I Salesiani di Betlemme

da | 29/12/2008 | SOLIDARIETA' | 0 commenti

I Salesiani di Betlemme

Fin dal 1891 la presenza Salesiana in Terra Santa è sempre stata e rimane tutt’oggi una presenza attiva e partecipe nel panorama palestinese.

Diego

Er Webmaster..., SSB

I Salesiani di Betlemme

Ai Salesiani di Betlemme fanno capo diverse opere e iniziative:

  • la Scuola Tecnica e i Corsi per l’apprendimento di un mestiere
  • il Centro di formazione artistica
  • il Forno
  • il Museo Internazionale della Natività
  • la Chiesa del Sacro Cuore e l’Oratorio con gli Scout e la Banda Musicale.

I Salesiani sono presenti a Betlemme fin dal 1891. L’opera fu fondata inizialmente come “Orfanotrofio Cattolico” da Don Antonio Belloni (1831-1903), un sacerdote italiano del Patriarcato Latino di Gerusalemme, per accogliere ragazzi cristiani poveri e abbandonati, dare loro una buona preparazione di fede e una solida professione. Don Belloni, dopo l’arrivo dei salesiani, scelse di diventare anche lui salesiano, insieme con una ventina dei membri della congregazione “Fratelli della Sacra Famiglia” da lui fondata il 26 aprile 1874 e che contava una cinquantina di confratelli . 

Col passare degli anni i Salesiani hanno ampliato e modernizzato l’offerta formativa, seguendo le esigenze del contesto e della modernizzazione. Fondata inizialmente come semplice “Scuola di Arti e Mestieri”, la scuola salesiana è stata trasformata, con il passar del tempo, in un vero e proprio centro professionale con un curriculum formativo di tre anni, con corsi in meccanica, elettromeccanica, saldatura, tornitura, elettricità, radio-televisione e falegnameria. Accoglie ogni anno circa 120-140 studenti, sia cristiani, sia musulmani che seguono la scuola ufficiale fino all’esame di maturità professionale. Altrettanti ragazzi seguono invece dei corsi brevi annuali, per l’apprendimento esclusivamente delle abilità professionali. 

Alla scuola si affiancano tutta una serie di attività pastorali, di aggregazione sociale e caritatevoli, a supporto della comunità locale, cristiana e non solo. I Salesiani gestiscono la chiesa del Sacro Cuore e l’Oratorio che accolgono settimanalmente centinaia di fedeli e di giovani. L’opera Salesiana nel suo complesso è considerata un centro educativo di grande importanza; offre la possibilità di svolgere molte attività educative e ludiche di diverso tipo, teatrali, sportive, scoutistiche, musicali e corali. Gli scout e la banda apportano il loro contributo, con altri gruppi, in occasione delle festività natalizie soprattutto, ma anche di altre ricorrenze sia civili che religiose.

Non da ultimo va poi ricordato il Museo Internazionale della Natività, ideato e promosso dal Dott. Alfredo Troisi, realizzato in cooperazione con i Salesiani e il VIS e inaugurato in occasione del Giubileo del 2000. Si tratta di una raccolta di oltre 250 presepi provenienti da tutto il mondo, diversi per stile, dimensione e materiale impiegato, raccolti in dodici sale, al pian terreno dello storico convento salesiano, in un ambiente caratteristico e suggestivo, fatto di arcosoli in pietra, nicchie e arcate originali. 

Il Museo, che gode del patrocinio dall’UNESCO, permette ai visitatori di vivere l’evento della Natività nel suo luogo storico, in una dimensione mondiale capace di trasmettere un messaggio di pace e convivenza universali. Inoltre offre una consistente integrazione all’offerta turistica e religiosa di Betlemme. Si stanno ora definendo gli ultimi dettagli tecnici per avviare una riapertura permanente, visto che al momento il Museo viene aperto solo su richiesta. 

Il Forno 

Il “Forno dei Salesiani” è ormai un’istituzione storica per i Betlemmiti, in quanto presente fin dalla prima fondazione della Casa. Le sue finalità principali erano tre: poter produrre internamente un alimento per la sussistenza dei giovani orfani accolti da Don Belloni,  rappresentare un luogo di apprendimento per la professione di “panettiere” e infine essere uno strumento di aiuto caritatevole alle persone più indigenti. 

Con lo scoppio della seconda Intifada, quest’ultima funzione ha assunto un carattere sempre più preminente e strutturato. Ad esempio, durante i 40 giorni dell’assedio di Betlemme nell’aprile del 2002, il forno dei Salesiani era uno dei pochi forni funzionanti e l’unica fonte di sostentamento per numerose famiglie della zona che durante il coprifuoco riuscivano a passarsi questo bene di prima necessità dalle finestre e dai tetti, senza abbandonare la propria abitazione. Il panettiere è rimasto all’interno della panetteria per quasi 6 settimane ininterrottamente, pur di non far mancare il suo prezioso contributo alla popolazione sotto coprifuoco. Da questo esempio è facile capire quanto sia importante e socialmente riconosciuto l’operato del forno per la popolazione locale.

