IL CORTILE

L'angolo di Don Vittorio

Analisi, scomposizione di un tutto nelle parti
che costituiscono il Libano,
inteso come entità politica e geografica
e la Storia dei Salesiani in Libano appunto…

IL CORTILE SSB

A EL HOUSSOUN CINQUANT’ANNI DOPO…

Tornare ad El Houssoun é stato un “bain de jouvence” un bagno rigeneratore, un ammasso di ricordi e di momenti straordinari fatti di vacanze con un sacco di amici d’epoca e i chierici che tiravano fuori dal loro cilindro magico una attività dietro l’altra, un torneo di ping-pong qui, un tiro in porta più in là e un bagno in una piscina sempre ghiacciata, anche d’estate. Quanti ricordi, quante storie e tanti amici e compagni.

Diego Er Webmaster

Er Webmaster, SSB

Dopo aver scritto gli articoli sulle divagazioni del vostro webmaster quanto al suo ritorno a Beirut e dintorni dopo tutti questi anni, in tanti mi hanno chiesto di scrivere e raccontare più in dettaglio alcune dei nostri baluardi sempre al loro posto anche dopo 50 anni dalla partenza dal Libano.
Ringraziando tutti coloro che mi hanno chiesto “di tutto e di più”, vi allego qui di seguito alcune considerazioni che avevo tralasciato al momento di scrivere il racconto dell’andata e ritorno dal Libano.

Il giorno in cui siamo andati a trovare don Gianni, don Buratti e don Pozzo alla scuola tecnica a El Fidar, così come tutti i salesiani e le persone che ci lavorano attivamente e giornalmente, siamo andati anche ad El Houssoun per un viaggio nel tempo sensazionale e a dir poco straordinario : chi si poteva immaginare “calpestare” il terreno di calcio così come entrare in Chiesa dopo tutti questi anni, ritrovare El Houssoun era quasi come quando Marty McFly si ritrova in pratica cinquant’anni anzitempo e con i genitori della stessa età.

Non sto scherzando, é stato veramente un salto magico nello spazio temporale della storia di tanti di noi ma mia anche e sopratutto, rivedere il campo di pallone e il corridoio dove avevamo le classi di scuola e l’aula di studio é stato come cancellare un intervallo che intercorre fra due o più eventi nell’arco di una vita terrestre. La scuola con la Chiesa ed il famoso campo di pallone é ancora tutta lì, anche se quel giorno non era proprio un brusio permanente di ragazzi che giocano, schiamazzano e corrono dietro ad un pallone, un vuoto tremendo ma sopratutto un silenzio tremendo, anche se eravamo a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico.

Non avevo mai visto il cortile vuoto in quella maniera, mi rammento un sacco di fatti come una marea di cerotti sulle gambe e braccia dopo l’ennesima partita di pallone sul famoso “campo” di calcio, non c’era nessuna partita a pallacanestro prevista per quel giorno come non erano previste le sceneggiate che mettevamo in opera durante le grandi vacanze, roba di altri tempi appunto. Ed invece…

Ed invece mi sono sbagliato completamente, un fulmine a ciel sereno come si dice in gergo italiota, don Gianni e Don Vittorio mi hanno spiegato con una pazienza del Giobbe famoso, per quali motivi ero a mille luci lontano dalla realtà, una realtà che anche se non proprio come quella degli anni nostri, dimostra ancora una volta la tenacia e la lungimiranza dei salesiani, aprire le porte ai più bisognosi ma anche dare a tutti una scuola con la S maiuscola, dare a tutti la possibilità di studiare e avere un futuro meno coperto da nuvole nere o quasi…

Don Pozzo  nel suo libro (I Salesiani di don Bosco nel paese dei cedri) parla in un capitolo ad hoc della situazione di El Houssoun e, come scritto nella presentazione del suo libro stesso “…soprattutto vi ritroviamo lo spirito caratteristico che trasformava quelle scuole in case, ove ragazzi e ragazze provenienti da quaranta nazioni diverse e appartenenti a una ventina di affiliazioni religiose, crescevano impegnati respirando aria di spontaneità, rispetto e gioia…

La scuola di El Houssoun ha ancora un cuore che batte e che non stenta neanche dopo gli anni critici, come prima e più di prima, non ci sono più le camerate di ex-allievi che studiano o che preparano una sceneggiata durante le vacanze scolastiche ma ci sono sempre tanti ragazzi e ragazze che in qualche maniera cercano di portare avanti la loro esistenza degnamente e seguendo la “filosofia” di vita dell’essenza salesiana, con tutto quello che ciò comporta.

Forse un giorno ci ritorneremo per un altro viaggio, ma questa volta non nel passato ma in un futuro pieno di speranza, un sentimento di aspettazione fiduciosa nella realizzazione, presente o futura, di quanto si desidera o si auspica nel corso della vita di ognuno di noi, di tutti noi.

Qui di seguito la “storia” o se preferite la “vita” di El Houssoun da parte di don Vittorio, storia giornaliera o annuale e piena di schiamazzi come prima, piena di ragazzi e ragazze che fanno caciara come la facevamo noi, forse anche più di noi. E quindi, a fondo pagina una giornata qualunque delle attività in quel di El Houssoun attraverso qualche fotogramma, come una “merendina” con rifugiati siriani, oppure una messa di rito maronita o anche la famosa foto sulla scalinata sotto la famosa statua, non occorre che vi dica di chi si tratti…

EL HOUSSOUN | IERI - OGGI - DOMANI

Per quanto riguarda alcune informazioni su Houssoun, le riepilogo in modo sintetico, le informazioni dettagliate sui primi 25 anni si trovano anche e soprattutto nel mio libro.

