Un fratello incredibile per bontà e altruismo

da | 11/03/2022 | Non dimentichiamoli | 1 commento

Foto scattata da Sanguetta solo qualche anno fa…

Appena tornato da un periplo di qualche giorno ho purtroppo appreso la notizia che vi giriamo, un carissimo ragazzo che ho avuto il piacere di incontrare e conoscere in quel di Beirut…


«Poi si è aggiunta la perdita di Gian Piero che è stato un fratello incredibile per bontà e altruismo. Quello che ha fatto per me e mio fratello Roberto durante la sua vita è veramente straordinario. Non ho mai visto nulla di simile tra fratelli e sono grato a Dio per averci concesso di vivere un rapporto così bello ed edificante.»

Fabrizio


Appena rientrato da un viaggio a Bruxelles per ragioni familiari ho avuto modo di parlare con Gianni e anche la Kikka, un fraseggio posta elettronica che penso consosciate tutti ma quello che mi ha rispedito la Kikka non me lo aspettavo per niente…

Ho conosciuto Gian Piero a Bruxelles, grande appassionato di calcio e sopratutto della maniera di interpretarlo il cosidetto “sport della palla rotonda”, un grande conoscitore dei calciatori di quell’epoca e un grande conoscitore del fischietto e carte gialle e rosse! Era uno di quegli arbitri che si trovano solo con un lanternino, preciso, appassionato e consapevole dell’importanza di trasmettere un lato del gioco del calcio a cui quasi nessuno era appiccicato, anzi…

Per qualche partita fra di noi c’erano i vari “don” che smanettavano con il fischietto ma se la partita era diciamo “internazionale” il solo fischietto autorizzato era il suo, con tanto di giacca e pantaloncini neri, un signor Gian Piero vestito da arbitro, un gentiluomo e sempre pronto a scherzare con tutti noi appena la partita era finita.

Fratello più grande dei tre Calabresi, abitavano mi pare all’interno della vecchia Ambasciata o Consolato, non ricordo bene ma quello che ricordo più che bene era il campo di pallacanestro all’interno delle mura di casa Calabresi. Uno spiazzo straordinario all’interno della casa che faceva pensare ad un bunker sotterraneo ma che per tanti di noi era diventato una succursale della scuola e dello spiazzale dove c’erano le varie linee disegnate per terra, basket e tennis compreso!!

Poi alcuni di noi impiantarono un club chiamiamolo “segreto”, il Kon-Tiki Club, denominato in tal modo per via della zattera usata dall’esploratore e scrittore norvegese Thor Heyerdahl nella sua spedizione nel 1947 attraverso l’Oceano Pacifico dal Sud America alle isole della Polinesia. Non mi domandate quale fosse la ragione per la quale il Club Segreto fu intitolato in questa manier, forse altri membri dell’allora Club vi potranno dare le spiegazioni e le ragioni per la scelta del nome di una zattera, quien sabe?¿?¿

Ci siamo rivisti nel lontano 2007 in quel di Roma per la nostra megagalattica riunione, ci siamo rimessi a parlare di arbitri e di palla rotonda, dei momenti belli e anche brutti in quel di Beirut e a tutti e due è ritornata in mente una marea di ricordi, favoloso…

A nome di tutti noi del Cortile, porgiamo le nostre più sentite condoglianze a tutta la sua famiglia e a tutti coloro che l’avevano conosciuto come l’avevo conosciuto anch’io.

Ciao Gian Piero, ci vedremo senz’altro uno di questi giorni…

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