Il testo qui di seguito l’ho ricevuto due giorni fa per mail, inviato da Mario Prosdocimo, una riflessione alquanto “interessante” da leggere e da cogitare, o anche da “cestinare” secondo le idee e “cognitio causa” di ognuno di noi.

L’ho trascritta tale e quale, senza togliere neanche una virgola “comme d’habitude”, resta pur sempre il fatto che Mario, come quasi sempre, apre una porta diversa, che può essere una porta talvolta non facile da aprire, da oltrepassare, ma che attiva ipotesi di lettura diverse dal solito, lascio a voi giudicare o meno quanto scritto da Mario, aspettando le vostre risposte o reazioni in merito.

Diego

LA FESTA DELLA DONNA E IL POLITICAMENTE CORRETTO


GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

La Giornata internazionale della donna ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono state oggetto e sono ancora, in tutte le parti del mondo.

Voglio partire dal fatto che oggi è l’8 Marzo e si festeggerà la festa della Donna. Questa festa inizialmente concepita come un dovuto riconoscimento alla importante funzione della donna nella famiglia e nella società, si è trasformata col tempo in un evento che, non chiamiamola festa, è diventato esaltazione del conflitto della femmina contro il maschio.

In questi festeggiamenti, non si parla infatti di quanto la donna in quanto moglie, compagna, collega di lavoro, ecc. possa essere in grado di essere fonte di affetto, serenità, amore, comunque carica positiva per una serena convivenza, ma si discute di rivalse, contenziosi, conflitti sempre più esagerati, continue accuse di soprusi subiti, di violenze, fino a definire il maschio potenziale femminicida.

Purtroppo anche la Chiesa ultimamente accodandosi al pensiero “politicamente corretto” ha tendenzialmente preso questa strada invece di cercare di ristabilire quelli che dovrebbero essere i normali rapporti di convivenza fra maschio e femmina.

Diciamo che nella nostra società è in atto una tendenza all’inversione dei ruoli. Maschi sempre più effeminati e femmine sempre più mascolinizzate.

L’uomo ha rinunciato al suo ruolo di capo e difensore della famiglia, ruolo che è stato preso dalla femmina che ha rinunciato al ruolo di sposa e soprattutto di madre per vestire i panni della carrierista e dell’arrampicatrice sociale.

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Ricordiamo l’etimologia dell’uomo “vir”, da cui deriva la parola “virtute”( lat. virtus-ūtis «forza, coraggio», der. di vir «uomo»), colui che è pronto a lottare ed a morire per la verità, per la giustizia, per la difesa dei deboli. E la femmina in quanto essere più debole era sicuramente la più degna di tali attenzioni virtuose.

Mio padre mi ripeteva spesso “la donna non si sfiora neppure con un fiore” giusto per ricordarmi di quali obblighi morali e comportamentali ero investito e gravato.

Ma ora mi domando: esistono ancora i “vir”? Esiste ancora l’uomo che sa vincere le passioni e sa mettersi sempre al servizio dei più deboli? Io vedo in giro tanti “evirati” (in senso morale si intende) pieni di muscoli, tatuaggi, orecchini e tanta aggressività, ma incapaci di sopportare il benché minimo sacrificio o la minima contrarietà. Bambocci a cui non è mai stato negato nulla in famiglia, sempre perdonati dalla società e sicuri di avere il diritto di possedere tutto quello che desiderano (…e chi si ricorda del vecchio catechismo che ci insegnava a dominare e governare le passioni per saper diventare veri uomini?).

… Diciamo che nella nostra società è in atto una tendenza all’inversione dei ruoli.
Maschi sempre più effeminati e femmine sempre più mascolinizzate …


LA PRIMA FESTA DELLA DONNA IN ITALIA :

Sebbene questa celebrazione si tiene in Italia dal 1922, la prima volta che questo giorno assunse un significato rilevante in Italia appunto fu nel secondo dopoguerra, più precisamente l’8 marzo 1946, quando l’UDI, e cioè l’Unione Donne Italiane, organizzò in Italia la prima Giornata internazionale della donna, riprendendo celebrazioni fino a quel momento avvenute in altre nazioni e in genere collocate alla fine di febbraio.

Nel contempo veniva associata alla data dell’8 marzo quello che poi sarebbe diventato un simbolo, e cioè l’ormai tradizionale fiore della mimosa, ma che si noti bene, è una scelta esclusivamente italiana..

