2001 Odissea nello Spazio

REGISTA


  • Stanley Kubrick – Tratto dal libro e sceneggiatura scritte da Arthur C. Clarke

ATTORI PRINCIPALI


  • Keir Dullea
  • Gary Lockwood
  • William Sylvester
  • Daniel Richter
  • Leonard Rossiter
  • Margaret Tyzack
  • Robert Beatty
  • Sean Sullivan
  • Douglas Rain – Voce di HAL 9000
  • E tanti altri

2001 Odissea nello Spazio (1968)

Hal 9000 e tutto il resto…


Ve lo dico subito senza timore alcuno, il film l’ho visto per la prima volta in Italia e non a Beirut, c’era troppa fila da fare e a causa dei posti assegnati avrei avuto il posto a sedere una settimana esatta dopo il lancio del film in Rue Hamra. E quindi…
E quindi, dopo aver pesato “il pro ed il contro” con la solita banda del Buco, cioè Rolando, Ciccillo ed il sottoscritto, siamo andati a vedere altri film, dimenticando l’Odissea dello Spazio per strada. Veramente non mi ricordo più per quale motivo non siamo andati a vederlo, forse loro ci sono andati senza parlarne con il vostro weblmaster, Quien Sabe?!?!

Non vi sto a raccontare il film, un film d’antologia e anche di una lungimiranza alquanto spettacolare dato che la NASA ha ammesso di aver copiato alcune delle cose messe in mostra nel film prima di far partire Armstrong & Co verso la Luna, no non sto scherzando è la pura verità.
Il film è il risultato di una collaborazione di quattro anni fra il regista Stanley Kubrick che ha contattato Arthur C. Clarke nel 1964 volendo fare un film di fantascienza “davvero buono”. Ispirata in parte dal racconto di Clarke del 1951 “The Sentinel”, sulla scoperta di un manufatto alieno sulla luna, la trama del film è emersa da un ampio brainstorming tra i due co-creatori. Brainstorming duranto più o meno quattro anni. Quattro anni di stesura di sceneggiatura, dialoghi, una pagina di fantascienza da primato mondiale non ancora sorpassato o addirittura eguagliato.
La storia, come del resto il film intero, fa parte di una di quei piani dettagliati di una pellicola che è sempre considerata come il più strabiliante e geniale film di una fantascienza che è ormai dietro all’angolo, ma che nel 1968 si faceva fatica anche ad immaginare oltre che a cercare di assimilare.
Certe scene sono rimaste nella memoria di tutti, come quando la ragazza con il vassoio fa il giro completo del soffitto e delle mura senza staccare i piedi dal suolo-soffitto-lati dell’allora Stazione Spaziale, oppure la lettura labbiale da parte di Hal dei due cosmonauti che cercano di “spegnere” l’apparecchio che fa da computer e che sta “analizzando” tutte le persone ancora presenti all’interno della sala “Bottoni & Co”. Come anche il “viaggio” dell’astronauta con una marea di colori e luci che si accendono e spengono sul suo casco a seconda della velocità “dell’astronave”, un susseguirsi di immagini da far quasi vomitare gli spettatori delicati di stomaco presenti in sala. O come la battaglia iniziale dei “primati” con tanto di ossa a mo’ di bastone che si sono impadroniti del monolito o qualcosa del genere, monolito che salterà fuori un po’ più tardi nel film stesso.
Il libro da cui il film è stato tratto è stato scritto in pratica allo stesso tempo che la produzione del film ed è uscito poco prima o poco dopo l’uscita del film stesso, non ricordo più tanto bene, ma anche se ho letto il libro di Clarke ho trovato il film di Kubrick più bello e anche forse più “poetico” del libro, libro che ho sempre tenuto nella mia libreria chiamiamola “segreta”, ma non troppo…
Dopo tutti questi anni e dopo tutte le trasformazioni graduali e continue degli attimi riempiti di “effetti speciali”, qualcuno forse si lamenterà della “lentezza” del film e della lentezza dei protagonisti, lentezza intesa come una calma o flemma del film stesso per via della mancanza di gravità o qualcosa del genere, ma il film è stato catalogato come un film epico per via della sua lunghezza totalmente inabituale per un qualsiasi lungometraggio e epico anche per come il film è stato costruito, alla pari di altri film con una matassa “epica”.

Il film pone parecchie domande, come il futuro dell’evoluzione degli esseri umani o come della tecnologia e intelligenza artificiale e quale sarà la loro percentuale in un futuro di cui facciamo già parte tutti noi, anche senza volerlo. Il film lascia uno straordinario punto interrogativo sulla testa di tutti noi spettatori, punto interrogativo che, per tanti motivi, non siamo ancora riusciti a cancellare o perlomeno a diminuire…

TRAMA


Agli albori dell’umanità, nel deserto africano, una tribù di primati viene ripetutamente attaccata da una banda rivale, che contesta un punto di irrigazione. La scoperta di un monolite nero ispira il leader delle scimmie assediate a compiere un gesto inedito e decisivo. Brandendo un osso, va all’attacco e massacra i suoi avversari. Così nacque il primo “strumento”.
Nel 2001, quattro milioni di anni dopo, un veicolo spaziale in orbita lunare al ritmo languido del “Bellissimo Danubio Blu”, con a bordo, il Dr. Heywood Floyd che investiga segretamente sulla scoperta di un monolite nero che emette strani segnali da Giove.
Qualche tempo dopo, l’astronauta David Bowman diretto verso il pianeta Giove è costretto ad eliminare, uccidere, spegnere il computer HAL 9000 che aveva preso il sopravvento e aveva ucciso in pratica l’intero equipaggio. Spegnendo il computer si spengono anche le poche ed ultime speranze di poter tornare un giorno sul pianeta Terra…

 

da | 25/01/2021 | CINEMA | 0 commenti

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