Chiude una delle librerie più vecchie d’Italia…

La libreria Paravia di piazza Arbarello a Torino ha chiuso il 28 dicembre per le feste e non ha più riaperto, situazione alquanto delicata per ovvi motivi…

da | Gen 30, 2020 | MULTICULTURALISMO | 1 commento

Foto tratta dal sito della Libreria stessa


Situazione straordinariamente attuale !!

Due sorelle il 28 dicembre scorso hanno chiuso per le feste natalizie ma anche per sempre, un regalo di Natale e Capodanno che proprio nessuno avrebbe voluto ricevere.


Nel lontano mese di marzo del 2018 abbiamo discusso parecchio sul fatto di utilizzare degli eReader per leggere libri digitali oppure continuare a leggere libri stampati su carta e con la copertina cartonata o quasi.

Parecchi hanno risposto in merito ma forse nessuno aveva saputo trovare una qualsiasi risposta ad un problema che forse non era del tutto un problema. Leggere su eReader oppure aprire un libro normale cambia poco, lo sforzo necessario per divorare le pagine oppure sfogliarle soltanto sembra del tutto uguale, anche se nel caso mio un libro continua ad essere la scelta numero uno,  adoro girare le pagine e anche se sembra più o meno la stessa cosa, non riesco ad avere la stessa corrispondenza attraverso un libro formato digitale.

Purtroppo però il fatto di comprare libri digitali o meno sta diventando sempre di più un problema per tanti di quei negozi che stanno vivendo quello che i rivenditori di dischi o simile hanno vissuto in questi ultimi 30 e più anni, prima con l’arrivo dei CD, Compact Disc per tutti, e poi con la rivoluzione Apple con un catalogo di musica e “dischi” digitali che hanno scombussolato una marea di rivenditori e esercenti che in pratica dalla sera al mattino successivo si sono ritrovati con un mare di dischi e mercanzie simili in soffitta o cantina, invenduti e invendibili quasi quasi, dopo l’uscita del primo iPod della Apple.
Aggeggio che poteva contenere già all’epoca una marea incalcolabile di dischi e cassette audio il tutto racchiuso in un apparecchio che aveva fin dall’inizio un qualcosa di iPhone.

E poi é arrivato il mastodonte Amazon, con tutto quello che oramai non si può neanche immaginare da comprare o soltanto da sfogliare, un catalogo che non finisce più e che probabilmente andrà sempre di più sul “superlativo”, imbastendo una ragnatela di connessioni tali da fare in modo di tenere il possibile cliente attaccato al computer per ore e ore senza mai guardare lo stesso prodotto o mercanzia due volte di seguito, neanche per sbaglio…

Anche se sono sempre stato contrario a sbattere il naso sul sito Amazon & Co, debbo ammettere che per riuscire a trovare libri in lingua italiana per uno che vive al di fuori dell’Italia, Amazon mi ha dato in tutti questi anni la possibilità di trovare libri che non avrei potuto trovare senza dovermi recare in una libreria qualsiasi in qualsiasi regione dell’Italia. Ad una epoca remota ma non troppo, le case editrici italiote non spedivano i loro prodotti all’estero, anche se adesso ormai lo fanno quasi tutti, ma mi costa sempre di meno farmi recapitare i libri attraverso la ragnatela Amazon, anche se mi rompe, che attraverso un’altra società di edizione o spedizione. Debbo però dire che le cose si stanno livellando un po’ dappertutto compreso il costo dei libri stessi e le spese di spedizione, noblesse oblige.

Ma tutto questo ha un prezzo sempre più alto, un sacco di piccole case editrici e una marea sempre più grande di rivenditori di libri e affini sta chiudendo i battenti, non solo in Italia ma anche in mezza Europa,  perché non arrivano più a contenere le spese e di fatto fare concorrenza ai mastodonti che vanno per la maggiore su internet ed il mondo Web.

Amazon, come del resto altre società o organismi di questo genere sta diventando la realtà economica in tante parti del nostro pianeta ma in Europa ed in quasi tutto il nostro modo occidentale ormai quasi nessuno riesce a trovare le stesse mercanzie o prodotti di qualsiasi genere allo stesso prezzo, obbligando un sempre maggiore numero di negozi o botteghe e rivendite varie a chiudere i battenti per la differenza fra costo e guadagno, non ha importanza quale sia la merce venduta.

Tratto dal quotidiano REPUBBLICA online del 15 gennaio 2020:

Così la libreria Paravia di piazza Arbarello ha chiuso il 28 dicembre per le feste e non ha più riaperto. “Questo è il prezzo che si paga ad essere librerie indipendenti: i ricavi coprivano a malapena i costi, non era più sostenibile”, dice Sonia Calarco. La causa? Non l’inesperienza o l’avventatezza per un’attività nata nel 1802 che può fregiarsi di essere la seconda libreria più antica d’Italia. “Quando abbiamo dovuto spostarci da via Garibaldi, si è ridotto il passaggio di clienti attirati dalla vetrina, ma questo ha accelerato un processo che sarebbe avvenuto in ogni caso – spiega la titolare – Gradualmente negli anni i clienti sono diminuiti”.

Il motivo? “Lo conoscono tutti: è Amazon. Il problema non il commercio online, che c’è sempre stato, ma Amazon che prima ha attirato i clienti solo con sconti esagerati, poiché in Italia manca una legge che tuteli i librai, e poi li ha abituati ad avere i prodotti a casa in tempi rapidissimi e con un assortimento incredibile”. Così le due sorelle hanno maturato la decisione di chiudere: “L’alternativa era affiliarsi a un franchising ma è stata una scelta che non ci appartiene”.

Non lo so se un giorno si riapriranno tutte queste società, librerie, magazzini specializzati come quelli di anni fa, ma un libro comprato in libreria, per il sottoscritto é e resterà un attimo che aspetto ogni settimana con grande entusiasmo, parola di webmaster…