Partire, Ritornare, Essere, Vivere…

da | 11/11/2017 | L'Altro

Ci ho messo un paio di giorni prima di scrivere queste righe, mi sono domandato se ne avevo il diritto o meno di parlarne, lascio a voi l’ardua sentenza come da copione…

Foto scovata su Internet dal sito FR2

Giovedì scorso, 09/11/2017, stavo guardando come tanti altri giovedì uno dei programmi che guardo ancora volentieri, Envoyé Spécial, programma che solleva talvolta, e forse più di qualche volta, polveroni socio-economico-politici da far impallidire i cosiddetti “Ben Pensanti” di mezza Europa e oltre e ce ne avanza.

Stavo dunque guardando il programma e come ultimo capitolo dell’episodio di giovedì scorso hanno fatto vedere un’intervista ad una Francese fatta prigioniera qualche settimana fa e che ha passato gli ultimi quattro anni come “combattente” dello stato islamico e che vorrebbe ritornare in Francia per essere “giudicata” da tribunali francesi piuttosto che da tribunali siriani, turchi o simili.

Ho messo volontariamente la parola “combattente” fra virgolette perché non so esattamente quale fosse il ruolo di questa ragazza/mamma di 27 anni, tra l’altro il giornalista stesso a fine intervista ha ammesso che sarà molto ma molto difficile riuscire a scardinare le “difese” psicologiche di queste persone che desiderano rientrare a casa, sempre se a casa un giorno potranno rientrare.

Foto Thomas Martinsen

Immagine sempre tratta dall’intervista su FR2

Non vorrei essere al posto di coloro che dovranno prendere LA decisione di farli rimpatriare o meno, non so quanti stanno aspettando una decisione del genere dopo la caduta delle ultime roccaforti dell’esercito dello stato islamico in Siria ma anche altrove, ormai si sta scrivendo un’altra pagina dei libri di “Legge”, forse dovrei dire pagine dei libri di “Legge”.

Guardavo la televisione e di tanto in tanto non riuscivo più a seguire quanto diceva Margaux Dubreuil, la ragazza intervistata appunto, guardavo il bambino di circa cinque mesi che cercava di dormire e poppare talvolta, oppure cercavo di osservare meglio le capriole della bambina di sei anni e del fratellino di tre anni sui due divani che erano riusciti a trovare per non farli sedere per terra, una stanza miracolosamente ancora in piedi in un mare di macerie. Erano contenti di saltare e di fare caciara, chissà quando avevano saltato su divani e poltrone per l’ultima volta, eppure la mamma li conosceva bene e non sembravano particolarmente infelici o maltrattati, anzi.

Ognuno fa le scelte che “meglio” percepisce per la propria vita, vorrei soltanto capire come si fanno a prendere certe decisioni con bambini e bambine che non hanno chiesto assolutamente niente e che non penso siano venuti al mondo solo per far aumentare il numero di combattenti dell’esercito dello stato islamico.

Vedere la bambina ed il fratellino saltare e giocare durante l’intervista è un augurio per riportare questi innumerevoli “combattenti” al disotto di qualsiasi età per combattere, verso un futuro sia psicologico che umano più che soddisfacente, ci vorranno anni, mesi, forse anche di più per alcuni, ma come ho già detto altrove, la speranza è sempre l’ultima a morire e purtroppo sono un incondizionato del bicchiere mezzo pieno piuttosto che del bicchiere mezzo vuoto…

Il video completo dell’intervista a cui faccio riferimento, la potete trovare e guardare qui :

VIDEO FRANCE 2