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LIBANO 2017: PANORAMICA

da | 04/12/2017 | BEYROUTH, Da Leggere, Guardare, Ascoltare

Carissimi, siamo ormai già in Dicembre ed il nostro webmaster Diego sta lavorando su una nuova messa in pagina del sito.

Vi inoltro il pezzo che don Vittorio mi ha spedito la settimana scorsa, in cui fa la sintesi della storia recente del Libano. Mi auguro che susciti interesse e risposte, anche se ho l’impressione che i nostri “ex-commilitoni” siano più interessati ad altro … Ad ogni modo qualcuno ha detto di insistere: “Bussate… cercate.. chiedete …”

Cordiali saluti e auguri di ogni bene.

Don Gianni

SSB

… A questi cittadini libanesi si aggiungono: 450.000 rifugiati palestinesi (dal 1948 e 1967) – 1.500.000 (ma probabilmente di più) rifugiati siriani (1.200.000 registrati ufficialmente dalle agenzie dell’ONU) – 120.000 rifugiati iracheni ecc …

Ricevuto via mail il 30/11/2017 | DON VITTORIO POZZO |

LIBANO 2017: PANORAMICA


 

DEMOGRAFIA:

L’unico (e quindi ultimo) censimento della popolazione risale al …1932, cioè al tempo del mandato francese. Popolazione: 875.252 (Altre fonti: 765.542), con leggera maggioranza dei cristiani.

Nessun censimento si è svolto in seguito per non urtare la suscettibilità delle varie comunità, ognuna delle quali tende a maggiorare il numero dei propri membri (importante, data la struttura confessionale del paese e il conseguente peso politico e sociale).

Oggi (2017), la popolazione dovrebbe aggirarsi su 4 milioni e mezzo. Nel 2012: 4.140.000, di cui Arabi (anche se questa qualifica fa arricciare il naso a molti cristiani libanesi) 95% – Armeni 5% – Altri 1%.

A questi cittadini libanesi si aggiungono: 450.000 rifugiati palestinesi (dal 1948 e 1967) – 1.500.000 (ma probabilmente di più) rifugiati siriani (1.200.000 registrati ufficialmente dalle agenzie dell’ONU) – 120.000 rifugiati iracheni ecc.

Aggiungendovi la manodopera straniera ecc., vuol dire che sui 10.452 kmq di superficie (in buona parte montagnosa) vivono dai 6 ai 7 milioni di persone.

Composizione religiosa:

(cifre approssimative, in mancanza di statistiche ufficiali): Musulmani: 50 -60% – Cristiani: 40-50% – Altri 1-1,5%.

Secondo i Maroniti, i Cristiani sarebbero il 45-50%, mentre secondo Hezbollah i Musulmani sarebbero il 65%, di cui 40% sciiti. Indiscutibilmente, la comunità sciita è oggi la più numerosa, seguita da quella maronita. Seguono i sunniti, i greci ortodossi, i druzi, i greci cattolici, gli armeni ortodossi ecc.

BREVE CRONOLOGIA DEL LIBANO CONTEMPORANEO


1920, 1 settembre: il gen. Gouraud proclama il Grande Libano (con le frontiere attuali) a Beirut.

1941, 8 giugno: il gen.Catroux proclama l’indipendenza del Libano (e della Siria), che sarebbe stata sancita da un trattato franco-libanese.

1943, 21 settembre: elezione del presidente della Repubblica, Béchara el-Khoury (maronita). Con Riad el-Solh (sunnita) formula il Patto nazionale (orale): convivenza islamo-cristiana e ripartizione delle cariche pubbliche.

– novembre: i deputati sopprimono ogni riferimento alla potenza mandataria nella Costituzione, mentre rimane il vantaggio per i cristiani (6 a 5 nelle istituzioni). Nel consegue l’imprigionamento del presidente e dei principali leader politici (cristiani e musulmani). Il 22 novembre vengono liberati e questa data segna l’inizio e la festa dell’Indipendenza.

1945: Il Libano è tra i 7 paesi fondatori della Lega araba e tra i 50 fondatori dell’ONU.

1946: Partenza degli ultimi soldati francesi.

1948: Il Libano partecipa alla prima guerra arabo-israeliana e firma l’armistizio nel 1949.

