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Dopo aver letto quanto scritto dal nostro Real Gipsy Stefano, mi sono anche ricordato di un altro articolo che avevo letto per preparare il pezzo sulla “Velocità della Luce e la Maggioranza“, articolo che mette in risalto altre facce di una situazione nella quale ci stiamo sguazzando in tanti.

A proposito, un premio tutto speciale a tutti quelli che sapranno dare i nomi dei ragazzi oltre che dei maestri e accompagnatori nella foto qui sotto…

Ci stiamo zappando i piedi, poco ma sicuro…


VELOCITÀ DELLA LUCE E LA MAGGIORANZA

Stefano ha aggiunto un commento all’articolo pubblicato qualche giorno fa, dal titolo “Velocità della luce e la maggioranza…” articolo che scaturiva da una frase di Piero Angela durante uno dei suoi interventi. Il testo qui a fianco penso ci stia tutto dopo quello che ha aggiunto Stefano

Stefano dice cose giuste, “La gente oggi è più informata e più disinformata. Pertanto la latente sensazione di confusione in tutti i campi compreso quello scientifico“, questa confusione però non è solo la nostra ma anche quella dei famosi esperti, quelli che dovrebbero segnalarti la strada per non andare fuori corsia, fuori rotta.

In un altro incontro a cui partecipava il nostro novantenne Piero Angela, c’era anche un altro pezzo da novanta, l’editorialista del New York Times, David Brooks, autore di diversi libri sulla società americana, che insieme ad altri partecipava fine aprile a Venezia, al Festival della innovazione e tecnologia de Il Foglio.

David Brooks ha stupito per tanti motivi, uno fra i più importanti l’inaspettata immagine di una “Silicon Valley”, per anni considerata una grande componente del sogno americano e oggi diventata una sorta di un incubo, una marea di persone che pensano essere superiori a tutto e a tutti – a partire da Facebook – e che sentono la polvere del bruciato anche nei pantaloni.

E Brooks di aggiungere “C’è un enorme confusione e la cultura attorno alla tecnologia è in profonda crisi’’.

Secondo Brooks quando la tecnologia pretende di prendere su di sé il ruolo della religione, procura danni quasi irreparabili, non possiamo pretendere di stabilire una realtà dove si stanno creando nuove ottiche per assimilare i cervelli come computer e lo spirito a livello di un software. ‘’I social media stanno distruggendo i giovani, sempre più depressi, sempre più consumatori di oppiacei, diffidenti fra loro, con un tasso di suicidi in aumento del 50%’’, sempre secondo Brooks…

L’editorialista del New York Times non mette in dubbio il livello molto complesso e “l’elemento di genio“ degli algoritmi di Amazon e di Google, ma mette le mani in avanti per come questi stessi algoritmi hanno un forte impatto negativo nei riguardi dell’informazione, veicolando, attraverso una distribuzione del tipo ‘’fast food’’, una NON CULTURA che sta annientando il nostro valore aggiunto di esseri umani.

‘’Annebbiati dai social media – afferma – non ci emozionano più i ricordi. Vivere di solo cervello non basta, bisogna associare cervello alla coscienza. Per formarla è però necessario leggere anche i libri, invece di stare quasi sempre interconnessi’’.

Non si può che dargli ragione, anche perché combacia con quello che siamo riusciti a pubblicare tempo fa sui valori della scuola di ieri e di oggi e sui possibili disastri intellettuali, chiamiamoli pure digitali.

E anche se non possiamo tornare indietro, sarebbe molto ma molto controproducente, uno sguardo al futuro bisogna pure darlo ma questo futuro deve essere guidato da una innovazione sensata, ragionata a cui dovremo fare fiducia, sempre se siamo noi a controllare l’algoritmo e non il contrario.

Tanti anni fa c’era uno slogan, allora si chiamavano così e se non ricordo male era il marchio della Galbani in Carosello, che diceva “La Fiducia è una cosa seria e la si dà alle cose serie” ma io vorrei cambiarlo in “La Fiducia è una cosa seria e la si dà alle persone serie”, parola di Webmaster…

… C’è un enorme confusione e la cultura attorno alla tecnologia è in profonda crisi …

David Brooks

Editorialista, New York Times