BLOW UP

Un capolavoro, un cinema di altri tempi : un giorno qualsiasi della vita di un fotografo londinese negli anni '60...

REGISTA


  • Michelangelo Antonioni – Tratto dal libro scritto da Julio Cortázar

 

ATTORI PRINCIPALI


  • David Hemmings
  • Vanessa Redgrave
  • Sarah Miles
  • John Castle
  • Gillian Hills
  • Peter Bowles
  • Jane Birkin
  • E tanti altri

Blow Up (1966)

Ispirato al racconto Le bave del diavolo dell’argentino Julio Cortázar


Film che sono riuscito ad “interpretare” per il verso giusto solo qualche anno dopo, e mi spiego.

Diciamo subito che forse per un ragazzo di 16/7 anni il film resta un mistero fino a quando si riesce ad accendere la lampadina in testa, un susseguirsi di immagini talvolta sorprendenti per il colore e l’inquadratura della scena, un pezzo di vita di un fotografo nel periodo del boom londinese, dell’inizio dei gruppi musicali di cui alcuni ancora in voga, della pop art, insomma di un sacco di cose che stavano succedendo qualche chilometro più in la della Rue Hamra.

La prima volta che andammo a vederlo, sempre con Mago Ciccillo e Rolando tanto per intenderci, la discussione del dopo-film si chiuse prima ancora di incominciare. La fine stessa del film diventò per qualche settimana il punto interrogativo principale della diatriba durante le pause fra una classe ed un’altra, un incontro di tennis “virtuale” senza pallina ma con spettatori che seguivano le varie traiettorie, una visione di una certa realtà a cui talvolta non si fa caso o quasi, per tanti motivi.

Ho rivisto il film qualche anno più tardi e stavolta la lampadina si é accesa ed é rimasta accesa fino alla fine, un film straordinario per come é stato girato ed interpretato, un film che ha fatto storia tanto da avere una copia esatta realizzata da Brian De Palma nel 1981, con un Travolta senza le manie e il dondolare del periodo “Grease”,  ma senza la “visione colorata” e complessa di Antonioni.

Liberamente basato sulle carriere dei famosi fotografi di moda di Swinging London David Bailey e Terence Donovan, Michelangelo Antonioni ha sempre affermato che stava cercando di ottenere, attraverso le immagini del film, un senso di “fredda, calcolata sensualità.” Cercando di catturare queste sensazioni per contribuire a tradurre la sua visione di una specifica realtà accresciuta, Michelangelo Antonioni modificò addirittura alcune immagini dipingendo alberi, strade, erba e case per ottenere quel particolare sguardo o tinta cinematografica che voleva sulla pellicola.

Faceva parte della sua visione di “ricreare la realtà in una forma astratta. Volevo mettere in discussione la realtà della nostra esperienza“, ha detto, punto essenziale sotto l’aspetto visivo del film, considerando che uno dei temi principali nel film stesso è quello di vedere o non vedere il valore corretto delle cose.

Tutto un programma !!

TRAMA


Non tutto é oro quel che luccica…

Thomas, uno scontroso fotografo londinese di moda, sta realizzando un libro fotografico avente come soggetto principale persone disagiate dei quartieri londinesi, giovani hippy o clochard che dormono in ospizio o anche per la strada. Arriva persino a passare una notte in dormitorio, pur di avere immagini crude e drammatiche, tutto un programma.

Cercando l’ispirazione per gli ultimi scatti da inserire nel libro, in un parco periferico si imbatte in due amanti e scatta loro delle foto, cercando di non farsi notare, nascondendosi dietro agli alberi e ai cespugli. Ma Jane, la donna della coppia, si accorge di quanto sta accadendo e, una volta raggiunto Thomas, gli chiede insistentemente il rullino. Al suo diniego, fugge, ma nel corso della stessa giornata lei si presenta allo studio fotografico del meravigliato Thomas, dove cerca ad ogni costo di farsi consegnare la pellicola con le foto incriminanti. Con uno stratagemma Thomas le consegna un rullino diverso da quello usato nel parco e poi, intrigato dal comportamento misterioso della donna, inizia ad indagare, sviluppando e ingrandendo (il cosiddetto Blow-Up) le fotografie. Una volta portata a termine l’operazione, Thomas si accorge di come le immagini rivelino un tentativo di assassinio, benché gli scatti non siano del tutto comprensibili.

Così il protagonista continua nella sua investigazione. Torna al parco dove ha scattato le foto e scopre il cadavere dell’amante della donna. Ma al suo ritorno allo studio fotografico non trova più né il negativo, né le stampe ingrandite, il materiale è stato presumibilmente rubato. Per strada Thomas intravede per un breve momento Jane poi, inseguendola, finisce all’interno di un club dove si esibiscono gli Yardbirds, ma Jane è scomparsa. Tornato al parco il giorno dopo, questa volta con la macchina fotografica per documentare quanto ha visto la notte precedente, non può che constatare che il cadavere è sparito.

Nell’epilogo si vede una partita di tennis giocata da una compagnia di mimi senza palle né racchette, e un Thomas ormai persuaso di aver immaginato tutto, segue con gli occhi la traiettoria dell’invisibile pallina mentre si sente il tipico rumore della palla percossa dalle inesistenti racchette.

da | Set 17, 2020 | CINEMA | 0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ARTICOLI CATEGORIA

CI HANNO SCRITTO