Vanno bene i libri di carta come quelli elettronici

Tema molto interessante, sul quale è difficile prendere una posizione precisa. E’ vero che i libri “veri” possiedono un fascino ineguagliabile per la loro consistenza materica, il loro aspetto, i loro colori e i loro odori. Ci sono libri che hanno scandito vere e proprie tappe evolutive personali e che conforta ritrovare con lo sguardo nella propria biblioteca. Qui non conta la bellezza dell’edizione. Un volumetto senza alcuna pretesa, di fattura scadente, di carta a basso costo portata ad ingiallire e ammuffire, dalla grafica modesta, come che so… ll Libro dell’Inquietudine di Pessoa, nell’Universale Economica Feltrinelli, può  conservare un valore inestimabile ben distinto dalla qualità dei materiali.

Però è altrettanto vero che, come tutti quelli che hanno qualche libro sanno, per ogni volume indispensabile ce n’è almeno uno di cui si sarebbe potuto fare a meno. E che, veramente, la qualità delle edizioni economiche è spesso pessima. Certo, ci sono i libri “belli”, specie per i classici (Meridiani Mondadori,  Bibliothèque de la Pléiade, Library of America, tante prime edizioni inglesi e americane hardbound…) ma quanto costano, quanti se ne possono avere…?

Uno non può mica comprare solo libri dell’Adelphi, che sono belli anche in economica… E poi tutti questi libri, dopo un po’, dove si mettono?

Quanti metri quadrati di muro si hanno a disposizione? Quante case?

Mi affascina comunque il fatto di poter accedere in pochi istanti a cataloghi sterminati, da casa come da una qualsiasi stanza d’albergo, o da un treno…

Ho calcolato di avere letto finora – e conservato in una biblioteca immateriale – circa 150 libri in formato elettronico. Non mi affatica la vista (devo mettere gli occhiali in in ogni caso) sono certo di non consumare o macchiare dei volumi di carta e posso portare la mia biblioteca immateriale (cui ho aggiunto libri a cui sono molto affezionato) dovunque. Alcuni di questi libri potrei acquistarli nuovamente in cartaceo, altri no. Mi affascina comunque il fatto di poter accedere in pochi istanti a cataloghi sterminati, da casa come da una qualsiasi stanza d’albergo, o da un treno… Si tratta di una sensazione vertiginosa, e naturalmente lo stesso vale per i dischi. Non avrei mai saputo immaginare questa realtà solo qualche anno fa.

Ma non mi sembra negativa, anche se certo molte librerie hanno chiuso e molte altre lo faranno. Continuo a leggere anche i libri “normali”, anche se non so più dove metterli… e ogni tanto mi chiedo che fine faranno quando io non ci sarò più …

Per cui in sostanza vanno bene i libri di carta come quelli elettronici. Dipende dai titoli e dalla funzione che possono avere nell’economia di lettura di ciascuno.