Menefreghismo, male del secolo e della società odierna

La condizione e comportamento di chi non mostra interessamento, simpatia, partecipazione affettiva : cioè vivere ai giorni nostri!

da | 29/04/2021 | CONCETTI E PERCEZIONI | 3 commenti

Salvaguardare il passato senza rinnegare il presente ma anche senza dimenticare tutte le piccole attenzioni che avevamo al suo tempo : cortesia, parlare bene la tua lingua, sportività, sociale, senza plastica…

Voltare le spalle nei confronti del prossimo è il vero problema della società di oggi, non possiamo essere indifferenti di fronte a tragedie come quella del CoronaStrunz, della Siria e anche del Libano. Purtroppo, sono in tanti a scrivere e a cercare di rispondere a domande come questa, il mondo va male e va male per tanti motivi ma il quesito dell’indifferenza intesa come atteggiamento e la mancanza di sensibilità resta il nocciolo di una questione che si sta facendo sempre più ingarbugliata.

Continuo a leggere in merito, prima di scrivere cerco sempre di trovare un fondamento ideologico che mi permetta di annerire quattro righe senza inciampare nei famosi pressapochismi di chi si accontenta dopo i tre famosi paragrafi. Ma cerco di leggere di più anche per cercare di capire la situazione attuale, sempre più catastrofica causa il virus che sta spiattellando a destra e a sinistra, una disoccupazione che sta diventando il Leit Motiv in molti dei Paesi chiamiamoli “sviluppati”, un maremoto di eventi che non erano mai stati preventivati e cha hanno messo in evidenza una pochezza sociale e culturale anche da parte di quelli che ci stanno governando, c’è poco da ridere…

Il linguaggio a detta di tanti esperti resta il primo appiglio per una semplice “chiacchierata” o modo di dialogare fra amici, parenti e conoscenti, utilizzare le parole giuste al posto giusto sembra essere diventato un miraggio, una illusione a detta di tanti esperti e anche a detta di Diego, che esperto non lo è per niente.
Tutti a smanettare con i telefonini appena fai domande al di sopra della media nazionale e internazionale, tutti a cercare risposte anche quando le risposte sono tutte davanti al naso, basta ragionarci sopra un paio di secondi. Ecco, penso che l’indifferenza sia anche dovuta al fatto che abbiamo perso il nocciolo della matassa, cioè ogni volta che si dovrebbe parlare, discutere, ragionare in un determinato gruppo sia a scuola che nell’ambito del proprio lavoro, si tira fuori il telefonino per trovare una qualsiasi soluzione al quesito in merito, non si fanno più gli sforzi necessari per utilizzare la propria “materia grigia” invece di pensare che Google & Co abbiano inventato un nuovo mondo fatto di responsi e repliche che arrivano tutte dalla Volta Celeste, sita in Cupertino o giù di lì!!!
Stiamo diventando indifferenti anche in base alle notizie dei giornali, basta osservare come dopo un paio di giorni in prima pagina certe notizie vengono “sistemate” in Terza pagina e dopo una settimana se ne parla sempre meno, talvolta anche per niente. La situazione in tanti paesi non fa più vendere come prima, la Siria e lo Yemen continuano ad avere decessi a iosa ma purtroppo non fanno più “notizia”, si girano le pagine dei giornali per lo Sport o per quello che ci sarà in televisione in serata, pagine che sono le più lette un po’ dappertutto.
In molti dei commenti scovati su una di queste piattaforme “sociali” si utilizzano sempre di più parolacce, insulti, scurrilità e volgarità, il tutto condito da una sintassi e grammatica da far spavento, una pochezza sia nella logica che nella scrittura che lascia a bocca aperta : sarebbe questo quello che abbiamo lasciato alle generazioni che verranno dopo la nostra???

L’indifferenza sembra essere diventata una “ragion di vita”, una maniera come un’altra di “esistere”, di far parlare di sé. Scattare mille foto del fondoschiena di quello o quella è diventato una moda, un modo di comportarsi, essere nel tempo e nella realtà dei giorni nostri. Ma dare una mano a coloro che ne hanno bisogno, rispettare gli anziani e i disabili, cercare di utilizzare le proprie conoscenze per “aiutare”, insomma essere coerenti ed educati con noi stessi prima di tutto sembra quasi un sogno irraggiungibile.
Ce ne sono a bizzeffe di articoli in merito, tutti molto interessanti e ben redatti, articoli che parlano non solo dell’indifferenza ma anche del menefreghismo, dell’insensibilità o della noncuranza, articoli che cercano di scovare angoli che non erano stati sviluppati o sviluppati poco. Forse mi sono sbagliato, forse questo è solo un mio modo di vedere la faccenda, ma mi vengono sempre in mente le lezioni di don Forti che faceva ripetere una frase se veniva declamata in maniera poco sentita, a memoria, senza quel particolare accento di spontaneità e sensibilità, da indifferenti appunto.

Vivere significa partecipare, da parte di tutti, della consapevolezza del ruolo di ciascuno, significa apportare un cambiamento alla società attraverso la cultura e l’informazione, sviluppando la nostra maniera di pensare, di essere sé stessi !
Essere indifferenti non è mai stato di moda e non lo sarà mai!!!

 

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