Photograph: Nicholas Kamm/AFP/Getty Images


da | 29/03/2018

L’articolo precedente ha fatto nascere parecchie domande e ho pensato bene rifornirlo di dati più precisi e più dettagliati, per non lasciare il dubbio su quanto scritto.

Quanti altri paesi, europei o meno, devono affrontare le stesse situazioni che gli stati Uniti, o perlomeno in quanti  altri paesi, non in guerra attualmente, le armi sono vendute  ad ogni angolo di strada?

Una domanda a cui rispondere non è poi così tanto semplice…

E in Europa come la mettiamo?

Il problema delle armi negli Stati Uniti può essere letto sia in maniera soggettiva, cioè possedere o meno armi come strumenti di difesa, che  in maniera oggettiva, cioè al di sopra di ciascuna parte in causa, senza dimenticare che possedere una qualsiasi arma da fuoco può far nascere una rappresentazione mentale persistente, tipo un’ossessione di un continuo pericolo, questo non lo dico io ma altri che ne sanno più di me in merito.

In Italia abbiamo avuto una marea di dibattiti e articoli su giornali e riviste specializzate, dibattiti che sono sempre stati molto movimentati per non dire altro, ma volendo anche essere pignoli fino in fondo, questi dibattiti sono al centro delle preoccupazioni odierne in vari stati USA così come in altre parti d’Europa, dove una grande maggioranza dei paesi all’interno dello spazio Europeo hanno fatto capire che la vendita e l’utilizzo di armi non sono tanto all’ordine del giorno di una prossima riunione ministeriale.

Argomento più che mai attuale dopo quanto successo ultimamente e che preoccupa più di quello che si potrebbe immaginare e che ha fatto nascere un gruppo, un movimento di studenti di tante scuole, atenei e università d’oltre oceano, di benpensanti e anche politici, che sta portando avanti una serie di rivendicazioni in merito pubblicate dai più grandi quotidiani locali e nazionali da far reagire la Rifle Association con articoli e analisi per la difesa dell’articolo della Costituzione americana che garantisce la possibilità di difendersi personalmente e quindi la vendita di armi in ogni stato.

Hundreds of thousands of people attended the March for Our Lives rally in Washington, DC, filling Pennsylvania Avenue. Photograph: Evelyn Hockstein for the Guardian

C’è anche da dire che negli States una ricerca a livello nazionale ha messo in risalto un fatto strabiliante e cioè che il numero di armi che circolano ai giorni nostri sono superiori al numero di abitanti. Il Congressional Research Service ha difatti elaborato questo tipo di ricerca con i risultati che abbiamo descritto qui sopra, risultati alquanto sorprendenti per tanti motivi e che lascia assai perplessi.

Ma ne abbiamo veramente bisogno di tutte queste armi? E siamo sicuri che le persone che comprano armi da fuoco non assomigliano tutte a quel povero disgraziato che si è fatto sparare con un libro come scudo protettivo?

In Italia, se ben mi ricordo, le armi di un certo tipo sono vendute soltanto a chi possiede un porto d’armi, come nel caso di gioiellerie e negozi o magazzini con prodotti di un certo valore all’interno, senza dimenticare tutti i nostri “cacciatori”, che utilizzano armi di un altro calibro e spessore.

Non lo so veramente chi avrà la meglio a questo proposito, gli studenti oppure la Rifle Association, ma penso che onestamente ci starebbe anche la nostra solidarietà, il nostro appoggio da ex-allievi, ieri, e da cittadini di questa parte del globo, oggi, per  sostenere la battaglia degli studenti dopo tutto quello che è successo ultimamente.

Termino con un pensiero di uno che se ne intendeva, non occorre presentarlo, che un giorno disse : “L’uomo ha creato la bomba nucleare, ma nessun topo si sognerebbe mai di creare una trappola per topi”
(Albert Einstein)