Dalla seconda Intifada i Salesiani continuano, grazie al supporto di benefattori, a distribuire pane gratuitamente a molte famiglie (nel 2004 erano circa 250, oggigiorno circa 170, dovendo favorire quelle che più sono nel bisogno), in maniera diretta o tramite la collaborazione con altri istituti religiosi (Suore di santa Brigida, Figlie della Carità…)

Il Forno è composto da un piccolo magazzino per la farina, da una sala con due “impastatrici”, una “formatrice” e una “tagliatrice” o “spezzatrice” (queste due macchine sono entrate recentemente in funzione il 19 novembre), dal reparto forni e da un piccolo punto vendita, gravemente danneggiato durante l’assedio del 2002 e non ancora completamente restaurato.

Al forno vengono lavorati ogni anno oltre 2.000 sacchi di farina (circa 120 – 125 tonnellate), per la produzione, ogni giorno, di quasi 3.000 pani. 

Circa 26.000 pani sono quelli distribuiti gratuitamente alle famiglie più indigenti ogni mese. Le famiglie vengono accuratamente selezionate e vengono fatte delle verifiche sulla loro condizione economica, così da garantire che veramente si venga incontro a quelle situazioni di reale bisogno.

Inoltre, ma non da ultimo, il Forno rappresenta una fonte di lavoro per 6 persone, alcune a tempo pieno e altre part-time. I soli stipendi dei panettieri del forno raggiungono annualmente la cifra di 24.000 Euro.

 Problematiche

La presenza Salesiana in Terra Santa è sempre stata e rimane tutt’oggi una presenza attiva e partecipe nel panorama palestinese. 

I Salesiani interagiscono con la popolazione locale e si fanno strumento d’aiuto immediato nei casi di indigenza ed emergenza, e di sviluppo umano di più ampio respiro attraverso la formazione e l’inserimento lavorativo nel lungo periodo. 

Purtroppo lo scoppio della seconda Intifada, l’aumento degli ostacoli alla mobilità e i blocchi interni agli stessi Territori Palestinesi rendono sempre più frammentato sia il territorio sia il tessuto sociale palestinese. Le situazioni di indigenza e di povertà stanno assumendo delle proporzioni sempre maggiori tra le famiglie dei Territori Palestinesi, e in particolare di Betlemme, l’area appunto dove agiscono i Salesiani. 

L’aggravarsi della situazione socio-economica e il consolidamento delle situazioni di povertà e indigenza che, durando ormai da diversi anni, vanno ben oltre i tempi dell’emergenza, così come la mancanza di una prospettiva di miglioramento nel breve-medio periodo rendono necessario un intervento a sostegno del forno che ne garantisca la produzione entro certi standard e soprattutto la distribuzione gratuita alle famiglie bisognose. 

Al fine di continuare a garantire un servizio alla popolazione di Betlemme, però, si ritiene necessario migliorare le condizioni della struttura, già fortemente danneggiata dalle violenze perpetrate durante l’assedio di Betlemme nel 2002 e mai riparata. L’attrezzatura,  soggetta all’usura del tempo e della continua lavorazione, è stata migliorata grazie all’installazione delle nuove macchine formatrice, spezzatrice e al sistema di ventilazione ed espulsione dell’umidità. Inoltre, gli ambienti del forno, considerando che sono utilizzati come luogo di lavorazione di prodotti alimentari, hanno urgente necessità di venir rinnovati e sistemati nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza, e si è già cominciato a lavorare in questo senso. È in progetto il rifacimento degli impianti elettrici e idraulici e del settore del combustibile: speriamo di completare quest’opera in un prossimo futuro. 

Per quanto riguarda i costi correnti giornalieri, infine, si sono registrati da oltre un anno forti aumenti delle materie prime, che uniti alla crisi del dollaro hanno inciso pesantemente sui costi del forno stesso. Ad esempio, il prezzo di un sacco di farina da 60 Kg era salito in pochi mesi, nell’estate  del 2008, da circa 20 Euro a oltre 40 Euro, registrando un aumento davvero esagerato in termini di percentuale!

Ma la Provvidenza ci è venuta in aiuto in tanti modi, tanti quante sono le persone di buona volontà che si ricordano che anche a Betlemme possono dare compimento a quella frase pronunciata dal Betlemmitano più famoso: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”(Mt 25,40) 

Betlemme, dicembre 2008

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Una fetta di pane per tutti

Il Pane di Betlemme, mette insieme il luogo e il simbolo più caro.

Eddy tramite l'associazione di cui fa parte, è riuscito ad ottener un bell'aiuto per rimettere il Forno di Betlemme in funzione, forno che stava per morire di morte naturale dato il numero di anni in cui è stato funzionante e aperto sempre per tutti.

Qui di seguito vi abbiamo aggiunto i links per gli altri articoli riguardanti il Forno, con album ad hoc, e la sua messa a punto nonché la messa in moto :


Album Foto Del Forno di Betlemme : Il Pane di Betlemme e la sua storia

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