Forse non ci siamo capiti! Ennesimo rifiuto del multiculturalismo

da | 01/12/2009 | MULTICULTURALISMO | 0 commenti

Dopo il risultato della Consultation Populaire in Svizzera, siamo nel mese di dicembre del 2009, abbiamo chiesto a Stefano Littera quali sono state le sue reazioni in merito, non solo come musulmano ma anche e soprattutto come cittadino del mondo.

Ecco quanto ci ha risposto Stefano in merito.

 

Diego

Er Webmaster..., SSB

Non ti nascondo che tale iniziativa mi ha un pò sorpreso, poi ho visto che partiva dal Canton Ticino (quello italiano per intenderci) e allora non ci ho messo molto a riscontrare affinità con ciò che sta avvenendo nel nord Italia sponsorizzato dalla Lega ed altri di simile estrazione culturale.  Ho sentito stamane al TG che hanno ottenuto la maggioranza e che i primi a congratularsi con i promotori di questa iniziativa sono stati, appunto… quelli della Lega.

A parte questa premessa doverosa risulta palese che di questi tempi chi ha bisogno di voti o consensi si butti sul raziale o sull’anti islamismo.  Penso che sia abbastanza triste ma, come dici tu, la politica è una cosa molto astrusa.  Immagino che a molti di coloro che aderiscono in massa a questo tipo di stimoli  non gliene freghi poi molto di minareti o meno, considerando altri problemi ben più onerosi a cui devono far fronte, però li fa sentire parte di un “gruppo” che al momento è in voga e quindi si beano delle loro vittorie di Pirro.  Aggiungiamoci anche che in questo modo si elevano nelle loro menti ad uno status di “elite” visto che chi vanno a mazziare sono poveracci o comunque persone solitamente di ceto inferiore.

Dal punto di vista prettamente coranico non ci si dovrebbe sorprendere visto che spesso menziona l’odio ingiustificato di alcuni verso coloro che seguono questa via.  Il Corano informa che ciò avverrà sino all’Ultimo Giorno pertanto un vero credente non dovrebbe allarmarsi ma anzi rallegrarsi nel vedere che le profezie in esso descritte si avverino regolarmente, rafforzando la propria fede nel Supremo Creatore e rifugiandosi nelle Sue mani con tranquillità con la certezza che mai sin dall’inizio dei secoli Egli ha mancato alle sue promesse.

D’altronde fu così anche per i primi seguaci di Cristo che venivano martirizzati senza palese giustificazione.  Sappiamo tutti però che questo martirio non fece che rafforzare la loro fede ed a lungo andare ne uscirono vincitori.

Dal punto di vista di un umile musulmano, e quindi personale,  questo fatto elvetico mi porta un pò di dispiacere a null’altro.  Dispiacere nel constatare l’intolleranza che ormai la fa da padrone un pò in tutto il mondo.  E pensare che faccio parte di quella generazione un pò hippy che credeva nel “peace & love”  o nel “mettete dei fiori nei vostri cannoni”  ricordate?  Comunque rimango di quell’estrazione e ne vado fiero.

Per tornare al tema. Non vogliono minareti ? E’ casa loro. Il buon credente sa che Il Creatore è omnipresente e che quindi può tranquillamente professare in casa sua o dove gli sia permesso senza pericolo.  Come dice il Corano : “il tetto della tua moschea è il cielo”.  Non tutti però la pensano così.  Molti vedranno in questo atto una provocazione e ciò scatenerà ovviamente ritorsioni a vari livelli che chiaramente io non posso prevedere,  ma conoscendo un pò l’orgoglio del mondo islamico posso dirlo con certezza.

Allo stesso tempo sbaglia chi accomuna gli islamici solamente al mondo arabo. Non ne sono che una piccola percentuale.   I beduini del deserto arabico hanno costruito tante moschee ma solo per vanità.  Prova ne è che hanno poi speso fiumi di denaro per costuire palazzi mostruosi e piste di Formula Uno che nulla hanno a che vedere con la loro fede anzi, a mio avviso, sono templi di un’altro dio: il dio denaro, il dio dell’immoralità, il dio della vanità quel dio che i veri credenti si chiamino essi musulmani o cristiani o ebrei hanno sempre chiamato con un nome comune : Satana.   Pertanto, ritornando sempre al tema, questa tipologia di islamico si merita ciò che sta succedendo e ciò che succederà poichè non vi è dubbio che ne succederanno delle altre.

Sono sempre stato refrattario alla religiosità “esteriore” in qualsiasi sua denominazione.  Adoro la religiosità “interiore”,  quella di coloro che non si vedono e non si sentono, quella che conosce veramente solo Chi ci ha creati, che sarà palese però a tutti nel grande Giorno, quello del Giudizio Finale.

Chiedo scusa se mi sono dilungato.  Potrei andare avanti perchè l’oggetto del tema va al di là del referendum svizzero o all’appartenenza di un gruppo o di una denominazione religiosa.

Invito però coloro che hanno occhi per vedere ed orecchie per sentire a meditare e, senza timore, a tornare indietro sui loro passi per ritrovare l’incrocio giusto ed imboccare la retta via.

Non sono un prete ma queste frasi che tanto abbiamo sentito quando eravamo allievi dovrebbero oggi ritornarci in mente come ex-allievi e tenute a cuore poichè più di qualunque altra cosa materiale esse potranno essere il mezzo verso la salvezza e la felicità infinita.

Un abbraccio,

Littera Stefano

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