In ricordo di Père OLLIVRY

Carissimi, le notizie tristi arrivano spesso in coppia o “a grappolo”. In pochi giorni si sono succedute le morti del signor Nando Ferrandino a Padova, Roberto Bonapace a Bologna e Claudio Coppa a Beirut.

Oggi è giunta la notizia che ieri a Libreville in Gabon è mancato Père GUY OLLIVRY, di 88 anni. Permettetemi di commemorarlo semplicemente, senza pretese. Mons. Pican, Don Masedu, Don Pozzo potranno aggiungere …

Da giovane salesiano Guy aveva lasciato la sua Francia per lavorare nelle “terre di missione”. Prima di recarsi in Africa aveva dedicato alcuni anni al Medio Oriente. Negli anni 70 faceva parte della comunità di Beirut, dove fu anche preside della sezione Franco-Libanese. Bel carattere, gioviale, di intelligenza acuta, molto preparato sia in materie letterarie che tecniche. Sempre generoso, senza farlo notare.

I tirocinanti di allora (Don Masedu, Don Saggiotto e Don Dore, il sottoscritto …) sanno bene che durante le domeniche e le vacanze bisognava trovare qualcosa di nuovo e attraente per intrattenere gli “interni”. Le biciclettate fino all’aeroporto, le nuotate alla “grotta dei piccioni”, i viaggi col pulmino di Bro Dell…

Per non parlare delle invenzioni che si trovavano da loro stessi: il modellismo “esplosivo”, imbottendo di petardi i mini-aerei (quelli meno riusciti !) e lanciandoli sui passanti di Rue Me Curie; il pattinaggio “felino” applicando gusci di noce alle zampe del gattino e liberandolo nel lungo corridoio dei “superiori” …
Lascio che completino la lista dei “brevetti” i vari Daneluzzi e Cordone, Chiari e Battista, Edino & Co.
In Italia erano gli anni del gioco “Rischiatutto“. Don Ollivry, grazie alle sue conoscenze in elettricità, dotò le due squadre in gara di un pulsante collegato con due lampadine che si accendevano escludendosi a vicenda, e con due campanelli corrispondenti, in modo da identificare subito il capitano che aveva chiesto per primo di rispondere. Che meraviglia (almeno per me che volavo nella stratosfera filosofica)!

Evidentemente mi rimane impressa la testimonianza di vita religiosa che Père Guy ci dava: preghiera, sobrietà, condivisione fraterna, dedizione alla missione educativa nello spirito di Don Bosco.
Non era uno sportivo, non aveva niente di appariscente, ma i ragazzi e i confratelli gli volevano bene.

E’ la cosa che più conta.
Grazie Père Ollivry e… adieu !

Don Gianni

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