Leroy Carr : Naptown Blues

Un Blues più che sofisticato…

BIOGRAFIA

  • Leroy Carr
    27/03/1905 – 29/04/1935
  • R&B – jazz – blues – gospel

 

DISCOGRAFIA


  • I’m going away and leave my baby
  • Tennessee Blues
  • Truthful Blues
  • You don’t mean me no good
  • Mean old train Blues
  • Prison bound Blues
  • Naptown Blues
  • Getting all wet
  • Four day rider
  • Low down dog Blues
  • Longing for my sugar
  • Bread baker
  • E tanti altri

Leroy Carr – Naptown Blues

27/03/1905 – 29/04/1935 | Pianista e compositore di pezzi di Blues famosi per i testi e parole…


Sono e resto un grande appassionato del Blues e del Jazz, come spiegato nel primo articolo e avrei potuto parlarvi di Jimmy Rushing, di Blind Willie McTell, di Eddie Vinson oppure del Memphis Jug Band, ma oggi vi parlo di un pianista, Leroy Carr, che ha fatto strada ad una marea di artisti che sono arrivati tutti dopo, in pratica scopiazzando nel bene e nel male tutto quello che Leroy aveva tradotto attraverso le sue interpretazioni, melanconiche ma sempre molto apprezzate e ascoltate.

Anche se la sua carriera discografica fu ridotta ad una manciata di anni causa una morte prematura, Carr lasciò un grande, enorme lavoro o catalogo, innovativo per non dire altro. Ha avuto una lunga collaborazione con il chitarrista Scrapper Blackwell ed il suo pianoforte formato “blues leggero” combinato con la chitarra jazz melodica di Blackwell finirono per attirare un sofisticato pubblico nero e meno. Lo stile vocale di Carr spostò il blues verso una raffinatezza denominata “urban(a)” in termini Blues, influenzando cantanti come T-Bone Walker, Charles Brown, Amos Milburn, Jimmy Witherspoon, Ray Charles tra gli altri.
Count Basie e Jimmy Rushing usavano alcune delle canzoni di Carr e la band di Basie ha sempre dimostrato l’influenza dello stile pianistico di Carr.
La sua musica è stata reinterpretata da artisti famosi come Robert Johnson, Ray Charles, Big Bill Broonzy, Moon Mullican, Champion Jack Dupree, Lonnie Donegan e Memphis Slim.

Carr è cresciuto a Indianapolis e ha imparato da solo a suonare il pianoforte in uno stile blues molto meno complesso del boogie-woogie che andava per la maggiore appena ci si sedeva al pianoforte. Il suo modo di cantare e il suo modo di suonare trovarono una rara affinità con la chitarra di Scrapper Blackwell (1903-62) e il loro “lavoro” musicale era particolarmente ben conosciuto a quei tempi per la qualità espressiva e pensierosa del canto di Carr e per l’intima malinconia nelle canzoni che scrisse, spesso con l’aiuto di Blackwell. Registrarono un grande catalogo nel 1928-35 che rese Carr uno degli artisti blues più popolari dell’epoca.

Altri pianisti come Bumble Bee Slim, Peetie Wheatstraw e Walter Davis furono influenzati da Carr e Blackwell. Molte delle canzoni di Carr – tra cui “How Long How Long Blues“, “In the Evening (When the Sun Goes Down),” “Blues Before Sunrise” e “Sloppy Drunk Blues” – sono state registrate da numerosi artisti per decenni dopo la sua morte, morte avvenuta purtroppo per gli effetti di un grave alcolismo.

Leroy Carr morì il 29 aprile 1935 a Indianapolis, dopo una crisi nefritica, causata anche e sopratutto dall’alcol, a soli 30 anni passati da poco.

Carr è stato inserito nella Blues Hall of Fame nel 1982.

 

UN BRANO, UNA VOCE : HOW LONG HOW LONG BLUES


 

da | 27/01/2021 | IL GIRADISCHI | 0 commenti

        Tags : | Una Voce un Brano |