NEWSLETTER OTTOBRE 2017

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06/10/2017

Insomma, non vogliono proprio lasciarci vivere e morire in pace, si dovrà per forza trovare un’altra via d’uscita prima di incappare in altri benpensanti che non hanno niente altro in mente che “uccidere”, come se il termine stesso fosse stato coniato durante una festa paesana, un incontro di vecchie glorie, un’assemblea di ex-di turno, una scampagnata in riva al fiume…

Non riesco a togliermi dalla testa un sacco di domande, domande che ritornano alla carica appena abbasso la guardia, dei pensieri che mi trottano in testa da parecchio e a cui non riesco a trovare una sola risposta valida e concreta.

Forse qualcuno più addentro potrebbe probabilmente trovare risposte a questi punti interrogativi, come tanti di voi o anche uno qualsiasi dei sacerdoti che abbiamo conosciuto, oppure uno dei nostri vecchi amici libanesi con cui giocavamo a pallone o anche basket, reazioni o anche repliche ad un dibattito che non è mai stato un dibattito…

A tutti i nostri auguri più amichevoli e fraterni per un futuro migliore e per aiutarli, in qualche modo, a dimenticare, tutto quello che si dovrebbe dimenticare…

Dei pensieri che mi trottano in testa da parecchio e a cui non riesco a trovare una sola risposta valida e concreta

Questa Newsletter fa il verso giusto a quando eravamo a scuola, a Beirut con il resto del cortile e con tutti i compagni e le compagne di scuola, senza dimenticare i vari “don” di servizio.

Un articolo in un giornale quotidiano francese mi ha fatto saltare gli occhiali, parlano di riforme scolastiche singolari, di settimane di quattro giorni e mezzo, di soluzioni “digitali”, di rivoluzioni particolari, intese come incentivo per far “alzare” il livello dei promossi in tutte le classi di scuola dell’obbligo, dalle elementari al famoso Baccalauréat, l’esame equivalente  alla fine del nostro liceo.

Ma abbiamo veramente bisogno di un “iPad”, di un telefonino o di un computer ultimo grido per “imparare” una lezione, una materia qualsiasi, una nuova lingua, invece che acquistare cognizioni attraverso lo studio, un qualsiasi esercizio senza un banale aiuto “digitale”???

Dopo tutti questi anni mi sono rimasti tanti ricordi della nostra scuola, belli o brutti che siano poca importanza, dei professori, delle lezioni di arabo con il professore Adnan, delle arringhe di don Doveri che svegliava anche la classe sotto alla nostra con una dizione da far impallidire Dante, quello che spacca i bicchieri…

Un sacco di articoli avrebbero potuto essere scritti e pubblicati in merito, ci siamo solo limitati a sfornare alcune delle idee in stock e, ovviamente, chiedere l’opinione di tanti altri che probabilmente ne sanno più di noi al riguardo.

Lascio a voi l’ardua sentenza di tirare le somme, in tanti abbiamo più o meno le stesse idee ma il bello della “democrazia” è e resta sopratutto il fatto che possiamo anche avere altri che la pensino in maniera totalmente diversa dalla nostra e gli articoli che saranno trattati in questo mese avranno la possibilità di aprire altre strade in un ambito complesso per non dire intricato allo stesso tempo.

Ne riparleremo a fine mese dopo gli articoli che saranno pubblicati a mano a mano e che vi invitiamo a leggere e a commentare a fondo pagina, muchas gracias…