Ecco da dove nasce il “femminicida”( orrendo termine coniato dalle nostre femministe, quasi che l’omicidio di una femmina sia giuridicamente e moralmente più grave di quello di un maschio). Costui viene definito: persona con bassa scolarità, senza lavoro, non necessariamente amantio dell’ alcool, ma con una propensione alla violenza, fisica e verbale, che va oltre l’ ambito familiare (ISTAT). Ma se tutti quelli di bassa scolarità e disoccupati diventassero “femminicidi” resterebbero ben poche femmine in giro.

La verità è che è mancata la famiglia (ecco il ruolo fondamentale ed indispensabile della MADRE, ruolo di cui oggi molte donne si vergognano). Madre capace di curare l’educazione morale, spirituale, religiosa e civica dei figli. Non solo addetta alla cura dell’aspetto estetico e fisico dei pargoli che sono gli aspetti meno importanti. Senza questi continui amorosi insegnamenti, convalidati dal comportamento virtuoso del padre, il giovane è allo sbando, preda dei richiami devastanti della odierna società.

E qui andiamo a ritroso, alla PROGRAMMATA distruzione della famiglia attuata con il ’68 il cui slogan che può riassumere tutto era “è vietato vietare”. Ma qui il discorso si allargherebbe troppo e se volete potremmo parlarne prossimamente.

Da ciò ne deriva il comportamento belluino di chi si vede contrariato dalla fidanzata o peggio dalla moglie e reagisce proprio con gli istinti primordiali, non mediati dalla cultura civile e religiosa. Non parliamo perciò dalla violenza dell’uomo sulla donna, perché queste “creature primitive” sono l’esatto contrario dell’uomo “vir”.

Mettiamoci poi la trasformazione della femmina che ha abbandonato il pudore e soprattutto la pudicizia (che è la trasformazione del pudore in virtù). Adesso è imperativo superare il maschio nel turpiloquio e nella volgarità (talvolta mi capita di ascoltare per strada conversazioni fra ragazzine che fanno accapponare la pelle). È imperativa l’immoralità, come vestire con mini-short o gonne inguinali (mi si dirà è la moda!) al solo scopo di esibire le nudità e provocare sessualmente il maschio (ancora quei pochi che hanno testosterone nel sangue, dato che la tendenza è l’omofilia). E poi l’orrore delle labbra pompate, le tette siliconate, gli orribili tatuaggi estesi talvolta fino al volto. Quante volte si vedono mamme con fare puttaneggiante che si trascinano bambine ancora innocenti per le vie o nei supermercati.

Esistono perciò donne che hanno perso la femminilità, che non sono più esseri indifesi ma soggetti aggressivi che vogliono equipararsi al maschio e vivono una continua sfida con l’altro sesso. E qui esiste una oggettiva difficoltà nel considerare costoro “sesso debole” e quindi bisognoso di cura e protezione. Non dimentichiamo poi che sebbene la femmina sia inferiore al maschio per forza fisica gli è sicuramente superiore nel terreno psicologico e se tale superiorità viene esercitata con malizia o violenza induce il maschio a rispondere con l’unica arma di cui dispone, cioè la forza fisica.

E poi mettiamoci anche la pornografia imperante, gratuita e diffusa, acquisibile da ogni smartphone che viene regalato dai genitori anche ai bambini delle scuole primarie. Nella mente di un infante vedere filmati pornografici crea la convinzione che ciò sia la normalità e che tentare approcci sessuali di ogni tipo sia cosa più che corretta, tanto più che si stanno diffondendo in alcune scuole, su disposizione dell’OMS e di varie altre organizzazioni mondiali, lezioni di sessualità ai bambini di 4-6 anni, iniziando dall’insegnamento della pratica della masturbazione, per poi passare ai vari tipi di rapporti sessuali e soprattutto insistendo sullo scambio di identità sessuale (maschi vestiti da femmine e viceversa) dato che secondo gli attuali insegnamenti non esiste lo stereotipo sessuale (cioè non esistono più maschi e femmine), ma la tendenza sessuale è solo un fatto culturale e perciò variabile a piacere (Gender fluid).

Poi mettiamoci pure la droga, il satanismo, molto più diffuso di quanto si creda: chi ha mai sentito parlare di Charlie Chellenge, pratica seduta spiritica fai da te che si fa comunemente a scuola con un foglio di carta e due matite?

Mi fermo qui per non tediare oltre, ma è evidente che il regista di tutto quanto sopra narrato è uno solo, chiamato “Mysterium Iniquitatis” e che ora, anche se apparentemente ha quasi portato a termine la sua opera distruttrice nella famiglia e nella società, non vincerà  perché ce lo ha assicurato Colui che ha già vinto il Male e che ha saputo donare Se stesso per la nostra salvezza.

Mario Prosdocimo