Da una e dall’altra parte della frontiera…

da | 13/12/2019 | DAI NOSTRI INVIATI | 2 commenti

Foto Originale inviata da don Gianni


Il testo che state leggendo ci é pervenuto qualche giorno fa via mail dal nostro corrispondente speciale in Terra Siriana & Co, un attimo di vita scattato con la lente degli occhiali di don Gianni, sempre una grande sventagliata di attimi sorprendenti in questi frangenti attuali.

L’abbiamo inserito sul sito solo adesso per tanti motivi che non vi sto qui a spiegare.

Buona lettura…

Diego

Er Webmaster..., SSB

Intermezzo Damasceno (Prima parte)

Venerdi 11 Ottobre:
Al-Fidar/Jbeil, “Bon Bosco Technique”: sveglia alle 04.00, partenza in taxi alle 04.30. Ahmad, l’autista siriano, vola a tutta velocità sull’autostrada deserta per Beirut, mantiene una andatura da rally sui tornanti della montagna fino a Dar El Bayda dove è costretto a rallentare poi fermarsi un quarto d’ora perché un gruppo di dimostranti ha bloccata la strada principale nelle due direzioni. “E i soldati se ne stanno a guardare! In Libano non c’è chi comanda!”. Alle 06 siamo a Shtoura (ripenso a Cavallotti, alle gite a Tanayel …). Tutto fila liscio alla frontiera libanese. A quella siriana ugualmente; a un Giordano fanno un poco di difficoltà, ma poi tutto si chiarisce; io vado a pagare la tassa d’ingresso e devo svegliare l’addetto alla banca che sta ancora dormendo su una panca, vestito. Entriamo in territorio siriano, velocissimi sull’autostrada, ai lati qualche paese in più rispetto a 8 anni fa. “Quella sullo sfondo è una caserma di Russi, vedi che gipponi blindati hanno?”.
Alle 07.30 entriamo a Damasco, e dopo 20’ sono al portone della casa salesiana, entro direttamente in cortile e mi avvio alla chiesa dove i confratelli stanno ancora facendo la meditazione: “Sei già qui?”.

Giornata di riposo fino al pomeriggio. Messa all’ospedale italiano di fronte, proprietà dell’ANMI (come era la nostra scuola di Beirut), affidato alle suore salesiane FMA; c’è ancora qualcuna che ha lavorato col dottor Conti e giocato con i suoi bimbi Paolo e Giorgio … Poi un animatore dell’oratorio mi accompagna in service a Bab Tuma e a casa di Graziella poco distante dalla chiesetta dove si nascose san Giovanni Damasceno per sfuggire ai Musulmani, e dalla cattedrale Greco Ortodossa “Mariamiyeh”. Abbraccio liberatore (“Don Caputa non vada in Siria, i Turchi hanno appena attaccato …”, mi ronzava nelle orecchie la voce di B.V. ) e serata conviviale nel senso classico del termine: dove a quello materiale si intreccia il nutrimento spirituale, intellettuale, scientifico, umanistico e umanitario che sfornano senza posa i due ospiti d’eccezione: la dottoressa Ayssar (Chairperson Network of Syrian Scientists) e Jean-Yves professore di filosofia in mezzo mondo ed esperto di Sufismo. Non posso restare a bocca aperta, solo perchè i piatti tipici sono molto gustosi e l’arak va giù che è un piacere! Graziella ha fatto della sua casa un cenacolo umanistico con persone di questo tipo che sono impegnatissime sul fronte dell’assistenza a rifugiati, prigionieri, ammalati … andando a visitarli o a portare loro coperte e viveri sulla strada … Naturalmente il quadro della situazione politico-militare e delle ricadute socio-economiche sul Paese come Graziella e i suoi amici lo presentano è molto molto diverso dalle pizze mediatiche del mondo occidentale!

Devo arrendermi verso mezzanotte. Facendo 100 metri a piedi per andare a prendere un service che riporti me “in convento” e Ayssar a casa sua, incrociamo e sfioriamo continuamente gente, ragazzi e ragazze, giovani e adulti che camminano sulla Via Diritta, entrano ed escono dai tanti localini o ristoranti o stanno seduti sul marciapiede … dove si mangia e si beve e si fuma e si chiacchiera … Mi sembra di essere in una di quelle stradine zona Hamra di 50 anni fa (eccetto per il volume delle voci, anche qui tutto sommato “contenuto”…). Le sorprese non finiscono!

