da | 05/03/2018

Ormai non mi sorprende più, il “pozzo” delle foto scattate mezzo secolo fa, non sembra asciugarsi più di tanto, anzi speriamo il contrario…

Il nostro fotografo ufficiale, Mario per tutti, ha scovato altre foto, i superlativi non li metto più tanto non cambia assolutamente niente, foto che lasciano sempre quel gusto particolare in bocca e talvolta anche nello stomaco.

Tutte le foto sono parcheggiate, come al solito, nella nostra bacheca ufficiale, bacheca che sta diventando una gran bella raccolta…

Gli scavi continuano e non sembrano scemare…


LE FOTO ANCORA NASCOSTE

Più che sicuri che altri di voi abbiano scattato foto a iosa, una marea di foto e forse anche filmati, grandi, piccoli o a fuoco o meno poca importanza, tutto fa brodo. Se avete ancora queste foto e filmati, scrivete pure a Diego, [email protected], e faremo di tutto per non perderle.

Ce ne sono per tutti i gusti, per tutte le situazioni e anche per tanti motivi. Devo anche ammettere che senza il Prosdocimo nazionale alcuni dei momenti di vita vissuta in quel di Beirut e El Houssoun sarebbero andati perso per tanti, per tutti.

Alcune foto erano già state aggiunte in altri album, altre raccolte di fondo di cassetti, le abbiamo lasciate per tanti motivi ma uno fra i principali è senza alcun dubbio la possibilità di raccogliere più foto e ricordi possibili per poter scrivere un giorno la storia con la S maiuscola della nostra scuola.

Don Pozzo ha scritto la storia della scuola dalla parte dei salesiani, vi invito a leggere il libro scritto da don Vittorio, una raccolta di fatti, avvenimenti ed episodi talvolta anche della vita vissuta di alcuni di noi, nati o arrivati a Beirut agli inizi della scuola stessa.

Un mondo di ricordi, molto più belli che brutti, trasudano dalle foto di Mario, attimi rubati in quell’attimo preciso, non occorre scrivere tanto per carpire la situazione e l’istante del “clic” della macchina fotografica.

La storia delle foto potrebbe essere anche un punto di partenza per racconti, storielle e aneddoti che, penso io, potrebbero diventare di un certo interesse generale, non vi nascondo che alcune delle foto rigenerano quei famosi attimi particolari e che all’epoca sfociavano in sganasciate generali per più di un quarto d’ora, roba d’altri tempi appunto …

Probabilmente il livello socio-culturale, per non dire altro, di ragazzi poco più che sedicenni negli anni ’67 e ’68  non è che fosse al pari delle meningi dei vari professori e sacerdoti già “vaccinati” per poter sopportare una marea di “cazziate” proverbiali e prevedibili.

La voglia di esistere è palpabile, tangibile in tutte le foto scattate, istanti di un periodo della vita di tanti di noi che sono rimasti impressi da qualche parte nella nostra “memoria”. Forse ho già scritto cose del genere e me ne scuso prima ancora che qualcuno me lo faccia notare, sono rimasto ancorato a certi baleni descritti dalle foto che fanno rimbalzare a destra e a sinistra una parte dei ricordi tutt’ora rinchiusi nel famoso cassetto del cervello, sempre se cervello ci sia…

Senza la tenacia e la volontà della Kikka e di don Gianni
molto probabilmente tutte queste foto sarebbero ancora nei famosi cassetti …

Senza la tenacia e la volontà della Kikka e di don Gianni molto probabilmente tutte queste foto, questi ricordi, sarebbero ancora nei famosi cassetti, accatastati senza ordine alcuno, senza la voglia necessaria per tirar tutto fuori e mettere in ordine anche l’impossibile.

Non vi nascondo che molte, se non tutte…, delle foto che Mario ci ha inviato hanno richiesto parecchio lavoro, lui non lo dirà mai ma ve lo dico io, sono tutte foto tratte da diapositive accatastate in scatole provenienti da Beirut, poco ma sicuro. Ogni foto ha necessitato un lavoro di rifinitura alquanto particolare e delicato, un’attenzione ai dettagli delle foto stesse ed al grano iniziale delle diapositive. Un certosino non avrebbe potuto fare meglio, ma un Prosdocimo senz’altro…

Ce ne sono ancora, altre foto saranno digitalizzate e inviate e che formeranno altri album, altri ricordi ed un altro tassello della nostra “memoria” collettiva.

Don Vittorio ci è riuscito a mettere insieme i ricordi, la storia della scuola ma dalla parte dei salesiani, un lavoro di “salesiano”, ma sono anche sempre più convinto che la storia pensata, ricordata e redatta da parte degli ex-allievi sia in pratica un’altra tessera sempre più importante della memoria della scuola di Beirut.

Quindi, come già detto qualche tempo fa, fatevi sotto, più siamo e più ci divertiamo, parola di webmaster…

Il “volume” numero 6 e le foto di Mario si possono scoprire cliccando sul link qui di seguito :

Ce ne sono ancora, SURPRISE!!! : Prosdocimo 6