Un NEGRO italiano…

Noi italiani e il razzismo, da leggere senza indugio alcuno...

AUTORE


  • Francesco Ohazuruike

    È nato nel 1982 a Catania. È cittadino italiano dall’età di 18 anni, avendo pronunciato il giuramento di rito. I suoi genitori, entrambi nigeriani, si sono trasferiti in Italia a metà degli anni Settanta. Il padre oggi è medico ed esercita nel nostro Paese.
    Ha studiato in Sicilia, poi si è trasferito a Torino, dove si è laureato in Ingegneria chimica. Oggi lavora come responsabile della programmazione e della produzione in un’azienda del settore.

 

CASA EDITRICE


NEGRO

di Francesco Ohazuruike – Con Luca Crippa e Maurizio Onnis

PIEMME Edizioni | Data di uscita: 02/2018 | ISBN carta: 978-88-566-6485-0


Ci sono cascato sopra per puro caso, stavo cercando tutt’altra cosa su internet e mi sono trovato a leggere una sfilata di articoli di messa a punto riguardo al libro di questo mese appunto, messa a punto che mi ha lasciato con il mouse a mezza altezza, non riuscivo più a staccare gli occhi ed il compasso dalla pagina che stavo leggendo. Non conoscevo il libro, non ne avevo mai sentito parlare, mai sentito nominare il nome dell’autore fino a qualche giorno fa, una sorpresa alquanto inaspettata per via del tema sviluppato e dell’argomento principale del libro, il razzismo al giorno d’oggi in Europa ed in Italia in particolare modo.

Sfaccettature sorprendenti, talvolta complesse e talvolta difficili da contestare o anche respingere, libro pieno di sintesi tratte da varie analisi dell’Istituto Nazionale di Statistica, ISTAT, analisi che vanno dalla “Popolazione e Famiglie”, “Economia” fino alla “Istruzione e Lavoro”, elementi di un insieme ben concepito e che rispondono in maniera talmente palese alla confusione dettata da questa immigrazione “non voluta”, o perlomeno non auspicata.

Ed invece il nostro Francesco, genitori di origini africane ma nato in Sicilia e residente in Italia da allora, tira fuori dal cappello del Mago Zurlì in versione più colorata del solito, tutta una serie di ragioni e testimonianze per dimostrare che oggi come oggi l’Italia ed altri paesi Europei hanno non solo bisogno di questa massa lavorativa per sopperire ad una quantità sempre più scarsa di lavoratori nell’ambito di un qualsiasi lavoro cosiddetto “manuale”, ma sopratutto per colmare il buco che abbiamo creato nelle economie di più di mezza Europa a causa della popolazione che invecchia sempre di più e della mancanza di “lavoratori” che danno un contributo serio e duraturo nel tempo per “riempire” queste benedette casse sociali.

Il libro lo si legge in poco tempo, sono 120 pagine soltanto, una parentesi che tanti avevano o hanno tutt’ora in giro per il cervelletto, una sfilza di domande a cui talvolta sembra complicato rispondere, o forse non rispondere diventa la soluzione più semplice, quella meno impegnativa o meno “pericolosa”.
In questo libro Francesco attraversa tutta una sfilza di “momenti vissuti” ma anche di situazioni talmente astruse e improbabili se l’italiano in questione non avesse la pelle colorata, speso alcuni giorni anche in cella sempre per via del fatto che un ragazzo di colore non potrebbe essere italiano o nato in Italia, interviste cervellotiche quando si presenta ad un incontro per cercare un lavoro, domande fuori da ogni logica, il tutto condito da un grande senso dell’umorismo e del “Tiremm Innaz” tanto cambia poco o niente…

Francesco non scende mai dal treno della “nostra Italia aperta a tutti”, si é sposato con una ragazza italiana e lavorano tutti e due, mandano i loro figli a scuola, vanno a messa alla domenica, insomma più italioti di così uno ci pensa su due minuti…

Buona Lettura…

TRAMA


Tratto dal sito della PIEMME : 

Ci invadono. Ci rubano il lavoro. Attentano alla nostra cultura. Portano le malattie. Rubano. Mentono. Sono ignoranti. Complottano per prendersi il nostro Paese…
La verità, invece, è che senza “negri” non possiamo stare.

I negri ci rubano il lavoro. I negri si prendono le case popolari e i contributi. I negri vogliono la nostra terra. E ancora: portano malattie, rubano, violentano le nostre donne. All’indomani di qualche fatto di cronaca, in Tv e sui giornali i titoli forti sugli immigrati − spesso costruiti su dichiarazioni di politici − sovrastano la realtà delle cifre.

Eppure i numeri dicono tutt’altro. Dicono che senza gli immigrati l’Italia semplicemente si fermerebbe. Come attestano Confindustria e associazioni degli agricoltori, il Made in Italy senza i lavoratori immigrati crollerebbe.
Persino le eccellenze enogastronomiche per cui siamo giustamente famosi nel mondo − vino, olio, formaggi, ortaggi, salumi − senza manodopera “negra” rischierebbero il tracollo. Altro che invasione.

La verità è che non possiamo fare a meno di “loro”. L’amato Belpaese faticherebbe persino a erogare le pensioni senza i contributi versati dai lavoratori immigrati. È lo stesso presidente dell’Inps a certificarlo.

Ingegnere chimico, figlio di due nigeriani arrivati in Italia negli anni Settanta, l’autore, commentando i dati reali sull’immigrazione e analizzando fatti di cronaca, cerca di capire come stanno davvero le cose.
Chi meglio di un “negro” italiano può raccontare questa realtà?
E aiutarci a valutare se ci conviene davvero mandarli tutti a casa.

Oppure se è vera l’invocazione che qualcuno ha scritto su un muro: «Immigrati, vi prego, non lasciateci soli con gli italiani».

da | 03/08/2020 | LIBRI | 0 commenti

        Tags : | AGOSTO 2020 | LIBRO DEL MESE |

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