L’Europa, le Frontiere, Schengen & Co

Nel lontano 1993 il Mercato Unico viene completato con le famose “quattro libertà” e cioè di circolazione, dei beni, dei servizi, delle persone e capitali, senza dimenticare che il periodo degli anni ’90 è stato il decennio dei due più importanti Trattati Europei e cioè nel 1993 il Trattato di Maastricht sulla oramai denominata Unione Europea, mentre nel 1999 entra in vigore il Trattato di Amsterdam.

Si incomincia a parlare di Difesa Comune, di collaborazione in materia di sicurezza a livello europeo evidentemente e, dulcis in fundo, una marea di giovani studenti hanno la possibilità di studiare sia in un altro paese del circuito europeo ma anche e sopratutto in altri paesi al di fuori della cerchia europea, sempre con un sostegno finanziario e sociale da parte dell’Unione Europea.

Ma l’elemento più importante di questi due Trattati è senz’altro il fatto che i cittadini europei possono viaggiare liberamente e senza alcun controllo dei passaporti alle frontiere all’interno dello “Spazio Schengen”, piccola località del Principato del Lussemburgo e che dà appunto il nome/sostantivo agli accordi di Schengen…

Bisogna anche ricordare che il Trattato di Amsterdam, che si basa essenzialmente sui risultati ottenuti dal Trattato di Maastricht, oltre che a contribuire ad una Europa più forte e più presente nell’ambito della politica e di una certa economia mondiale ha stabilito nuove linee, aspetti e risorse destinati ad incrementare l’occupazione e i diritti dei cittadini.

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Imagine all the people – Sharing all the world…”

Purtroppo nel 2004 nasce un’altra “Agenzia Europea”, la FRONTEX, Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, agenzia che dopo tutto quello che si aveva discusso, esaminato, approfondito, esposto e tradotto in una marea di lingue nazionali, ha il compito di dare una mano (si fa per dire in questo caso… ndlr) ai Paesi membri dello Spazio Schengen a gestire le loro frontiere e agevolare le collaborazioni fra le differenti autorità di frontiera di ogni singolo paese membro, attraverso assistenza tecnica e non solo.

Il numero di profughi che desiderano entrare in Europa è andato sempre aumentando con il passare di questi ultimi anni, facendo saltare accordi esaminati, preparati e messi in atto durante gli ultimi trent’anni nell’ambito delle riunioni dei Capi di Stato a livello del Consiglio dei Ministri dell’UE.

L’Agenzia FRONTEX ha tutte le carte in mano per coordinare l’invio di attrezzature e personale di frontiera per dare una mano ai vari Paesi membri che hanno “raccolto” in questi ultimi anni più di qualche battello e nave di profughi provenienti in maggior parte dall’Africa del nord, ma è anche vero che nessun esperto si sarebbe mai aspettato una valanga di “profughi” tali da far quasi saltare l’armonia politico-sociale dei paesi membri dell’Unione Europea.

Una delle maggiori preoccupazioni da parte dell’agenzia è senza alcun dubbio come individuare persone o gruppi di persone al centro di attività illegali o anche a rischio al momento di attraversare una delle frontiere esterne della zona Schengen, cioè trovare prima che sia troppo tardi, quali potrebbero essere le persone da catalogare come “pericolose” per tutti. Sembra una cosa semplice a prima vista ma in realtà si tratta di una di quelle situazioni in cui tutto quello che luccica non è del tutto “prezioso”…

A questo punto una domanda sembra inevitabile : esistono ancora le direttive di Schengen, cioè senza frontiere e affini, o stiamo facendo una di quelle “avanzate” in retromarcia???