Quel giorno maledetto…

da | 03/01/2012 | IMMAGINI DI MEMORIA | 0 commenti

Foto inviata da Mireille Young


Nel lontano agosto del 1976

Grazie a Mireille Young siamo riusciti ad avere la Prima Pagina del giornale L’Orient – Le Jour del sabato 21 agosto 1976 dove viene menzionata la bomba caduta in cortile il giorno prima e alcuni commenti in merito.

La pagina completa può essere scaricata a fondo pagina, nel caso in cui non potreste farlo la mandiamo per mail a tutti coloro che ne faranno la domanda.

Il commento di cui foto qui di lato, parla della perdita del povero don Paoloni e del ferimento di papà Cordone in maniera alquanto seria e don Amatéis in forma più leggera, sempre secondo il commento, e di altri presenti in cortile al momento del bombardamento.

Non nascondo che ho letto e riletto la Prima Pagina, come se il fatto di rileggere potesse cambiare il contenuto ogni volta, come nei film dove esisterebbero spazi temporali alternativi a quello attuale nel caso in cui si cambiassero alcuni dei parametri della vita di uno qualsiasi, come avere notizie di don Paoloni di recente sapendo che é sempre direttore della Scuola di Beirut.

Il giornale parla anche della situazione in cui il Libano e Beirut versavano in quegli anni, situazione alquanto delicata per tanti e per tutti coloro che sono riusciti a passare attraverso i proiettili e bombe cadute in anni di guerra civile che sembravano non finire mai, senza dimenticare tutti quelli che purtroppo non ce l’hanno fatta e che molto probabilmente hanno anche combattuto per la libertà e per la democrazia.

Sono partito nel giugno del 1969, appena dopo gli esami di maturità e quindi non so esattamente come stavano le cose in quel periodo ma leggendo gli spezzoni di memoria di Sergio e della Paola e di altri ancora mi sono “ricordato” come se fossi stato anch’io presente in quegli anni e vissuto le stesse avventure, senza dimenticare quanto importante sia questo enorme scatolone della memoria collettiva della scuola.

L’avevo già scritto ma lo ripeto più che volentieri e se qualcuno ha foto, immagini, ricordi particolari o anche solo qualche frammento di ricordo, non ha importanza come ma lo potete sempre dividere, da aggiungere alla storia comune di tutti noi, vicini e lontani.

Il vostro webmaster
Diego

L’Orient – Le Jour 21/08/1976

 


COMMENTI VECCHIO SITO :

Ricordo quegli anni con molta e profonda nostalgia…arrivato a beirut nel febbraio ’69 quando D. Piero Doveri (ex-preside del Cairo) era preside e dopo di lui arrivo’ D. Morazzani. Ricordo sempre il suo modo calmo e tranquillo di parlare ed insegnare matematica. ma ricordo anche quel famoso giorno quando Lucio Ragucci, Ok Berkol ed io fummo gettati fuori di classe da D. Libralato per eccesso entusiasmo musicale, che continuo’ nel corridoio al punto che il nostro caro D. Morazzani perdette le staffe ed interrompendo la sua lezione alla 4a Liceo, ci aveva espulsi dalla scuola per mancanza di rispetto ai nostri compagni e al modulo di educazione salesiano…quel giorno fu l’inizio del rapporto storico tra di noi fino al giorno della mia partenza nel lontano giugno ’76. D. Morazzani si era assunto la responsabilita’ di educarmi in tutti i modi della vita: bonta’, pazienza, rispetto, convivenza, matematica, trigonometria e come affettare una coscia di pollo con coltello e forchetta durante una cena con altri sacerdoti e il mio compagno di camera Ettore (Rino) Righetti….

| 24/01/2012 | umberto corsini | uvcorsini@earthlink.net|

Ho qualche ricordo da aggiungere benche io non fossi allieva a Don Bosco…Sono la “sorellina” di Paola, la nostra grande scrittrice che segue i passi del papa e della mamma (scusate il manco di accenti). Per un certo tempo dalla fine degli anni 70 all’inizio degli anni 80, la nostra famigliola (Papa, Mamma, Paola e Cristina), frequentava la Messa italiana a Don Bosco. Mi piaceva tanto perche essendo abituata alla Messa francese, praticavo le preghiere in Italiano, come imparate nelle elementari (suore d’Ivrea, Beirut). Si celebrava la Messa nella cappella che ricordo piccola, ma il piu bello era che la piccola congregazione si ritrovava in un’altra sala (forse l’ufficio del direttore?) dopo la Messa, con dolci e bevande. A volte si prendeva il pallone nel cortile vuoto e si giocava un po alla palla canestro. Era la scuola di Paola, e lei si sentiva felice proprio li. Essendo bambina, mi sentivo piuttosto come un’ombra quieta che circolava tra la gente in discussione, senza farsi notare. Ricordo persino di avere celebrato una messa di Natale li. Peccato che non ricordo gli anni. Mia sorella ha una migliore memoria essendo stata piu grande. Mi manca la scuola e mi manca la Messa in Italiano….

| 06/01/2012 | Cristina Roncaglia Sturm | chezsturm@frontiernet.net |

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