Rinaldo non é più in campo…

da | 04/11/2019 | Non dimentichiamoli | 2 commenti

Fotomontaggio SSB


Addio dolce Rinaldo, addio al tuo sorriso sornione, ai tuoi occhi profondi, alle tue mani eleganti che vedevo danzare con grazia quando ti infervoravi nei tuoi intricati ed avvincenti racconti di gioventù…

Addio al tuo velato buonumore, alla tua positività, al tuo mondo fatto di hummus, babaganoush, falafel e caramei col stec…

Addio al tuo stile oxfordiano e fiorito di mandare a quel paese i benpensanti e di farti venire gli occhi lucidi dall’emozione quando parlavi dei tuoi amici lontani…
Ma sempre vicini…

Stai in pace Rinaldo, perché attorno a te ruota un mondo d’amore anche ora che ci hai lasciati…

Mietta

Novembre 2019

Rinaldo non é più in campo… E come per Dario Amadeo non riesco ancora a crederci, un maremoto di ricordi e di attimi particolari che mi stanno bombardando il cervello e la sezione “memoria” come un martello sull’incudine, una smartellata continua da quel giorno.

Un mattacchione Rinaldo anche nei momenti che meno te lo aspetti, uno scherzo da far quasi ridere : é purtroppo partito per altri lidi il giorno del mio compleanno, il 31 ottobre 2019 che é anche il famoso giorni di Halloween, le streghe e tutto il resto. Proprio uno scherzo come ai tempi d’oro, sia da interni che da esterni, un buontempone anche sul filo di lana, me lo dovevo aspettare da uno come lui…

Ci siamo persi di vista al momento di mettere i piedi sull’aereo che mi riportava in Italia, non mi ricordo se lui fosse già partito per l’Arabia Saudita o meno, un salto nel tempo di circa 40 anni, 38 per l’esattezza, un momento che ha del magico in quel di Roma nel 2007 e ci ritroviamo a dormire nello stesso bungalow, non nello stesso letto per mettere le lancette al loro posto, una chiacchierata di circa tre giorni senza in pratica mai dormire. C’erano da raccontare 38 anni di storia personale, del più e anche del meno, ma un attimo di tre giorni che é volato via come un tre secondi secchi secchi, troppo secchi, con un quasi obbligo di rivederci al più presto, senza troppo attendere, massimo una settimana…

Ci siamo rivisti, spesso e volentieri, serate a Parma dai Bakhos (Iole e Jean-Pierre) con Ferdinando Manetti e la Kikka, impossibile da dimenticare con una sbornia personale che non mi ricordavo dai tempi Beirutini, una di quelle serate dove nasce la stupidata alle cinque del pomeriggio e finisce in pratica alle cinque della mattina dopo, un susseguirsi di situazioni alquanto imbarazzanti, da non spiegare o quasi…

Siamo andati assieme a Londra con le nostre rispettive Patrizie, la mia e la sua che guarda caso compiono gli anni lo stesso giorno in febbraio e Rinaldo ed io abbiamo messo su una sorpresona di quelle che non si possono dimenticare, un viaggio a Londra per andare a vedere il musical “Mamma Mia”, musical che stava spopolando in pratica più di dieci anni fa e che era sempre completo per mesi e mesi. Rinaldo é stato più che bravo a non dire un accidente alla povera Patrizia sua, alla mia Patrizia e sotto la tortura ho dovuto dire tutto e anche di più… Una sorpresa che é stata per tanti versi un quasi scherzo degli anni d’oro, specialmente ai tempi dove andavamo per la maggiore come “squadra di nullafacenti professionisti, con tanto di diploma”…

Ci siamo rivisti a Pordenone, ogni volta che passavo per Padova si faceva sempre una sosta dal Pordenonese DOC, una leccornia quando cucinava la Patrizia ma purtroppo una “leccononsochecosa” quando certe volte si metteva ai fornelli, sempre bravo e sempre volenteroso ma… Ma non si può essere bravi in tutto diceva mio nonno…

Poi il trapianto del fegato, come Lazzaro sembrava rinato o direi pure “risuscitato”, parlava di progetti di viaggi in Sicilia, in Grecia, negli USA, stavamo sempre in contatto WhatsApp e avevamo messo una data in rosso, per una di quelle serate d’epoca con i famosi BBQ di Mietta & Sergio, il marito. Insomma stavamo facendo progetti per un futuro che si poteva toccare anche con una mano, era ormai dietro all’angolo.

Per tutta la nostra permanenza a Bikfaya dai Corsini e dato che il Giampiero, come del resto la moglie Marcelle, era anche uno di quelli che l’ha frequentato parecchio all’epoca in Arabia Saudita, ci siamo Whatsappati tutti i giorni, anzi due o più volte al giorno, anche se devo dire che io avevo insistito per non lasciarlo da solo con tutto quello che gli aveva “raccontato” lo specialista che lo aveva seguito fin dall’inizio.

Mandava le foto di quello che mangiava in ospedale e commentavamo le ricette del cuoco della mensa, mancava il profumo ma si continuava a dire quattro cacchiate solo per cercare di farlo sorridere, almeno così l’abbiamo pensata. Si scherzava sempre e di più, anche se l’attimo non era proprio da ridere per niente, ma non avevamo trovato nient’altro, tenerlo online il più a lungo possibile, non farlo tornare con la mente a pianoterra, anche se era molto difficile…

Poi la domenica non ha più risposto e ho ripreso a fumare, punto e a capo.

Non continuo più, non ne vale veramente la pena, sarebbe solo e soltanto un girare attorno ad un Rond-Point per ore e ore senza sapere dove uscire o che direzione prendere. Mi sono sempre ripromesso di tornare a Pordenone quanto prima ma la situazione dei miei genitori, sopratutto la mamma, non lasciava e non lascia respiro, non potrò neanche essere presente al suo funerale e questo mi fa veramente male, che più male di così non si può.

Vi prometto che farò di tutto per andare a trovarlo, dove andrà ad “abitare”, mi fermo qui, non riesco a trovare le parole per uno dei testi che non avrei mai voluto scrivere…

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Circa l'autore

Diego

Dal 1963 al 1969, ragazzi che avventura...

2 Commenti

  1. Mario

    Grazie Diego, hai riassunto in un breve scritto la vicenda umana di un amico. Lo hai fatto con grande passione e con una tristezza ancora più grande. Siamo tutti coinvolti in questa vicenda e quello che tu stai provando lo facciamo nostro. Dopo Dario un altro importante pezzo della nostra storia è venuto a mancare, ma tu continua a tenere viva la memoria di quello che che ci ha unito e che ancora oggi maggiormente ci lega. Ciao Rinaldo, il notro affetto ti sia compagno di viaggio verso questa ultima meta. Don Bosco ti accolga assieme agli allievi che ci hanno preceduto.

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      Grazie Diego per tutto quello che fai per la nostra grande famiglia di ex allievi. Capisco il tuo dolore e lo condivido anche se i miei ricordi di Rinaldo sono molto legati a Nando Manetti… Il gatto e la volpe sempre in cerca di qualcuno a cui fare scherzi… Un pezzo di vita indimenticabile Ciao Rinaldo Grazie Diego

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