Il Futuro dell’agricoltura e del cibo in generale…

da | 22/09/2017 | C'era Una volta il Web

Secondo il report FAO se non facciamo “marcia indietro” rischiamo di sfornare fra non molto una marea di malnutriti, senza una politica più giusta e più sensata delle risorse naturali, ci ritroveremo con un numero sempre più intenso di “morti di fame” in un mondo sempre più ricco…

Foto parziale della Copertina del Rapporto

Forse dovremo pensarci anche noi a queste benedette energie pulite, stiamo consumando le risorse naturali del nostro pianeta ad una velocità pazzesca, serve una lungimirante soluzione a brevissimo tempo «nella gestione dei sistemi agricoli e economie rurali se non si vuole mettere a rischio la sicurezza alimentare a livello globale», secondo un opuscolo edito e pubblicato dall’organizzazione FAO, organizzazione contro la fame nel mondo. Si parla sempre di più di problemi di malnutrizione entro il 2030 per un numero sempre maggiore di popolazioni intere (si parla di 600 milioni di persone, ndlr) che non avranno in pratica niente da mettere sul piatto, un costo altissimo da pagare per un’espansione della produzione alimentare e crescita economica in mano a pochi, per non dire pochissimi.

E’ quanto si legge nel rapporto «The future of food and agriculture: Trends and challenges» della FAO secondo cui, nonostante siano stati raggiunti significativi progressi nella riduzione della fame nel mondo negli ultimi 30 anni, “l’espansione della produzione alimentare e la crescita economica hanno spesso comportato un forte costo all’ambiente naturale”. 

Quasi una metà delle foreste che una volta ricoprivano la Terra sono ormai scomparse. Le sorgenti d’acqua vengono rapidamente esaurite. La biodiversità è stata profondamente erosa”, afferma il DG della FAO José Graziano da Silva nella sua introduzione al report riportata sul sito dell’organizzazione. 

Foto Thomas Martinsen

Foto Ryan Hafey

A detta di tanti esperti, entro molto poco, circa il 2050, il numero di persone che popoleranno il nostro pianeta arriverà a circa 10 miliardi con un aumento di circa 50%, di conseguenza, per la domanda mondiale dei prodotti agricoli ed una inevitabile intensificazione delle nostre risorse naturali, che stanno scemando in maniera alquanto preoccupante.

Si consumeranno sempre più frutta, verdura e anche carne, a scapito di una deforestazione galoppante, utilizzo intensivo del suolo e dulcis in fundo, emissioni di gas “serra” a chi più ne ha, più ne metta.

Una situazione che sarà responsabile di effetti particolarmente nefasti sul clima e affini : “Il cambiamento climatico influenzerà ogni aspetto della produzione alimentare“, si legge nel rapporto sopracitato, e molto probabilmente si avranno una maggiore variabilità delle precipitazioni e un aumento della frequenza di siccità e delle inondazioni.

Domanda cretina : E noi che si fa???