Un dialogo drammatico pieno di poesia e di mistica

da | 28/12/2017 | CITTADINI DEL MONDO | 0 commenti

Carissime Amiche ed Amici, il nostro webmaster Diego mi ha chiesto di suggerirgli una Omelia per questo Santo Natale.

Eccone una che mi sembra bellissima e profondissima. La introduco brevemente.


L’evento che ci siamo preparati a celebrare in queste settimane (il 25 dicembre i Latini, il 7 gennaio gli Ortodossi, il 18 gli Armeni, e in altre date i Copti e gli Etiopi … a seconda dei vari calendari luna-solari e delle diverse tradizioni liturgiche) è stato determinato dal “SI” di una giovane donna di Nazareth. Alla proposta inaudita dell’angelo, ella reagisce con due umanissime domande che dimostrano quanto sia consapevole di sé e dell’evento.

Fra le parole di chiarimento dell’angelo e la risposta di Maria, c’è come un attimo di sospensione … San Bernardo, il grande teologo, ha dato espressione a questo attimo in un dialogo drammatico pieno di poesia e di mistica, in cui egli prende la parte di tutti noi. Penso che leggendo questa pagina, ci sentiremo mossi a rallegrarci con Maria e ringraziarla: nessun Natale senza di Lei!

Don Gianni

SSB

Dalle «Omelie sulla Madonna» di SAN BERNARDO, Abate (Om. 4, 8-9; Opera omnia, IV 1966, 53-54)


Tutto il mondo attende la risposta di Maria

Hai udito, Vergine, che concepirai e partorirai un figlio; hai udito che questo avverrà non per opera di un uomo, ma per opera dello Spirito santo. L’angelo aspetta la risposta; deve fare ritorno a Dio che l’ha inviato. Aspettiamo, o Signora, una parola di compassione anche noi, noi oppressi miseramente da una sentenza di dannazione.
Ecco che ti viene offerto il prezzo della nostra salvezza: se tu acconsenti, saremo subito liberati. Noi tutti fummo creati nel Verbo eterno di Dio, ma ora siamo soggetti alla morte: per la tua breve risposta dobbiamo essere rinnovati e richiamati in vita.

Te ne supplica in pianto, Vergine pia, Adamo esule dal paradiso con la sua misera discendenza; te ne supplicano Abramo e David; te ne supplicano insistentemente i santi patriarchi che sono i tuoi antenati, i quali abitano anch’essi nella regione tenebrosa della morte. Tutto il mondo è in attesa, prostrato alle tue ginocchia: dalla tua bocca dipende la consolazione dei miseri, la redenzione dei prigionieri, la liberazione dei condannati, la salvezza di tutti i figli di Adamo, di tutto il genere umano.

O Vergine, da’ presto la risposta. Rispondi sollecitamente all’angelo, anzi, attraverso l’angelo, al Signore. Rispondi la tua parola e accogli la Parola divina, emetti la parola che passa e ricevi la Parola eterna.

Perché tardi? perché temi? Credi all’opera del Signore, dà il tuo assenso ad essa, accoglila. Nella tua umiltà prendi audacia, nella tua verecondia prendi coraggio. In nessun modo devi ora, nella tua semplicità verginale, dimenticare la prudenza; ma in questa sola cosa, o Vergine prudente, non devi temere la presunzione.

Perché, se nel silenzio è gradita la modestia, ora è piuttosto necessaria la pietà nella parola. Apri, Vergine beata, il cuore alla fede, le labbra all’assenso, il grembo al Creatore. Ecco che colui al quale è volto il desiderio di tutte le genti batte fuori alla porta. Non sia, che mentre tu sei titubante, egli passi oltre e tu debba, dolente, ricominciare a cercare colui che ami. Levati su, corri, apri! Levati con la fede, corri con la devozione, apri con il tuo assenso.

«Ecco», dice, «sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1, 38).

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