1951: Assassinio del primo ministro Riad el-Solh, come vendetta per l’esecuzione, nel 1949, di Antoun Saadé, leader del PPS (Partito Popolare Siriano) per complotto contro lo Stato.

1952: “Rivoluzione bianca” contro il presidente Béchara el-Khoury e sue dimissiooni – Elezione di Camille Chamoun.

1958: Proclamazione della Repubblica Araba Unita (RAU: Egitto e Siria), con mire sull’annessione del Libano – Insurrezione interna con interferenze arabe – Sbarco dei marines americani – Elezione del gen. Fouad Chéhab a presidente della Repubblica.

1959: Incontro Chéhab-Nasser in una tenda a cavallo della frontiera siro-libanese: nuova intesa.

1964: Elezione a presidente di Charles Hélou.

1965: da Beirut il movimento palestinese Fatah lancia la lotta armata palestinese.

1967: Guerra dei sei giorni, alla quale il Libano non partecipa.

1968: Prime azioni palestinesi a partire dal sud del Libano e violente reazioni israeliane. Distruzione della flotta aerea civile del Libano all’aeroporto di Beirut, in reazione a un attentato palestinese ad Atene.

1969: Primo attacco massiccio israeliano contro il sud del Libano. Scontri tra esercito libanese e fadayin.

Accordo del Cairo: capitolazione del Libano che autorizza la Resistenza palestinese ad esistere e agire liberamente nel Paese.

1970: Elezione del presidente Soleiman Frangié – Morte di Abdel Nasser.

1971: Hafez el-Assad presidente in Siria.

1972: Attacco palestinese ai Giochi olimpici di Monaco di Baviera – Violente rappresaglie israeliane, con centinaia di morti libanesi e palestinesi (in Libano).

1973, 9-10 aprile: Incursione israeliana nel cuore di Beirut: assassinio di 3 leader palestinesi, di cui due abitavano accanto alla Scuola italiana maschile, invasa dai Palestinesi per presunte complicità. Nuovi scontri tra esercito libanese e palestinesi.

Ottobre: Guerra di Kippur, alla quale il Libano non partecipa.

1975, 13 aprile: inizio ufficiale della guerra civile (1975-1990): combattimenti e tregue intermittenti, ma a settembre i combattimenti si generalizzano e Beirut diventa linea del fronte tra Est (Cristiani-Destra) e Ovest (Musulmani-Sinistra).

1976: Vani tentativi per ristabilire il dialogo tra le due parti – Ingresso delle truppe siriane in Libano per fermare l’avanzata della Sinistra verso le zone cristiane – Elezione del presidente Elias Sarkis – Presa del camp-fortezza palestinese di Tell Zaatar e unificazione delle varie milizie cristiane con il nome Forze Libanesi, sotto il comando di Bachir Gemayel – Creazione della Forza Araba di Dissuasione (FAD) e ingresso delle truppe siriane a Beirut, che rimarranno poi sole sul campo.

7 giugno: Primo bombardamento della Scuola italiana maschile, senza vittime.

19 agosto: Secondo e decisivo bombardamento della Scuola italiana maschile (2 morti, ta cui don Aldo Paoloni e oltre 20 feriti, tra cui don Giacomo Amateis (Père Jacques) – Decisione irrevocabile dell’ANMI di chiudere definitivamente la scuola e vendere il terreno.

1977: Assassinio del laeder druso, Kamal Joumblatt.

1978: In seguito a un raid palestinese, prima invasione israeliana del sud del Libano – Creazione dell’Unifil (forza internazionale di interposizione) – Intensi bombardamenti siriani sulle zone cristiane – Scomparsa in Libia del leader carismatico sciita, l’imam Moussa Sadr.

Prima occupazione della casa salesiana di Houssoun, trasformata progressivamente in caserma delle milizie cristiane e, succssivamente, in centro raccolta di sfollati cristiani (fino a 500!), sotto protezione delle stesse milizie.