Sabato 12 e Domenica 13:
All’oratorio salesiano è un succedersi di gruppi di bambini, adolescenti, giovani, famiglie … per attività di tutti i generi: catechesi, formazione dei leader/animatori, sport, preghiera, musica, danza e teatro… Raggruppati per fasce di età, prima in cortile per l’accoglienza, poi nei vari ambienti. Mi colpisce davvero il taglio dei capelli e la proprietà dei vestiti (giovanili, maglietta e jeans sì, ma niente di trasandato o “straccione”) la loro serenità, l’apertura spontanea e l’allegria direi composta (niente di smodato né sguaiato …) e poi la “pulizia” dei volti: ti vengono incontro con il desiderio di stabilire subito contatto: “Tehki arabi qwayes! Sei tu il nuovo salesiano che resterà con noi?” Magari! Per me è un’atmosfera che mi ringiovanisce di decenni. Dopo anni di guerra, coprifuoco, bombardamenti … mi aspettavo di trovare gente nervosa e aggressiva, scostante e diffidente. E mi assicura abuna Georges Fattal (qualcuno forse lo ricorda) che sono gli stessi di sempre ed è così tutti i fine settimana: “Andiamo a prenderli con i bus, dati i limiti di spazio, dobbiamo dire no quando qualche famiglia ci manda già due o tre figli … Siamo arrivati a circa 1500 tesserati, l’ultima classe media quest’anno sono 90. Per la catechesi il vice-ministro ci ha concesso di usare le aule della scuola governativa. Gli universitari fanno da allenatori e animatori; c’è il gruppo di don Bosco e quello di Mamma Margherita, quello di “Gesù Adolescente” e di Simone Srugi…”. Mi invita a presiedere la Messa della domenica sera: la chiesa è strapiena, i giovani arrivano alla spicciolata, sono compostissimi e sinceramente partecipi delle preghiere e dei canti, tutti si comunicano. Ci sono armeni, maroniti, siriaci, latini, greci-melkiti, irakeni … Da anni non presiedevo una assemblea di fedeli simile …

Segue in cortile l’inaugurazione ufficiale dell’anno sportivo con le prime due partite di basket. Cheergirls and boys a bordo campo, inno, sfilata delle squadre che partecipano al torneo cittadino precedute dal porta bandiera. Al megafono Amal annuncia a voce alta: “Seduti in prima fila gli ospiti d’onore: uno dei campioni nazionali (2,20 d’altezza!), il segretario di nunziatura e … un grande professore di filosofia e teologia conosciuto in tutto il Medioriente!” – tutti applaudono, mentre Graziella e Ilaria si fanno una bella risatina.

Beh, il diario degli altri giorni, ve lo mando la settimana prossima, devo ancora scriverlo.


 

        Tags : | situazione in siria |

2 Commenti

  1. Avatar

    Leggo solo ora con piacere questo diario. Riconosco anche la statua del Sacro Cuore! E la mia foto de “piccolo Don Bosco”. Ricordo sempre con affetto tutte le suore salesiane con le quali ho passato gran parte della mia infanzia.

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  2. Avatar

    Carissimo don Gianni, mi ricordo di nome di suor Widad (mi pare a scuola però, non in ospedale) mentre non ricordo suor Teresina. L’ultima volta che sono stato ad Aleppo e sono andato all’ospedale italiano “in pellegrinaggio”, è stato nel 1989. Anche la mia maestra si chiamava Tersa, suor Teresa Dal Tetto ma lei era già anziana allora e l’ho vista per l’ultima volta (anche lei) nel 1989 (stava molto male di lì a poco è mancata).

    Nella foto che mi hai mandato riconosco anche la statua del Sacro Cuore – che ai miei tempi era nella cappella con un lumino sempre acceso – e…. le mattonelle del pavimento del corridoio!

    Mi ha fatto piacere rivedere questi ambienti e le “mie suorine”.
    Un caro saluto a tutta la comunità dei salesiani e delle salesiane di Damasco e preghiamo perché torni la pace e la serenità.

    P.S.: se non sbaglio, a Damasco c’era Don Prince che io ricordo dal periodo di Beirut un caro saluto anche a lui se è ancora lì.

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