IL CORTILE SSB

09/11/2009 | TRE MINUTI CON...

Maria Laura Pedone

Ho avuto la fortuna di vivere a Beirut dall’anno della II media, presso le Suore dell’Immacolata (1968) fino al 1974 anno della maturità! Ero lì insieme alla mia famiglia e mio fratello Gian Luca, che allora aveva poco più di un anno, poiché mio padre era direttore dei lavori autostradali in Siria (la Damasco-Aleppo- Alessandretta che è ancora oggi l’autostrada principale della Siria e che ho avuto l’emozione di ripercorrere qualche anno fa insieme a mio marito Marco e mia figlia Nicoletta, che tanto ne avevano sentito parlare)

1. Com’era Beirut ai tuoi tempi e quali sono i tuoi ricordi più importanti di allora?

Ricordo alberghi nuovi e meravigliosi, grattacieli, centri commerciali nuovissimi, cinema all’avanguardia, con la famose poltrone club a dondolo, i posti numerati e il divieto di ingresso a film iniziato, come ancora a Roma e in Italia non se ne erano mai visti ( e forse neanche adesso…), locali tecnologici, tutte le ultime novità da tutto il mondo.
Io abitavo vicino alla Scuola e quindi vicino a rue Hamra, e per questo quando penso a Beirut, mi viene in mente questa città viva e moderna, palpitante di vita, musica e luci.
Ma accanto a questa Beirut, diciamo “occidentale” ricordo anche la città “orientale”, con i vicoli, la frutta splendida, lucida e messa a piramide su banchetti colorati, gli odori inebrianti delle spezie, i negozietti, i taxi in comune, i minareti con il canto dei muezzin.
E poi il mare, la Corniche, con i succhi di mango a passeggio, e le colline con i ristorantini la sera, la montagna……. e il clima………ricordo piogge la notte e al mattino un sole fantastico in un cielo di un azzurro incredibile!!!!!!!!!!!
Ecco, il vero fascino e il segreto di Beirut: avere tanti volti,  tante opportunità, tante razze, tante religioni, essere veramente cosmopolita, essere ospitale con tutti.
Anni per me fantastici, i più belli e spensierati della vita, mio fratellino piccolo piccolo, lo avevo aspettato tanto (è nato nel giorno del mio 12° compleanno…), la mia famiglia ancora unita, ed io che cominciavo ad assaporare l’indipendenza e la libertà che si conquistano con il liceo..

2. In che modo pensi che gli anni di scuola a Beirut abbiano influenzato la tua vita successiva?

Penso sinceramente che oltre la mia indole e il mio carattere, l’esperienza degli anni tracorsi a Beirut ed in particolare presso la Scuola Salesiani, siano stati formativi nello spirito della condivisione, comprensione e nella convivenza civili con tutti gli “altri”.
Intendo dire che ho recepito l’insegnamento di rispettare le diverse opinioni, oltre naturalmente le diverse culture e religioni, saper convivere serenamente. Avere una mentalità aperta è fondamentale secondo me, nella vita. Ti consente di saperti rapportare a tutte le varie evenienze e situazioni.

3. Con quali persone di allora sei rimasto in contatto in questi anni?

Soprattutto con Manuela Bucalo, suo fratello divenne poi mio cognato, con Graziella Popolani e tutta la sua famiglia, mamma e fratelli, Bruna Vicinanza.

4. Saresti rimasto a Beirut dopo aver finito la scuola? E pensi che la tua vita sarebbe stata diversa?

No, perché la mia vita e della mia famiglia era impostata in Italia, eravamo lì solo per un periodo, inerente la professione di mio padre.

5. Pensi un giorno di ritornare in Libano? E se si o no, perché?

Mi piacerebbe moltissimo, anche se ho paura di non trovare la Beirut che io ricordo e di rimanere delusa.

6. Sei interessato/a a partecipare a riunioni future di ex-allievi? Cosa ti è piaciuto o non piaciuto in quelle degli ultimi anni? Quali sono i tuoi consigli in merito?

Certamente. Ho partecipato ai due grandi raduni, non all’incontro di fine luglio perchè ero già partita per le vacanze. Mi sono molto piaciuti, anche se l’emozione del primo penso sia irripetibile.
Consigli particolari non ce ne sono, forse credo che la facilità degli incontri sia la chiave per poter far partecipare più persone possibili.

7. Cosa pensi di questo sito web e come lo vorresti?

Mi sembra ben organizzato.

MARIA LAURA PEDONE

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