Qualche domanda a Diego

Le domande sono state inviate a Diego dalla Paola Globetrotter, via mail, a cui rispondiamo senza battere ciglio, non si sa mai…

Long story short

Ne avevamo parlato qualche tempo fa, discusso in un paio di mail e poi il famoso mail con le domande è in pratica sbarcato qualche giorno fa, fra il sorpreso e un tantino anche allibito, ammetto che non ne ero proprio preparato…

Ci ho messo comunque un paio di giorni a trovare il “coraggio” (si fa per dire…) di rispondere alle domande della Paola e qui di seguito potete leggere le domande ma anche le mie risposte, ho cercato di rispondere a tutte le domande senza dire o scrivere tante baggianate, almeno così spero…

Diego

Se Diego, il giovane allievo dei salesiani di un po’ di tempo fa, dovesse tornare al giorno d’oggi, che tipo di adolescente sarebbe?
Quali sogni e speranze avrebbe nel contesto odierno? Si ritroverebbe in luoghi familiari?
Sarebbe uno dei “cools“, dei “brainy” o seguirebbe il “flow“?

Il Diego di allora sarebbe completamente perso, in un mare di domande senza risposta e cercando di remare il più forte possibile per raggiungere la riva, una qualsiasi riva, non importa quale. La più grande difficoltà sarebbe di restare a galla in un mondo completamente all’incontrario di quello lasciato anni fa, senza internet e senza telefonini ma anche senza la mania di arrivare subito da qualche parte, di viaggiare a velocità strabilianti solo per essere i primi da qualche parte.

I sogni e le speranze non sono mai cambiate in tutti questi anni, cercare di dare un senso alla mia vita attraverso le conoscenze che si fanno e che si coltivano, a ciascuno il suo “giardino”…

Ero e sono rimasto uno a cui piace ogni tanto fare “caciara”, più siamo e più ci divertiamo.

Parliamo tanto del nostro “Cortile”, un luogo di ricordi, ma anche una piattaforma virtuale che riunisce i pensieri di tutti noi. Quando pensi a questo cortile, sei soddisfatto del suo esito? Lo vedresti ancor più amplificato? Vorresti avere più idee sviluppate dagli ex? In altre parole trovi che ci sia stato un “team effort” oppure siamo ancora in quella fase dove devi spesso chiedere la partecipazione a destra e a sinistra? Come siam messi con l’interesse generale del sito?

Per essere precisi fino in fondo, il termine “Cortile” lo aveva coniato la Kikka anni fa, appena dopo l’incontro megagalattico del 2007, all’epoca ci vedevamo spesso per riuscire a mettere un fattispecie di sito su internet, discutevamo delle ore intere talvolta anche fino alle prime luci dell’alba. Il termine era e resta tutt’ora la maniera più semplice e più intelligente, almeno così l’avevamo pensata, per racchiudere tutti coloro che ci avevano speso anche solo qualche minuto, oppure anni interi come tanti di noi.

E’ sempre stato difficile, e probabilmente lo sarà sempre di più, trovare altri che abbiano la voglia ed il tempo per poter sviluppare idee o altro all’interno di questo nostro cortile virtuale, abbiamo tutti forse una voglia matta di poter dire o fare qualcosa in merito ma la distanza fra tanti di quelli che vorrebbero, talvolta complica di parecchio la situazione in corso. Senza dimenticare che il più delle volte parecchi di noi forse non hanno ancora tutto il tempo a disposizione che si vorrebbe.

Da quando ho fatto la tua conoscenza ho sentito che gli anni che ci separavano, anche il fatto che a Beirut non ci conoscevamo che indirettamente, non contavano. Ho sentito immediatamente la connessione.
A coloro che non si sentono ancora che “in periferia” del sito, e che si connettono parzialmente e raramente, cosa diresti perchè facciano più parte di questa opera monumentale che hai intrapreso?

Premesso che non possiamo obbligare nessuno a connettersi con il sito ed il cortile, la cosa che più mi dispiace dopo tutti questi anni, è e resta il fatto che almeno un paio di righe si potrebbero riempire per fare in modo di avere il più grande numero possibile di ex-allievi all’interno della nostra comunità.

Un sacco di gente non ha riempito la propria Fiche Segnaletica con le rispettive foto, di allora e di adesso, con almeno qualche ragguaglio di storia vissuta, storia che sarà senza alcun dubbio uguale, almeno in parte, a tanti altri con le stesse caratteristiche, di età o di classe o di gruppo.

Sia la Kikka, sia don Gianni che il sottoscritto l’avevamo iniziato per cercare di salvare il salvabile, trovare più ex-allievi possibile e racchiudere tutte queste informazioni per non perdere una gran parte della storia della Scuola in Libano, non dimentichiamoci che la Storia è purtroppo l’unica cosa rimasta dell’epoca.

