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L.R.B. mai più!

da | 04/02/2008 | SOLIDARIETA' | 0 commenti

In questa situazione mi sono ricordato della riflessione di Don Bosco dopo aver visitato le prigioni di Torino, trovandole piene di giovani: “Se qualcuno avesse avuto cura di loro, non sarebbero qui”

Don Flavio Giovenale

Salesiano, DIOCESE DE ABAETETUBA

Situazione

Negli ultimi due mesi Abaetetuba é stata nelle testate e nelle cronache di vari giornali brasiliani e internazionali per causa delle brutalità commesse contro una ragazza (iniziali L.R.B.) di 15 anni messa in una stessa cella con 34 uomini per oltre 20 giorni.
La sua colpa? essere giovane, povera, drogata, prostituta.
Ai 15 anni stava facendo la 4ª elementare. A dicembre è finito l’anno scolastico. E’ stata bocciata.
Con un coltello i poliziotti le hanno tagliati i lunghi capelli, poi l’hanno scaraventata nella cella, come il biblico Daniele nella fossa dei leoni.

Per 20 giorni é stata violentata, torturata (le bruciavano i piedi per farla svegliare), minacciata. In seguito é stata tolta dalla cella, portata al porto dai poliziotti che le hanno chiesto di sparire in qualche barca, perchè se no sarebbero stati loro a farla sparire.
Tre giorni dopo è stata rintracciata e, finalmente, consegnata alle due catechiste che avevano seguito il caso appena ricevuta la denuncia.
Il caso ha già fatto saltare i commissari locali di polizia, il Secretario di Sicurezza e il comandante generale della polizia dello Stato del Parà.
Ha anche messe a nudo la connivenza e la mediocrità di Giudici e Promotori: è la prima volta nella storia dello Stato del Parà che il Giudiziario e il Ministero Pubblico sono sotto investigazione.

Ha anche portato le due catechiste, il coordinatore diocesano della Pastorale dei Minorenni e il Vescovo a essere minacciati di morte: “lasceremo abbassare la polvere e poi aggiusteremo i conti”.

Progetti

Per questo ha passato il mese di dicembre (alternando momenti di grande speranza ed altri di timore) a elaborare piani “preventivi”, dentro alla spiritualità salesiana, per far sì che altre ragazze e ragazzi non abbiano la stessa fine di L.R.B.
La ragazza era venuta dalla casa del papà ad Abaetetuba per studiare, perchè nel villaggio dove viveva non c’era la scuola. Analfabeta ai 10 anni, vivendo in periferia, ben presto ha trovato la droga e, con essa, anche la prostituzione ai 12 anni.
Ma ad Abaetetuba ci sono scuole per i bambini delle elementari, ma non ci sono scuole medie sufficienti per tutti. Ogni anno circa di 1000 bambini finiscono le elementari e non hanno posto per le medie.
E quelli che finiscono le medie non trovano posto per continuare gli studi nelle superiori. Anche qui il divario é di circa 1.400 giovani all’anno.

Davanti a questa realtà ho pensato in due progetti preventivi

  • 1. Ampliazione della scuola Cristo Redentore. Tre anni fa avevamo fatto una ristrutturazione, aumentando 3 classi e costruendo la biblioteca. Ma possiamo fare ancora qualcosa in più: con una nuova ristrutturazione possiamo costruire ancora 2 classi ed il laboratorio, portando così la capacità della scuola a 1.400 allievi. Il costo di questo progetto é di € 57.500,00 (cinquanta settemila e cinquecento euro).
  • 2. Ampliazione del Centro Professionale Cristo Lavoratore. Questo Centro Professionale é in funzionamento da agosto del 2002. E’ una benedizione per Abaetetuba. Più di 10.000 persone, specialmente giovani, sono già passati nei suoi corsi. Centinaia di famiglie hanno trovato una nuova vita grazie alla qualifica professionale ricevuta. Pullman intieri di operai qualificati partono tutti i giorni da Abaetetuba per il polo industriale dell’alluminio (a 35 Km di distanza) con persone che hanno frequentato il Cristo Lavoratore. Però le ditte sono sempre più esigenti e da tre anni a questa parte vogliono anche un livello migliore di studio. La 3ª media (chiamato di “Ensino Fundamental” in Brasile) non é più sufficiente. Adesso richiedono anche i tre anni di superiori (chiamato di “Ensino Medio” in Brasile). Per questo vogliamo ampliare il Centro Professionale per offrire anche questi tre anni di studio: sará un “Ensino Medio” con la qualifica professionale (contemporaneamente continueranno i corsi professionali di adesso). Ma per questo dobbiamo costruire nuove classi (saranno oltre 400 allievi in ogni turno, per un totale – tra 3 anni – di oltre 1.200 allievi) e nuovi laboratori. Questo progetto é molto più caro: tra costruzione, mobili e strumentazione andiamo a € 273.467,16 (duecento settantremila, quattrocento e sessanta sette euro e sedici centesimi).

