Un grande arrivederci a Don Thomann

Foto Originale inviata da don Gianni


Il 4 Maggio a Farnborough (UK) è mancato Don Italo Thomann. Da quasi 4 anni risiedeva nella “casa per confratelli anziani e ammalati” di quella città.

Alcuni dati biografici

Italo Thomann, di Domenico (Italiano) e di Maria Kennwell (Inglese), nasce al Cairo il 19.8.1929. Entra nell’istituto salesiano di Alessandria nel 1940 nella sezione “studenti”.  Fa l’anno di noviziato a Tantur (Terra Santa) dal 15.8.1949 al 19.9.1950. Compie gli  studi filosofici a Shrigley (Inghilterra) dal 1950 al 1952. Per il tirocinio pratico è inviato a Beirut dal 1953 al 1955, poi al Cairo dal 1955 al 1957; qui emette la professione perpetua come salesiano di Don Bosco. Ritorna quindi in Terra Santa per gli studi teologici a Cremisan  (dal 1957 al 1961) che corona con l’ordinazione sacerdotale a Gerusalemme il 29.6.1961.

Dopo aver conseguito l’abilitazione magistrale a Napoli e il Proficiency in English a Londra, svolge il suo ministero sacerdotale e la sua attività educativa nelle case salesiane di El-Hsoun (dal 1961 al 1966 come consigliere scolastico, poi prefetto/economo) e a Beirut dal 1966 al 1968 (come consigliere nella sezione Anglo-Americana).

Dopo il 1968 passa all’Ispettoria Inglese. Nei decenni successivi alterna periodi di permanenza  in Inghilterra e negli Stati Uniti.  Negli anni 90 per diversi semestri  è “professore invitato” di lingua Inglese nell’Università Salesiana di Roma, apprezzato per la sua competenza e il suo “tratto”.

Nel 2005 ebbi il piacere di incontrarlo nuovamente e stare con lui due mesi a Londra, nella nostra opera di Battersea: parrocchia, scuola, casa di ospitalità.  I confratelli locali lo consideravano un “inglese atipico”, ma si trovavano bene con lui. Lo stimavano anche per la sua voglia di restare in mezzo ai ragazzi benché, ormai pensionato, non aveva più incarichi: a ogni intervallo si era sicuri di trovare “Father Italo” in cortile, intrattenersi con i ragazzi, scherzare e ridere a gran voce.

Gli era rimasto il gusto della buona cucina (“Per questo ogni tanto cucino io, gli Inglesi non sanno cucinare!”) e dei dolci. Un sabato mi invitò al cinema: “Indovina cosa andiamo a vedere? The Chocolate Factory” con Johnny Depp. E siccome la pellicola non lo soddisfece del tutto, passammo poi da una delle sue pasticcerie preferite per rifarci la bocca.

Mi colpì la sua cameretta al primo piano, pulitissima, essenziale:  letto,  armadio, tavolino e sedia, nient’altro. Niente alle pareti, niente libri, eccetto il “Breviario”. Mi spiegò: “Quando muoio non voglio dare fastidio a nessuno”.

Nel 2008 tornò in pellegrinaggio in Terra Santa per rivedere le case della sua prima formazione (Tantur, Cremisan) pregare nei santuari, far vista a quel ragazzo che gli aveva fatto da chierichetto alla sua prima Messa (oggi tecnico elettricista all’Ospedale Pediatrico di Betlemme)  e congedarsi dagli altri vecchi amici ”… prima del mio ultimo viaggio per il Cielo”.  Appesantito, appoggiandosi al bastoncino dopo le operazioni al femore, ma sempre con il suo tratto signorile, e il suo umorismo.

Don Gianni

 

Don Thomann e la Carta Igienica

Troverete l’intervista, alcune battute sono semplicemente storiche, che gli feci durante la sua ultima visita qui in Terra Santa cliccando qui …

1 Commento

  1. Don Giuseppe Giorgis

    L’ho avuto come mio maestro di quinta elementare a Mirabello Monferrato nell’anno scolastico 1948-49 dove si trovava per prepararsi al noviziato. Quello che posso testimoniare di lui in quell’anno ormai lontano, è questo: era un ottimo maestro. Ci seguiva in tutto: a scuola, in cortile, al passeggio del giovedì.

    Aveva diviso la classe in due o tre gruppi, per spronarci a studiare di più suscitando tra noi la competizione e l’emulazione. Ricordo che in classe era sempre calmo, sereno. Non ricordo mai che avesse dato dei castighi. Soprattutto la passeggiata del giovedì era per noi un grande spasso. O ci faceva giocare al pallone in qualche prato, altre volte voleva che lo incoronassimo Re e facessimo una marcia, chi davanti e chi dietro di lui e lo acclamassimo nostro Re o addirittura Imperatore.

    Nel 1961 ho assistito alla sua prima messa alla scuola salesiana di Alessandria, perché mi trovavo là per gli esercizi spirituali. Ricordo che si fece una grande festa con messa cantata, discorso di D. Doveri e accademia dopo la messa. Segno che era apprezzato e che la sua ordinazione era attesa, come frutto della presenza salesiana in quella città.

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