Un 29 maggio di qualche anno fa…

da | 29/05/2019 | ESPERIENZE | 2 commenti

Foto trovata su Internet


Avrei voluto poter gridare “C’ero anch’io, no tu no…”, ma invece si è trattato di una delle pagine più brutte del calcio europeo e mondiale, non riesco a dimenticare quella sera e ad ogni 29 maggio ho un pensiero per tante di quelle persone che ho anche conosciuto personalmente…

Diego

Er Webmaster..., SSB

Avevo già il biglietto in tasca, ci dovevo andare con un paio di amici e parecchi colleghi di lavoro e non si parlava d’altro da un paio di settimane, roba di altri tempi appunto.

Lavoravo già al Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea e non c’erano tutti gli Stati Membri che ci sono attualmente, eravamo in pochi, c’erano per l’esattezza 10 Paesi Membri, i 6 dell’inizio dell’avventura Europea più la Danimarca, l’Irlanda, Il Regno Unito e la Grecia, l’ultimo Paese Membro ad essere entrato nel 1981, se non vado errato.

Ci si trovava più o meno una ventina tutti i lunedì mattina a parlare di calcio, football, fussball, insomma si discuteva delle squadre di quegli anni in tante lingue e tanti campionati, eravamo quasi tutti membri della squadra di calcio del Consiglio e vi posso assicurare che anche se riuscivo a farmi capire da tanti dei miei compagni di allora, per quanto riguarda il greco e il danese vi lascio immaginare le cianfrusaglie e spropositi linguistico/lessicali ad ogni partita. Una goduria unica per gli spettatori che pigliavano in giro tizio e caio per la loro pronuncia in una di queste lingue.

La finale della Coppa dei Campioni, si chiamava così allora, si sarebbe giocata a Bruxelles e metteva in campo le due formazioni che rappresentavano il massimo di quegli anni, la Juve di Platini ed il Liverpool con Alan Hansen, Kenny Dalglish e Ian Rush, uno squadrone a tutti gli effetti.
Ci stavamo preparando mentalmente da ormai un paio di settimane, una fatica trovare due biglietti ed in tanti avevamo remato per trovare questi benedetti biglietti, vi ricordo che all’epoca Internet e i biglietti online non esistevano ancora.

Insomma si era una quindicina ad avere un biglietto in tasca e si fantasticava ad occhi aperti e si facevano scommesse sia sul risultato che su chi avrebbe segnato, si parla di pochi Franchi Belgi, all’epoca l’EURO non era ancora stato “inventato”, ci si stava preparando per l’evento e non si parlava d’altro sia al bar che al ristorante all’interno del Consiglio.

E poi un patatrac grande come i 15 piani dell’allora Consiglio, un Vertice dei Capi di Stato e Governo viene “programmato” per il giorno fatidico, cioè il 29 maggio giorno della benedetta finale e guarda caso per farla proprio a giuggiolo, inviano a tutti una nota in cui si precisa che il Vertice incomincerà nel tardo pomeriggio per poi probabilmente finire a tarda notte nel caso in cui…

Insomma per farvela breve ho regalato il mio biglietto ad un collega che non era di “servizio” per quella sera precisa e che non si immaginava minimamente di poter vedersi la partita dal vivo all’Heysel. Così come un altro dei miei colleghi che ha dovuto regalare il proprio biglietto al suo collega d’ufficio, danese di nascita e di passaporto, e convincerlo per quasi una mezz’ora dato che non ne voleva proprio sapere perché non gli fregava più di tanto di vedere 22 paia di gambe correre dietro un pallone di calcio.

Il giorno dopo la foto che era stampata in pratica in prima pagina su tutti i giornali di mezzo mondo era l’ammucchiata di corpi rimasta dopo il fattaccio ed il nostro collega danese che non ci voleva andare era purtroppo il corpo in primo piano.

Non vi nascondo che al momento di scrivere queste righe ho qualche problema di “concentrazione”, era una persona talmente calma e gentile che non immagini mai che gli possa arrivare un fattaccio del genere ed il povero ragazzo che lo aveva convinto ad andarci al posto suo, non ha mai voluto riparlarne e, come del resto il sottoscritto, non ha più mai messo un piede in uno stadio affollato.

Sono passati ormai 34 anni per l’esattezza ma non sono mai riuscito a dimenticare, ho avuto la fortuna di conoscere tanti altri colleghi, di tante nazionalità e di tante lingue ma non ho mai dimenticato il mio collega danese, anche perché avrei potuto essere io al posto suo…

Quien Sabe¿?

Questa foto a colori ritrae un signore, famoso qui a Desenzano in quanto gestore di un negozio di gastronomia nel centro storico. Oggi il Sig. DiGianbattista è in pensione ed è solo l’ombra di quell’omone che era.
Mi chiederai che importanza può avere per te…. ebbene questo signore, tifoso juventino, si trovava allo stadio Heysel quel tragico 29 Maggio, episodio di cui tu hai ben raccontato in questo articolo.
Questo signore che scampò alla strage, fu uno dei più attivi soccorritori di quanti stavano per morire di asfissia per compressione toracica, schiacciati dalla folla.
Fu più volte intervistato dalla RAI ma purtroppo non riesco a recuperare quei filmati.

Mario CLICK

Fotografo, SSB

2 Commenti

  1. Francesca silli

    É un giorno che ricordo bene anche io.
    Un mio vicino di casa era andato, per lunghissime ore quasi un’eternitá non si riusciva ad avere sue notizie, a casa oltre alla moglie vi erano 2 bimbi piccoli.
    Per fortuna l’incubo é passato e il fato é stato benevole…si é salvato.
    Non ha mai voluto raccontare ciò che ha vissuto e visto…argomento chiuso per sempre.

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  2. Paola

    Mi dispiace tantissimo di sapere questo tuo fatto personale. Davvero davvero tantissimo.

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