I MURI CHE HANNO RIMPIAZZATO LE FRONTIERE…

da | 02/10/2018 | IL CORTILE, PHŒNICIA | 0 commenti

Le foto di Valerio Vincenzo, vedi articolo FRONTIERE, AMBIENTI E SITUAZIONI DIFFERENTI, sono decisamente molto esplicite, le garitte e le barriere non esistono più e lasciano una sensazione alquanto differente da quello che abbiamo conosciuto anni fa o che ricordiamo da quanto raccontavano amici e conoscenti a proposito, per esempio, dei famosi “importatori” di sigarette dalla Svizzera di qualche mezzo secolo fa, appunto.

Un grande film con Totò e Fernandel, diretto da Christian-Jacque nel lontano 1958, potrebbe essere in qualche modo una miniera di informazioni quanto a luogo di nascita e frontiere immaginarie dato che la Frontiera sul confine italo-francese nel film taglia in due l’Albergo delle due frontiere, la cucina da una parte della frontiera e la camera da letto dall’altra parte della frontiera, con tutto quello che ciò comporta. Se non lo avete visto ne vale veramente la pena, frontiere inutili per tanti motivi.

Purtroppo la situazione attuale delle “Frontiere Europee – Schengen” non è più la stessa da qualche tempo e anche se le foto di Valerio Vincenzo dimostrano una linea continua senza barriere e altro di simile, stiamo ritornando indietro di parecchi anni con l’arrivo massiccio fino a qualche mese fa di migranti buttati a mare da meschini che si sono fatti una barca di soldi sulle spalle di molti disgraziati. Non voglio entrare in una discussione che potrebbe far capitolare quanto stiamo cercando di realizzare attraverso le pagine di questo sito, oltre che le pagine del PHŒNICIA risuscitato, ma sebbene le dogane e frontiere scomparse, un altro tipo di muri si sta sviluppando un po’ dappertutto in Europa ma anche e purtroppo nei paesi sotto la cupola Schengen.

Photo by Aaron Burson on Unsplash

Muri più alti che si può, filo spinato a non finire e barriere erette congiuntamente anche da paesi che si sono fatti la guerra non tanto tempo fa, come la Serbia e la Croazia, divise da tante differenze ma ora più che mai insieme nella costruzione di muri anti-migranti. Senza dimenticare l’Ungheria con ormai il famoso muro di Viktor Orban, acciaio e filo spinato a iosa, un mare di filo spinato…

Altri paesi dell’Unione Europea hanno eretto altri muri, altre frontiere cercando di bloccare una qualsiasi via d’uscita dei migranti verso altri paesi del centro-nord europeo, la rotta balcanica si è trasformata in rotta adriatica, tanto per dare un nome a tutto questo movimento di migranti, migranti che ormai arrivano da un po’ dappertutto e non solo il nord Africa.

Poco meno di quattro o forse cinque anni fa tutto questo non esisteva, non esistevano trincee e reticolati che ricordano purtroppo i reticolati dell’ultima guerra mondiale, mentre tanti altri paesi d’Europa richiedono altre barriere, legali, non reticolati ma nuove leggi contro la libera circolazione di persone e mezzi, come stabilito dal trattato di Schengen.

Prima o poi il trattato di Schengen verrà probabilmente cambiato, modificato o corretto, secondo le esigenze attuali di smistamento di ormai più di tre milioni di rifugiati in Europa, probabilmente le frontiere più “delicate” saranno rinforzate, rimesse in moto, un enorme passo indietro di più di 30 anni, un vero peccato.

Forse il nostro Valerio Vincenzo riprenderà la sua macchina fotografica e ritornerà nei posti dove aveva scattato le foto, questa volta per fotografare le barriere delle frontiere rimesse al posto di prima…