1981: Assedio siriano della città cristiana di Zahlé, nella Bekaa – Missili siriani nella Bekaa e minacce israeliane – Aumento di attentati contro ambasciate e istituzioni straniere: rapimenti, uccisione dell’ambasciatore francese…

1982: In seguito a un attentato contro l’ambasciatore israeliano a Londra, Israele invade il Libano e avanza verso Beirut – Cessate il fuoco tra israeliani e siriani, che ripiegano nella Bekaa – Assedio e intensi bombardamenti di Beirut con centinaia di morti – Arrivo a Beirut della forza multinazionale (Francia-USA-Italia) per un mese – Evacuazione dei combattenti palestinesi (e di Arafat) da Beirut – Partenza della forza multinazionale – Elezione di Bachir Gemayel come presidente della Repubblica e suo assassinio il 14 settembre – L’esercito israeliano penetra a Beirut Ovest e prende il controllo della città – Sotto copertura israeliana le milizie cristiane penetrano nei campi palestinesi: massacri di Sabra e Chatila – Ritorno precipitoso della forza multinazionale – Elezione di Amine Gemayel (fratello di Bachir) a presidente – Nascita a Baalbek di Hezbollah, sponsor l’Iran, e suo primo grave attentato contro il quartier generale israeliano a Tiro.

1983: Attentato di Hezbollah contro l’ambasciata americana – Accordo di sicurezza libano-israeliano (17 maggio) e ritiro israeliano da Beirut – Ritiro israeliano unilaterale dal Chouf con conseguenti scontri druso-cristiani e massacri: la regione si svuota dei cristiani – Duplice attentato sciita contro la forza multinazionale: 241 soldati americani e 58 francesi sono uccisi.

1984: Ritiro definitivo della forza multinazionale – Milizie sciite padrone di Beirut Ovest – Il Libano abroga l’accordo di sicurezza con Israele dell’anno precedente.

1985: Scontri sciiti ( milizie Amal)-palestinesi – Vano tentativo tra sciiti (ma non Hezbollah), drusi e cristiani di mettere fine agli scontri.

1987: L’esercito siriano ritorna a Beirut, con il pretesto di mettere fine ai combattimenti – Abrogazione dell’accordo libano-palestinese del Cairo (1969) – Muore in un attentato contro il suo elicottero il primo ministro Rachid Karamé.

1988: Fine degli scontri Amal-palestinesi – Incapacità di eleggere un nuovo presidente della Repubblica – Amine Gemayel, prima della fine del suo mandato, nomina il gen. Michel Aoun capo di un governo transitorio – Il campo muuslmano lo rifiuta, per cui il Paese ha due governi.

1989: Accordo di Taef (in Arabia Saudita): intesa nazionale per mettere fine alla guerra e riformare le istituzioni in senso più favorevole ai musulmani, pur sancendo la parità tra cristiani e musulmani: sponsorizzato da USA, Arabia Saudita, Siria (che impone le sue condizioni, ma non ripiega nella Bekaa, come richiesto): accettato dalle Forze Libanesi e del patriarca maronita, ma rifiutato dal gen. Aoun – Elezione a presidente di René Moawad, ucciso il 22 novembre (giorno della festa dell’Indipendenza) – Elezione del pro-siriano Elias Hraoui – Progressivo smantellamento delle varie milizie, con l’eccezione di Hezbollah, per volontà siriana, con il pretesto di far fronte a Israele.

1990: Guerra inter-cristiana tra l’esercito del gen. Aoun e le Forze Libanesi, di cui esige la dissoluzione (2 galli nel pollaio cristiano!) – Attacco siriano aereo e terrestre, con l’ok israeliano e americano, contro il gen. Aoun che si rifugia nell’ambasciata francese e poi partirà in esilio in Francia.

1991: Legge di amnistia generale per i delitti commessi durante la guerra: ne escono impuniti i signori della guerra, rimasti tutti al loro posto (unica condanna successiva: l’antisiriano Samir Geagea, leader delle Forze Libanesi, sciolte come milizia e trasformate in partito politico) – Firma a Damasco del trattato libano-siriano di “Fraternità, cooperazione e coordinamento” (imposto).

1992: Prime elezioni dopo 20 anni: boicottate dalla maggioranza dei cristiani, perché manipolate daila Siria – Rafiq Hariri primo ministro.

1995: Emendamento costituzionale per prolungare di 3 anni il mandato del presidente Hraoui (richiesta della Siria).

1996: Operazione israeliana che causa oltre 100 morti, che erano raccolti in una base Unifil.

