Tojo per tutti, Piervittorio per gli intimi

Tutte le foto sono state scattate dal Mario, ormai diventato Fotografo Ufficiale SSB…

da

23/02/2018

L’album completo con tutte le foto di Tojo che Mario è riuscito a scovare fra le montagne di foto accatastate di fianco al suo tavolo di lavoro, si trova già in prima posizione sul frontespizio della Fototeca :

L’accordo in DO maggiore di Tojo

Diego

Webmaster , SSB

Quando ci siamo incontrati per la prima volta nel lontano 2007 in quel di Roma, non sapevo della scomparsa di Tojo, Piervittorio Secco per tutti e mio compagno di classe durante il periodo liceale, pensavo di poterlo incontrare come ho incontrato tanti altri in quei famosi tre giorni di quasi un miracolo.

Poi la Kikka, come altri, mi ha raccontato del fattaccio appena fuori dell’Università a Milano, un incidente alquanto impensabile, inqualificabile.

Mi sono venute in mente un sacco di cose in quegli attimi, non solo le partite di calcio o tennis, non solo le ore passate a studiare assieme alcuni brani di poesie o passaggi che dovevamo imparare a memoria sotto la guida esperta di don Forti, non solo le passeggiate con altri a guardare il famoso cielo stellato di El Houssoun appena dopo la cena, non solo a cantare, assieme ad altri trenta quasi tutti stonati, canzoni di De Andrè o dei Beatles o anche talvolta di Celentano e Lucio Battisti, non solo parlare della famiglia lontana e che mancava a tanti di noi.

Ricordo il Tojo della Fancy Fair, che insieme al resto della truppa dei “Dummies” suonava su una piattaforma che avevamo piazzato a circa cinque o sei metri dal suolo…

Si parlava anche di noi, del nostro futuro, di quello che avremmo desiderato fare o non fare appena fuori dalle mura del liceo di Beirut e El Houssoun, si parlava di ragazze, delle minigonne, delle prime esperienze sentimentali, dei strafalcioni che facevamo per attaccare bottone con una delle tante “minigonne”, nessuno ci aveva ancora regalato le istruzioni d’uso per portare a termine una qualsiasi “chiacchierata” con le rappresentanti del famoso sesso, si fa per dire, debole… Insomma stavamo diventando più alti, più peli spuntati da tante parti, più voce roca e più brufoli, stavamo sbocciando tutti come fiori in un prato, senza il profumo dei fiori.

Tojo aveva un grande vantaggio su tanti di noi, il sottoscritto in particolare, aveva una maturità, una calma ed un sagacia intrinseca da far impallidire anche il figlio di Freud, sapeva già come, dove e cosa voleva fare appena finiti gli studi, un progetto di vita ma anche un progetto di un futuro pieno di sogni, risorse e piani di lavoro, era nato con una predisposizione particolare per districare anche le matasse più intricate e complicate, un carattere posato e ancorato su due piedi stabili ma anche il primo a scherzare, prendere la vita come viene, fare caciara e cantare sempre, con tutti, amico di tutti senza dubbio, amico di tanti.

Ricordo il Tojo della Fancy Fair, che insieme al resto della truppa dei “Dummies” suonava su una piattaforma che avevamo piazzato a circa cinque o sei metri dal suolo, sulla struttura usata dai ragazzini della sezione anglo-americana per “sviluppare” i riflessi e le ginocchia, nonché le attitudini di Bro. Dell e delle maestre a ricoprire con garze e cerotti gran parte degli arti superiori e inferiori di quasi 90% dei “trapezisti” giornalieri.

Ricordo il Tojo chitarrista, “Volli, Sempre Volli, Fortissimamente Volli” era il suo motto giornaliero, ci passava ore e ore a trovare un accordo, una serie di accordi, una sequenza cromatica da inserire in una o più canzoni, una maniera come un’altra per riuscire ad arrivare sempre più in là del solito, del comune del mortale come noi tutti, capaci di suonare con i soliti tre accordi anche una sonata di Bach, provare per credere…

Ricordo il Tojo pallonaro, ricordo il Tojo tennista, ricordo il Tojo con la palla del basket, un tantino piccolo per un’attività dove l’altezza era una delle qualità richieste per uno sport più che famoso a scuola, ricordo il Tojo con la divisa della marina americana, pantaloni e giubbotto che comprammo in tanti, tutti vestiti uguali il giorno dopo a scuola, ricordo il Tojo con un giubbetto che invidiammo in tanti appena arrivato a a scuola dall’Italia, ricordo il Tojo con la capigliatura chiamiamola “scompigliata”, ricordo il Tojo che si faceva la barba con un rasoio elettrico e con il viso riempito di borotalco per far scivolare il rasoio stesso, ricordo il Tojo che ha provato a fumare un paio di volte ma che non ci è mai “riuscito”, ricordo il Tojo, che insieme al cugino Dado, stava delle ore a parlare della loro famiglia, si erano conosciuti sull’aereo che li portava a Beirut per la prima volta.

Altri hanno scritto a proposito di Tojo, altri lo faranno probabilmente dopo aver letto queste righe, ho avuto una gran crisi “mistica” per scrivere queste righe, non so mai cosa dire in certe circostanze, non riesco quasi mai ad esprimere esattamente quello che provo, quello che sento, quello che credo.

Ci ho messo parecchio a mettere nero su bianco quanto mi frullava per il cervello, non ho mai osato oltrepassare la “soglia” del famoso “non rompere i cosiddetti”, ho avuto la fortuna di conoscere tanta gente simpatica, amici, colleghi di lavoro, compagni di squadra di calcio, di tennis, ma nessuno ha mai lasciato il segno come il nostro Tojo, senza mezze misure…

No Kidding…???…

Ciao Tojo, ci vedremo senz’altro uno di questi giorni e sono più che convinto che mi farai sentire una delle tue canzoni, quelle che avevi incominciato a sfornare quando eravamo ancora ad El Houssoun…


L’Album delle foto in questione si trova sul sito della Fototeca, basta cliccare qui :