  • 1953 : donazione del sacerdote Youssef Daccache
  • 1957 : installazione della prima comunità salesiana, formata da superiori e chierici dello Studentato filosofico (tra cui il sottoscritto)
    Inizio delle colonie estive
  • 1958 : apertura della scuoletta elementare libanese con convittori, semi-convittori ed esterni (scuola maschile), seguita negli anni successivi dall’apertura delle medie e per alcuni anni anche dalla secondarie superiori (sempre con cursus libanese)
  • 1962 : apertura del Noviziato e costruzione della chiesa
  • 1963 : inaugurazione della chiesa
  • 1970 : trasferimento dello Studentato filosofico e del Noviziato a Christ-Roi e poi a Beirut nel 1971
  • 1973: la scuoletta di Houssoun che stenta a svilupparsi viene affittata allo Stato che, da allora, continua a gestirla come scuola elementare e media mista sotto il nome di Scuola Don Bosco. Una piccola comunità salesiana continua a risiedervi.
  • 1978 (fine dicembre): occupazione a mano armata della casa da parte di milizie cristiane, ma mai abbandonata dai Salesiani. Da allora, diventa caserma e centro di addestramento dei miliziani, ma pure sede di ondate successive di sfollati cristiani. I miliziani lasciano praticamente la casa nel 1986, ma ondate di rifugiati continuano ad arrivare, accolte dai Salesiani, nel 1989 e nel 1990 (ultimi 2 anni della guerra civile). Nel frattempo, la scuoletta governativa aveva potuto riaprire.
  • 1986: i Salesiani tentano di riavere i locali non occupati dalla scuola pubblica e dagli sfollati in vista dell’apertura di una scuola secondaria superiore, dato che un survey effettuato nel 1986-87 sembra dare garanzie per un numero sufficiente di allievi nel corso triennale.
  • 1987: lavori di ripristino e ristrutturazione degli ambienti di cui si è rientrati in possesso.
  • 1988: apertura della 1a liceo libanese con 5 allievi.
  • 1989: arrivo massiccio (alcune centinaia) di sfollati cristiani (guerra di Liberazione) ai quali i Salesiani aprono le porte e che si aggiungono agli sfollati presenti in casa dal 1983 (guerra della Montagna), portativi dai miliziani cristiani. La scuoletta funziona  a singhiozzo. Apertura di un oratorio quotidiano per i ragazzi e sfollati e della zona. Da allora l’oratorio è rimasto sempre aperto.
  • 1990: mentre gli sfollati del 1989 sono ormai ritornati alle loro case, la guerra intercristiana porta una nuova ondata di sfollati. La scuola funziona sempre a singhiozzo. Riprendono le colonie estive miste, con bambini, ragazzi e giovani libanesi. Si seguono programmi di educazione alla pace in collaborazione con l’Unicef. La casa diventa pure centro di assembramento e formazione giovanile per i giovani della diocesi maronita di Jbeil.
  • 1991: Costituzione del primo gruppo di Salesiani Cooperatori, impegnati con promessa.
  • 1992: chiusura definitiva del liceo libanese per scarsità di allievi (32 in 3 anni) – I locali della scuola salesiana chiusa  vengono adibiti a Centro di accoglienza – Continuano attività oratoriane e giovanili varie durante l’anno e soprattutto durante il periodo estivo. Da allora, queste attività continuano con ritmo variabile durante tutto l’anno, ma intensamente durante il periodo estivo.

Houssoun oggi : l’unica comunità salesiana, divisa tra Houssosun e Fidar, risiede a Fidar durante l’anno scolastico e a Houssoun durante le vacanze estive.

Attività : chiesa pubblica con messa domenica e festiva in rito maronita – oratorio il sabato: al mattino per i rifugiati siriani (tutti musulmani) con trasporto e spuntino, 70-90 le presenze abituali – al pomeriggio per i libanesi (cristiani e musulmani) con trasporto, 80-100 le presenze abituali, con un ottimo staff di animatori/ici.

Durante il periodo estivo : Estate ragazzi 3 giorni alla settimana per i libanesi (pomeriggio), 130-150 presenze; 2 giorni alla settimana per i siriani (mattino), 120-140 presenze; occasionalmente per i rifugiati iracheni (tutti cristiani) che vengono da Beirut, 300-350 persone – Campeggi vari.

Per la scuola pubblica attuale devo precisare che comporta scuola materna, elementare e media. Al mattino accoglie i libanesi (circa 150 in tutto) e al pomeriggio i siriani (oltre 200). Questi ultimi sono sponsorizzati dall’Unicef.
Nella nostra visita a Houssoun al pomeriggio, la scuola per i libanesi era terrminata, mentre l’anno scolastico per i siriani non era ancora incominciato.
Per cui, quando la scuola funziona, dal lunedi al venerdi, sono abitualmente oltre 350 i ragazzi che animano il cortile, tra mattino e pomeriggio.

Il Centro di Accoglienza funziona tutto l’anno, ma a pieno ritmo durante l’estate: vi passano da 2 a 3mila persone durante tutto l’anno.
La scuola pubblica funziona regolarmente durante l’anno scolastico.

Ecco quanto mi è sembrato utile far conoscere su Houssoun.

Don Pozzo | SDB

Diego

Diego

Webmaster SSB

Per ragioni di lavoro di mio padre sono sbarcato a Beirut agli inizi di gennaio 1963 e sono partito praticamente alla fine maggio primi di giugno del 1969...