Questa è la base della dignità di ogni essere umano: maschio o femmina, bianco, nero, giallo o rosso. Da qui nascono due conseguenze per i nostri rapporti con Dio e tra noi:
    • a) Prima = Ciascuno di noi, guardando se stesso, può riconoscere nel suo spirito i tratti di Dio: intelligente, libero, amabile, buono, santo…; non solo conoscere questa immagine di Dio, ma rispettarla. Dobbiamo quindi evitare ogni forma di peccato (che distorce in noi l’immagine divina). Positivamente, attraverso la nostra condotta santa, dobbiamo “rendere a Dio quello che è di Dio”, cioè santità, bontà e amore…
    • b) Seconda conseguenza: tutti devono rispettare gli altri perché anche essi sono immagine e somiglianza di Dio. Guardando il volto di ogni uomo e di ogni donna, piccolo, anziano …dobbiamo vedere e rispettare il volto di Dio. É anche necessario difendere questa immagine di Dio, chiedendo a tutti il ​​rispetto dei cosiddetti “diritti umani”, che non possono mai essere violati, nemmeno in tempo di guerra.
  3. Purtroppo nel nostro mondo e soprattutto nel nostro tempo, questo non avviene: accade invece il contrario: negli altri vediamo concorrenti pericolosi che possiamo sfruttare, nemici feroci che vogliamo odiare ed eliminare, non creature di Dio uguali a noi . Non servono molte parole per dimostrarlo, perché tragedie e disastri sono sotto gli occhi di tutti.
  4. In conclusione: Chiediamo a Dio di aprire i nostri occhi, di convertire e guidare soprattutto i leader delle “grandi nazioni” e i politici, perché ci riconosciamo tutti come fratelli tra noi, figli dello stesso Padre celeste. Amen