1997: Elezione del candidato siriano, il gen. Emile Lahoud, alla presidenza della Repubblica.

2000: Ritiro dell’esercito israeliano dal sud del Libano dopo 22 anni di occupazione. Mantiene però territori libanesi alle pendici del monte Hermon.

Morte di Hafez el-Assad e successione del figlio, Bashar el-Assad, in Siria.

2004: La Siria impone la prolungazione del mandato presidenziale di Emile Lahoud.

2005, 14 febbraio: Attentato mortale contro Rafiq Hariri e la sua scorta.

8 marzo: Manifestazione pro Siria, promossa da Hezbollah.

14 marzo: Manifestazione antisiriana con oltre un milione di persone – Inizia il ritiro delle truppe siriane che si conclude il 26 aprile, dopo 29 anni di presenza, mentre inizia pure una serie di attentati contro giornalisti e politici antisiriani – Il gen. Aoun rientra dall’esilio e Samir Geaagea esce di prigione.

2006: Accordo politico gen. Aoun (leader del Movimento Patriottico Libero, principale partito cristiano) e Hezbollah – 34 giorni di guerra di Israele contro Hezbollah, con gravi distruzioni e oltre 1000 morti civili libanesi – Unifil rinnovata.

2007: Creazione di un tribunale internazionale (Tribunale speciale per il Libano. TSL) per giudicare i responsabili della morte di Rafiq Hariri e delle altre personalità libanesi, mentre continuano altri assassinii – Fine del mandato presidenziale (prolungato) di Emile Lahoud, senza un successore.

2008: Colpo di forza di miliziani sciiti (Hezbollah e Amal) contro i quartieri sunniti di Beirut e i drusi del Chouf: vero choc per gli altri cittadini – Tentativi internazionali per risolvere la crisi: Accordo di Doha (Qatar) per “stabilizzare” il Libano – Elezione del gen. Michel Sleimane a presidente – Relazioni diplomatiche tra Libano e Siria (sempre rifiutate prima dalla Siria, ostile all’indipendenza del Libano).

2009: Inizio operativo del Tribunale speciale per il Libano, sempre rifiutato da una parte politica.

2011: L’oppozione al Tribunale speciale si concretizza con le dimissioni dei ministri dell’8 marzo (cf 2005): l’atto d’accusa infatti incolpa 4 membri di Hezbollah: questi giura che mai li consegnarà.

2012: Dichiarazione di Baabda per tenere il Libano lontano dai conflitti regioanli, ma Hezbollah inizia il suo coinvolgimento in Siria, a fianco del regime.

2014: Fine del mandato del presidente Sleimane e incapacità ad eleggere un successore. La presidenza rimane vacante fino a ottobre 2016 – Impossibilità pure di organizzare le elezioni legislative: il Parlamento si autorinnova il mandato per la seconda volta (ultime elezioni nel 2009).

2016: Elezione del gen. Michel Aoun a presidente, sulla base della neutralità del Libano nei confronti dei vari conflitti, mentre Hezbollah vi è sempre più coinvolto (Siria, Iraq, Yemen).

2017, 4 novembre: Dimissioni a sorpresa del primo ministro, Saad Hariri, annunciate dall’Arabia Saudita, con gravi accuse a Iran e Hezbollah – 3 settimane di grave incertezza politica e pericolo per la stabilità del Paese – Mobilitazione internazionale e risoluzione della crisi il 22 novembre, festa dell’Indipendenza, con il rientro in Libano di Hariri, il chiarimento con il presidente della Repubblica e il ritiro delle dimissioni. Fine della tragicommedia o tappa interlocutoria in attesa della prossima crisi? Intanto Hezbollah annuncia il prossimo rientro dei suoi combattenti dall’Iraq e successivamente dalla Siria. Il feuilleton libanese continua…

(Principale fonte per la cronologia: Xavier BARON, Histoire du Liban. Des origines à nos jours, Paris, Tallandier 2017, 589 p.: testo ottimo e dettagliato, al punto che in Libano si è chiesto che serva come riferimento per la composizione del manuale ufficiale di storia patria, che i libanesi, estremamente divisi nella lettura e interpretazione dei fatti, sono incapaci di scrivere, anche se la guerra civile è finita da 27 anni!).