Durante una delle nostre gite, una delle foto che mi ricordo di più, per motivi che non sto qui a spiegarvi…

Ma chi è Diego

Alcune foto d’epoca e anche non d’epoca…

Qualche anno fa, foto scattata da Sanguetta a casa sua

Siamo a Roma durante la cena del venerdì sera nel 2007, foto sempre scattata da Sanguetta, ma non a casa sua

Sempre qualche anno fa, io sono quello con la maglietta rossa ma non ero il portiere…

I Don han sempre fatto parte della nostra vita in un modo quasi completo. Quando contribuiscono foto, articoli e lettere, non si sente la differenza, per così dire, tra quello che uno di noi scrive e quello che loro scrivono. E’ vero che abbiamo la nostra età e che le barriere insegnante-allievo/a oramai non esistono. Ripensando al giovane allievo Diego di anni fa, ti saresti mai immaginato che anni dopo saremmo tutti riuniti in una conversazione candida, senza differenze di età ed esperienze? A Beirut che tipo di studente eri: dicevi ciò che pensavi e agivi secondo le tue opinioni o ti tenevi appresso i tuoi pensieri per paura di cacciarti nei guai?
Proiettando in avanti il Diego di quegli anni, pensi che avresti agito nello stesso modo al giorno d’oggi?

Domanda alquanto complessa e intricata allo stesso tempo. Senza l’incontro del 2007 non avrei probabilmente più rivisto nessuno di quelli che avevo conosciuto (allievi – chierici – preti) all’epoca, non avrei mai immaginato per esempio che uno come Rinaldo Pagano fosse ritornato in quel di Pordenone, oppure Manetti Ferdinano e Iole ritornati a San Gimignano, io ero sempre stato convinto che parecchi non sarebbero mai ritornati in Italia, avrebbero conosciuto carriere e paesi diversi come Bechini Rinaldo che ha fatto tutta la sua carriera negli States, al pari di tanti altri come la Bice Winebow oppure Gianni Marradi che ha fatto una gran parte della sua carriera di pianista professionista a Las Vegas.

Quando sbarcai a Beirut nel lontano 1963 ero un ragazzino con i pantaloni corti, che sognava poco, c’era poco da sognare nell’Italia di quei tempi, si lavorava duro e non si guadagnava più di tanto, si cercava come tanti altri di restare a galla. Beirut fu una rivelazione più unica che rara, si parlava molto di più nelle classi dei salesiani che nelle scuole italiane dell’epoca, venivo da classi di più di 30 allievi per classe mentre a Beirut la classe più “gremita” era di dodici ragazzi, una calma proverbiale dappertutto e nessuno che ti correva dietro con la stecca per dartele sulle gambe.

Sia mio fratello che il sottoscritto abbiamo avuto bisogno di una settimana per renderci conto che la scuola non era del tutto uguale dappertutto, un oceano di differenze anche se all’inizio eravamo tutti noi in mezzo all’oceano.

Non lo so cosa farei o non farei oggi anche se sono sempre più convinto che un’epoca pari a quella vissuta in quegli anni sarà senza alcun dubbio “irripetibile” per non dire indimenticabile, fermo restando che anche ai giorni nostri Beirut resta sempre Beirut, cambiata un pochino ma sempre Beirut.

Chi e’ Diego, a che cosa aspira nel più profondo del suo cuore, è una persona ottimista? Come vede la gioventù d’oggi? Gli insegnanti? Le scuole? E’ sempre convinto della positività del mondo? Come vede il futuro?

Sono sempre stato un mezzo mattacchione, sempre pronto a festeggiare il Capodanno anche in Aprile, più siamo e meglio si sta, tanta musica e tanto BBQ, per non dimenticare le bevande, alcoliche o meno, che accompagnano i vari Capodanni in Aprile. Dall’epoca di Beirut mi è rimasta la musica di allora, che mi trotta sempre in testa dalla mattina alla sera, Aretha Franklin in cima alla lista, tanto Blues e tanto Jazz. Sono sempre stato molto ottimista e cerco di esserlo sempre ed in qualsiasi evenienza anche se talvolta diventa complicato.

Non so esattamente cosa il futuro ci regalerà a noi e alla generazione di giovani attuale, ma ho la netta sensazione che sta diventando sempre più difficile avere una propria opinione senza l’aiuto di Google, Facebook, Microsoft, Apple o Amazon, ci stanno ispezionando dappertutto e parlano di aumentare il “controllo” sia digitale che fisico per poter “evitare” i problemi a cui siamo andati incontro in questi anni.

Ci stanno “imbottigliando” per benino, ma non se ne accorge nessuno o quasi … Who knows???