Nina Simone, un usignolo triste…

IL GIRADISCHI

Questo è il primo articolo di una nuova rubrica, rubrica che mi è nata in capoccia dopo aver letto il testo di Sergio sulla situazione del CoronaStrunz in quel di Milano e dintorni, articolo che si intitola Ci ritroviamo al punto di prima…
In questo articolo Sergio parla anche di musica, della sua musica e dei dischi che ascolta in determinati momenti, una scelta decisamente sensibile oltre che personale ed è per questo motivo che ho pensato bene iniziare a parlarvi della musica che ascoltavo e che ascolto sempre, specie in questo momento. Aspetto, come sempre, anche i titoli delle vostre discoteche…

BIOGRAFIA

  • Eunice Kathleen Waymon, in arte Nina Simone
    21/02/1933 – 21/04/2003
  • R&B – jazz – blues – folk – soul – classical – gospel

 

DISCOGRAFIA


  • Nina Simone Sings the Blues
  • Nina Simone at Town Hall
  • High Priestess of Soul
  • At the Village Gate
  • Nina Simone and Her Friends/Nina Simone
  • Anthology
  • Nina Simone at Newport
  • Nina Simone | Forbidden Fruit
  • Nina’s Choice
  • E tanti altri

Eunice Kathleen Waymon, ovvero Nina Simone

21/02/1933 – 21/04/2003 | Un’icona della musica jazz, con una voce tutta particolare e indimenticabile…


Come primo articolo quanto alla musica che ascolto, non potevo non parlare della voce e della personalità della Nina Simone, tutta una avventura di vita, uno spazio temporale attraverso le note di un pianoforte, molto delicate ma anche tristi, forse troppo tristi.

A Beirut ho scoperto per puro caso altri tipi di musica che quella che veniva dall’Italia, ho scoperto il Blues, il Jazz e anche le voci straordinarie di cantanti che raccontavano, la durata del disco, un attimo della loro vita su questa terra, talvolta bella, talvolta triste, talvolta indimenticabile. In pratica, durante una delle tante festicciole con tante ragazze e ragazzi dei quartieri che frequentavamo, una delle ragazze con cui ero riuscito ad attaccar bottone, mi regalò un disco LP di Aretha Franklin, una delle copertine dove Aretha Franklin è ancora di taglia “normale”, disco che mi ha messo in tilt per come suonavano gli strumenti ma sopratutto per come “suonava” la voce di Aretha. Tessitura fuori dal normale,  splendida, favolosa e forse anche unica per tanti motivi, ma da quel momento in poi ho cercato solo dischi ed interpreti che quadravano con quello che stavo ascoltando, un fulmine a ciel sereno nella allora piccola e molto ristretta discoteca personale.

Nina Simone è arrivata quasi subito dopo, un’altra voce straordinaria per come le note erano piazzate ma una tristezza in pratica palpabile ad ogni sospiro che scaturiva dal disco, un disco che ho sempre ascoltato da solo, come del resto tutti gli altri della pianista e cantante, un quasi cordone ombelicale fra la cantante ed il sottoscritto.
La caratura o livello della Nina al pianoforte è sempre rimasta al disopra della media generale anche se andavano per la maggiore altri cantanti, altre voci ma altre interpretazioni, in un altro scaffale della discoteca. Non si possono mischiare l’olio e l’aceto come non si possono mischiare le voci, le personalità e le percezioni di ogni artista, piano più o piano meno.

Se è vero che “De gustibus disputandum non est” è altresì vero che bastano cinque minuti per assaporare un brano della Nina, con un bicchiere di whisky o anche un cognac d’epoca, luce soffusa e lasciarsi trasportare in un’altra dimensione, anche se sempre con i piedi per terra…
Per la cronaca la cantante è diventata Nina Simone per ragioni pubblicitarie e di vendita dischi, Nina che in spagnolo significa “la bambina” e Simone che è il nome dell’attrice Simone Signoret, attrice che ammirava di più. Non dimentichiamoci che la Nina ha vissuto per un periodo di tempo e fino alla fine della sua vita in Francia, a Carry-le-Rout, Bouches-du-Rhone, in pratica ad un tiro di schioppo da Marsiglia.

Non vi sto a raccontare di più, il suo sito personale è pieno di aneddoti e di tante altre cose, gli incontri con altri artisti, i problemi a cui ha dovuto fare fronte nel corso della sua vita e a tante altre cose, altre situazioni, la vita insomma.

Qui di seguito vi ho incluso un brano dell’ultimo disco registrato dalla Simone, “A Single Woman“, titolo del brano che è anche il titolo del disco in merito : non occorre che aggiunga altro e poi fatemi sapere, con o senza il bicchiere di cognac…

UN BRANO, UNA VOCE : A SINGLE WOMAN


 

da | Nov 25, 2020 | IL GIRADISCHI | 0 commenti

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