Per la manutenzione delle due scuole non ci sono problemi, perchè abbiamo una convenzione con lo Stato, che paga tutto il personale (insegnanti e personale di servizio) e le principali spese di manutenzione (energia elettrica, materiale didattico). Così la retta scolastica é poco più che simbolica: € 2,00 (due euro al mese).

Abbiamo anche un progetto di ricupero

Da anni la Diocesi mantiene un Centro di Ricupero per drogati. Dopo molte insistenze, la “Fazenda da Esperança” (“Cascina della Speranza”: un’organizzazione fondata da un frate frencescano che segue oltre 40 centri di ricupero in Brasile ed in vari paesi), a maggio del 2008 prenderá cura del nostro centro. Ma per questo dobbiamo aggiustarlo un po’ e comprare una macchina (l’attuale va avanti a molte riparazioni e fede). Totale: € 44.500,00 (quarantaquattro mila e cinquecento euro).


E’ possibile aiutarci in uno di questi progetti?
(se fossero anche due non ci offendiamo!).

Grazie di cuore e una preghiera profonda.

Dom Flávio Giovenale, SDB
Vescovo diocesano

Carissimo Don Gianni,

grazie degli auguri per la festa di Don Bosco. Pensavo proprio di scrivervi in questi giorni, per occasione della festa di Don Bosco. E poi la domenica scorsa (27 gennaio) alquanto movimentata mi hanno fatto decidere.

Da quando tu hai dato l’allarme, mi sono arrivati molti messaggi di appoggio dai “beirutini“: sono stati di un appoggio enorme e anche di un’efficacia enorme, perchè grazie alle pressioni di Amnesty International le cose si sono mosse anche a livello governativo. La polizia é gia’ venuta ad assicurarmi del loro appoggio e anche il settore incaricato della “protezione dei difensori dei diritti umani minacciati” hanno garantito che sarei incluso – insieme alle due catechiste – in questo programma.

Le cose sono andate aventi bene, senza problemi fino a domenica scorsa, 27 gennaio.

Due fatti. Il primo mi sembra non essere collegato com le minacce. Il secondo si.

Al mattino presto (erano le 4) ho dovuto portare Andrea Franzini – coordinatore diocesano della Pastorale dei Minorenni – all’aeroporto. A 22 Km da Abaetetuba siamo stati intercettati da 3 uomini armati che ci hanno derubato, dopo averci portati in una strada secondaria e averci fatti sdraiare per terra. Il tutto é durato una quindicina di minuti con un fucile appoggiato sul collo. Poi ci hanno liberati e lasciati continuare il viaggio, con la nostra macchina. Non penso che questo fatto sia da collegare con le minacce, perchè da quando di è saputo cìo’ che e’ capitato a me, altre 4 persone si sono fatte vive con episodi molto simili nella stessa localita’. Data la mancanza di fiducia nella polizia, nessuno aveva fatto la denuncia. Ne sono uscito con una mescolata di sentimenti: sollievo per essere tutti e due vivi e sgomento per l’insicurezza.

Qualche ora dopo, verso le 11, ho ricevuto una telefonata che diceva: “Qui e’ dall’agenzia funebre. Il prossimo sarai tu”. Sul momento non ho saputo cosa rispondere e loro hanno subito staccato. Poco dopo ho saputo che qualche ora prima avevano sparato a una persona sospetta di partecipare di un assalto a mano armata in cui sono rimasti uccisi un poliziotto, un impiegato del distributore di benzina e un tassista. Da allora il cuore é in agitazione, mescolando ancora di pìu’ insicurezza, voglia di vivere e di aiutare a vivere, volgia di lavorare ancora di piu’ per i giovani e anche un pizzico di fede.

Allo stesso tempo ci sono passi felici. Da quando ero stato minacciato a giugno stiamo lavorando per trasformare il nostro centro professionale in una scuola tecnica. Niente da fare, non andava avanti. Poi con le minacce di dicembre si e’ creato un clima favorevole e, nonostante le feste natalizie, nonostante il cambio del secretario di stato per l’educazione, il nostro progetto é stato approvato dall’ente governativo in meno di un mese. E non é venuta solo l’approvazione, ma anche il desiderio dello Stato di collaborazione, di modo che hanno preso l’impegno di mandare tutti gli insegnati e il personale per far funzionare la scuola. Abbiamo già gli ambienti per i primi 400 iscritti (in una settimana tutti i posti sono stati occupati). Adesso cercheremo i fondi per ampliare gli edifici e i laboratori (qualcosa attorno ai 275 mila euro!). Col Governo siamo riusciti ad avere questa intesa: noi costruiamo, loro mantengono le spese di funzionamento e la direzione e l’orientamento pedagogico e pastoral dell’opera rimane con noi. Mi sembra ottimo. Qualunque modo di mando la lettera dei progetti che abbiamo in cantiere.

Prega per me, perché la situazione è tesa. Grazie infine di cuore per tutto.
Ciao.

+ Flavio Giovenale

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Don Gianni

Arrivato a bordo m/n Esperia il 17 ottobre 1963…

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